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Contributo di Pedrini, Galli, Frabboni

Dalle CUB alla CUB verso l’unità del sindacalismo di base: dopo i congressi delle “U” c’è ancora molto da fare perciò continuiamo con una “aggregazione per l’unità”


mercoledì, 20 maggio 2009

La difficoltà della crisi insieme alla nuova fase aperta con la firma dell’accordo separato aprono una nuova stagione nella quale per costruire una uscita dalla crisi più favorevole ai lavoratori e lavoratrici bisogna saper prendere atto dei limiti degli attuali sindacati di base e superarli in positivo cercando di costruire proposte alternative da portare avanti con la democrazia per costruire consenso e rapporti di forza reali e con il conflitto necessario e anche con l’uso delle nuove tecnologie (web 2.0). Per queste ragioni è utile e necessaria la ricerca della unità tra le forze sindacali di base nate negli anni scorsi che vada oltre il patto di base. Nel frattempo vanno continuate a tutti i livelli pratiche di lavoro e di confronto comuni sui territori, nelle aziende, nei gruppi e settori e avviate le riunione degli organismi dirigenti congiunte affinché la discussione sul che fare possa prendere lo spazio necessario.  


Il ruolo soggettivo delle diverse realtà presenti nel sindacato CUB sono fondamentali (e non può essere sottaciuto che chi si pone come un freno e con atteggiamenti settari o per paura dell’altro o perché non si vuole contare democraticamente ha una enorme responsabilità negativa). Perciò la prospettiva di una (assemblea nazionale di Cattolica del 22-23 e 24 maggio) e di una seconda assemblea nazionale e/o di un congresso di tutta la CUB è e restano da costruire insieme ad una fase costituente per l’unità del sindacalismo di base e che quindi ci si ponga esplicitamente l’obiettivo di un nuovo soggetto che superi in meglio gli attuali sindacati di base (con una terza assemblea aperta anche ad altri soggetti). Perciò intendiamo chiedere di continuare a tutti i livelli una discussione e ci dichiariamo disponibili ad attraversare e partecipare in tutte le  forme utili anche alla assemblea promossa (per ora) da 3 dei 6 componenti dei coordinatori. Non vogliamo sottovalutare i limiti di una convocazione parziale e unilaterale ma vogliamo ricordare che deriva dal mandato del Coordinamento nazionale del 18 dicembre 2008. La nuova proposta di convocazione del Coordinamento Nazionale CUB del 6 maggio potrà essere utile solo se produrrà altri atti che vadano verso la ripresa del cammino unitario e invitiamo tutti ad attivarsi in tal senso. Va evitato perché è sbagliato e controproducente il tentativo di convocare una altra assemblea nazionale alla sola condizione che ci sia tutto quanto predefinito dai vertici; perciò se ci saranno opinioni e documenti diversi si dovrà andare al confronto sui vari testi e verificarne il consenso avendo come obiettivo passi avanti per tutti verso la unità. La CUB è di tutti e quindi a nessuna parte può essere consentito di tentare di impadronirsene. L’obiettivo non può essere quello di unificarsi con Sdlintercategoriale rompendo con l’area delle “U”, di Tiboni. Ma è evidente che i passi indietro proposti da Tiboni nella relazione al congresso di Sirmione rispetto al 2003 non possono essere accettabili perché così si vuole impedire processi unitari.


I congressi a Sirmione delle “U” hanno fatto registrare posizioni differenti di difficile interpretazione: Flaica mozione unitaria (che è saltata al primo direttivo nazionale. Vedi documento di Amedeo Rossi), FLMUniti una dozzina di contrari su posizioni alternative, Allca (chimici) approvate mozioni verso l’unità, CUB Tessili e Edili approvata con piccole minoranze, CUB Informazione approvata mozione alternativa (dalle CUB alla CUB…). La gestione verticistica insieme ai tempi stretti hanno prodotto lacerazioni e incomprensioni tra i delegati al congresso (es. il regolamento non era stato approvato ma non era modificabile, le mozioni in alcuni casi tirate fuori all’ultimo momento, la lista del direttivo senza condivisione dei criteri, ecc.). Nei direttivi nazionali c’è stata la esclusione dalle segreterie delle minoranze, delle aree che hanno votato contro e ciò è inaccettabile e antidemocratico ma non tutto il male viene per nuocere perché ciò potrà servire per approfondire e preparare modalità nuove e più democratiche di quelle utilizzate finora nella cosiddetta area delle “U”. Va superata una convocazione unilaterale e di parte del congresso della CUB Trasporti con regolamenti che pensiamo siano totalmente da rivedere.


Questi atteggiamenti verticistici hanno provocato allontanamenti e rifiuti di partecipazione che vanno recuperati. La strada non è e non può essere quella di cercare di imporre che tutti debbano portare avanti la linea (perché le altre mozioni sono state bocciate).


Non sono tollerabili accuse di antidemocraticismo a chi la pensa legittimamente in modo diverso e che rivendica la necessità di continuare a farlo per cambiare le scelte che oggi hanno prevalso in congressi a dir poco problematici.


La esperienza della Fim Cisl di Milano trainata da Tiboni è stata perennemente la disapplicazione della linea prevalente a livello nazionale e il tentativo di praticare la costruzione di un modo di fare sindacato alternativo arrivando a denunciare la subalternità al capitale della dirigenza sindacale nazionale, a scioperi e azioni legali contro accordi non condivisi.
Perciò non è accettabile che oggi venga chiesto a qualcuno di tacere e/o di fare il contrario di quel che pensa (o sentirsi consigliare di astenersi).


La necessità di costruire una risposta alla crisi passa anche per la manutenzione straordinaria dei nostri sindacati, dalla riprogettazione di un nuovo soggetto che insieme alle lotte, alle resistenze e al tentativo di trovare obiettivi adeguati alla fase possa ricercare nuove forme e terreni di lotta senza perdere di vista il basilare radicamento nelle aziende e che sappia riproporre in concreto la democrazia attraverso la possibilità per i lavoratori di decidere e votare su piattaforme alternative, le delegazioni che vanno a trattare e sulla conclusione degli accordi. La elezione dei delegati e diritti sindacali senza discriminazione alcuna. Tutto ciò non potrà vedere la luce senza che all’interno dei sindacati si sappia praticare la più ampia democrazia e capacità di confronto critico sulle diverse possibili esperienze e forme organizzative sulle quali siamo da oggi impegnati a produrre iniziative per favorire la crescita, il confronto e la possibilità di far maturare scelte utili e necessarie.



Perciò rivolgiamo un appello per costituire all’interno della CUB l’area “aggregazione per la unità” e invitiamo chi condividesse le idee a contattarci e segnalarci la disponibilità a firmarlo e/o comunque a far conoscere il documento anche a lavoratori e iscritti.

 

Angelo Pedrini, Marco Galli, Nicoletta Frabboni – dallecuballacub@gmail.com

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