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AGUSTA PROTEGGE IL CAPO “LICENZIA-PRECARI”. Fa licenziare il terzo operaio Palmar in due mesi

In allegato il volantino


Varese – lunedì, 23 marzo 2009

Ti ricordiamo che i lavori più pesanti, più umili e più pericolosi vengono svolti da aziende esterne; Le pulizie, il facchinaggio, la verniciatura , i compositi, i tubi, le lamiere ecc. gli operai di queste aziende lavorano consapevoli di quello che rischiano perché non hanno il posto di lavoro garantito, hanno paura persino di rivendicare i diritti minimi, come quello della salute, per non perdere il lavoro.. Grazie al loro sacrificio Agusta può vantare di avere ridotto al minimo gli infortuni sul lavoro, ma se gli chiedi di intervenire per tutelare gli operai esterni, allarga le braccia e ti risponde “non possiamo intervenire perchè non sono nostri dipendenti”. E tu hai il coraggio di farli licenziare? E si che sei stato anche tu un operaio, sai cosa vuol dire rompersi la schiena per nove ore al giorno per portare a casa 800 euro al mese. Se sei prossimo alla pensione perché devi accanirti in questo modo con i lavoratori? Che cosa devi dimostrare ancora?
Vai in pensione tranquillo e finiscila di comportarti così.



I lavoratori Palmar sono dipendenti Palmar e, pertanto, devono essere i responsabili Palmar a dare loro le disposizioni lavorative. Se il “capo-cantiere” non è in grado di far fronte alle esigenze organizzative, allora Palmar deve aumentare il numero dei responsabili. In caso contrario, i preposti Agusta si sentono autorizzati a comandare direttamente gli operai Palmar.



Circa un anno fa, i delegati Palmar, hanno inviato un comunicato sia a Palmar che ad Agusta chiedendo di modificare i rapporti tra responsabili Agusta e operai Palmar. Qualche mese dopo la situazione ha richiesto un incontro chiarificatore con le due aziende, le quali si rendono disponibili per risolvere il problema ma non intervengono. Dopo l’ennesima segnalazione da parte delle RSU, solo in alcuni reparti il problema viene risolto ma non al “bertello”, dove il responsabile Agusta inoltra numerosi reclami alla direzione Palmar che manda a casa gli operai uno dopo l’altro.



- Il primo operaio è stato licenziato al rientro di un infortunio sul lavoro, infortunio causato dall’olio utilizzato per proteggere i pezzi metallici dall’ossidazione. I guanti che avevano dato all’operaio si sono impregnati di olio causando una forte irritazione della pelle. Al rientro dall’infortunio gli è stato comunicato che non era idoneo alla mansione e per questo motivo non gli veniva rinnovato il contratto


- Il secondo operaio veniva ripetutamente rimproverato perché era troppo lento e, passando dalle parole ai fatti, Agusta invitava la direzione Palmar a non rinnovare il contratto al lavoratore. Palmar esegue alla lettera.


- Il terzo lavoratore saluta i colleghi venerdì 13 marzo: il suo destino era segnato da quando, qualche giorno prima, aveva avuto una discussione con l’ormai famoso CAPO Agusta.

Tutte le giustificazioni basate su picchi di lavoro, su crisi aziendali, su riduzione del personale precario sono campate per aria dato che i tre operai sono stati immediatamente rimpiazzati con altrettanti lavoratori precari.  Palmar è colpevole di aver lasciato il cantiere in mano ad un solo “capo-cantiere” che non ce la fa ad assolvere al suo compito e lascia i lavoratori in balia di questi capetti; Agusta, dal canto suo, si circonda di questi nostalgici degli anni 40 che si accaniscono contro gli esterni solo perché devono subire in silenzio.

 

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