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AUTO MOT SERVICE. I LAVORATORI NON MOLLANO: SCIOPERO AD OLTRANZA CON PRESIDIO AI CANCELLI

In allegato il volantino


Varese – venerdì, 12 giugno 2009

Continua il braccio di ferro tra i lavoratori del magazzino automatizzato e la cooperativa che opera all’interno dell’Agusta di Vergiate. Dopo 5 giorni di sciopero consecutivi e di presidio al cancello la situazione non si è ancora sbloccata.



I pochi tentativi di recuperare la situazione sono tutti finiti nel nulla, i dirigenti della cooperativa hanno dichiarato che non vogliono trattare con i sindacati: l’unica possibilità è di incontrare singolarmente i lavoratori.



Ovviamente i lavoratori non sono più disposti a sentire promesse senza alcun fondamento e prive di significato, ora la trattativa si fa solo con l’assistenza del sindacato di Base a cui si sono rivolti.

- AUTO MOT SERVICE -

I LAVORATORI NON MOLLANO


SCIOPERO AD OLTRANZA

CON PRESIDIO AI CANCELLI


 

Anche Agusta perde la faccia

Agusta dice che non sono problemi suoi ed intanto i lavoratori delle aziende esterne devono solo rompersi la schiena per garantire gli stipendi da favola che certi dirigenti stanno prendendo.

Agusta, leader mondiale nel settore pala rotante, non si scomoda e continua a chiamare le forze dell’ordine che, per la terza volta consecutiva, utilizzano i soldi dei contribuenti per fare la sceneggiata davanti ai cancelli: chiedono i documenti e dopo solidarizzano con la loro lotta.

 

 

FLAICAUniti - CUB Varese e  Provincia

 

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11 giugno 2009 - Varese news

Sciopero all'Agusta, sei magazzinieri chiedono più sicurezza
Si tratta di dipendenti della Cooperativa Auto Mot Service. Chiedono più garanzie e un contratto

Vergiate - Sciopero a oltranza. È questa la decisione presa da alcuni lavoratori della Cooperativa Auto Mot Service che da cinque anni lavorano in Agusta Westland. I sei operai sono magazzinieri nello stabilimento di Vergiate e si occupano delle preparazione di kit per Agusta e per altre ditte esterne. Il loro lavoro consiste nella gestione di un macchinario complesso (trasloelevatore) che dovrebbero controllare soltanto via computer. «Invece per tutti questi anni ci hanno detto che dovevamo provvedere anche alla risoluzione di problemi ordinari e quindi intervenire su piccoli guasti che si potevano presentare. Ora abbiamo scoperto che non è nostra competenza, ma di Agusta perché il macchinario è di sua proprietà. Per tutto questo tempo abbiamo messo a repentaglio la nostra sicurezza». A parlare sono i sei lavoratori che da lunedì 8 giugno sono in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Vergiate: si tratta di Luca Tapasergio, Marco Da Cengio, Massimo Palazzo, Antonio De Mare, Alberto Vanetti e Alesino Lentini. Dopo aver comunicato venerdì sera alla cooperativa che erano intenzionati a indire uno sciopero, da ormai quattro giorni non cedono. Con loro c’è il sindacato Cub (Confederazione unitaria di base) che offre supporto legale e sindacale. «Quello che chiediamo alla cooperativa di cui siamo soci lavoratori – spiegano i sei magazzinieri – è di garantire la nostra sicurezza sul lavoro e regolarizzare i contratti. Da quando a gennaio 2009 la Auto Mot Service è subentrata alla precedente cooperativa, non abbiamo più un contratto perché ci hanno presentato una proposta che per noi era irricevibile. Siamo inquadrati a un livello, il quinto, che è inferiore rispetto a quello che ci spetterebbe e quindi anche lo stipendio non è adeguato. Inoltre siamo costretti a fare straordinari che non sempre ci vengono pagati». Ma a preoccuparli maggiormente è la sicurezza. «Si tratta di un macchinario posizionato su un binario che si muove in avanti e indietro. A volte dovevamo anche arrampicarci sopra come "spiderman". Intervenire senza l’adeguata formazione presenta un livello di rischio molto elevato». Per questi motivi, oltre a cercare una mediazione con la cooperativa, i sei lavoratori hanno presentato un esposto alla magistratura sulla sicurezza. «Noi li stiamo supportando su questo tipo di attività legali – spiega Marcello Siviero di Cub -, ma loro si sono dimostrati da subito pieni di iniziative e decisi a proseguire nel presidio. Sono giovani ed è interessante osservare cosa propongono e confrontarci con loro. È evidente comunque che il sistema delle cooperative e dei subappalti si sta allargando sempre di più con forti rischi per la sicurezza».


Rss

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