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«Giù le mani dall’Innse»


Bologna – mercoledì, 05 agosto 2009

FLMU-CUB GD sostiene la lotta dei lavoratori della INNSE, fabbrica meltameccanica milanese, che non si sono arresi quando il loro padrone, il «signor» Silvano Genta, ha dato loro un benservito collettivo, a fine maggio dello scorso anno.



Si sono rimboccati le maniche e hanno autogestito la fabbrica per alcuni mesi. Perché alla Innse, alla faccia della crisi, non è il lavoro che manca. Le commesse ci sono, gli ordini arrivano. Ci sarebbe pure un compratore disposto a rilevare l’azienda. A mettersi di traverso, c’è solo la cupidigia di un padrone che vuole speculare per fare una palata di quattrini sulla pelle dei lavoratori.



Ha già venduto i preziosi macchinari della fabbrica, guadagnando un paio di milioni di euro e l'area ad una immobiliare ,trecentomila metri quadri tra coperto e scoperto su cui c’è pronto persino un progetto dell’Expo 2015 per un campus e ovviamente per i centri commerciali .



Se si pensa che nel 2006, grazie alla Prodi-bis, il «signor» Genta aveva rilevato l’intera azienda con soli 700mila euro..., con l'impegno di mantenere l'occupazione e portare nuovi clienti .



Ma i lavoratori non vogliono saperne di vedersi portar via sotto il naso i loro strumenti di lavoro. Da più di un anno ormai, presidiano la fabbrica, giorno e notte. Con la solidarietà di altri lavoratori e dei cittadini del quartiere.

Ultimamente, almeno a parole, anche delle istituzioni locali. Solo pochi giorni fa il consiglio regionale ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno che parla della Innse come di un «patrimonio consistente» per cui bisogna attuare «tutte le iniziative utili per rilanciare l’azienda e salvarla». Era stato anche assicurato che si sarebbe fatto passare il mese di agosto prima di tornare a fare qualcosa, e invece... E invece il 2 Agosto, per rinfrescare la memoria sullo stato di regime in cui vivevamo e viviamo, è arrivata la polizia, che scortava altri operai, per iniziare a smantellare la fabbrica, a smontare pezzo a pezzo i macchinari. I lavoratori della Innse non ci sono stati a questa «presa per il culo», con un tam-tam veloce hanno radunato altra gente, tutti lì, sotto il sole, a protestare. Quando hanno provato ad occupare la vicina tangenziale milanese si sono beccati pure le manganellate delle forze dell’ordine.



I quarantonove della Innse comunque resistono, sotto la tettoia all’ingresso, uno accanto all’altro e di fronte i carabinieri con gli scudi e i manganelli.

 

Anche a Bologna stanno chiudendo molte aziende (Morara-Rainer) e altre non riapriranno a Settembre, non aspettate che vi portino via gli strumenti di lavoro, perchè siete voi a produrre e non il padrone, solo voi avete la maestria per eseguire le lavorazioni più complicate e non il vostro padrone, solo voi avete la conoscenza per far funzionare quel complicato macchinario e non il vostro padrone.

 

Sindacato di base FLMU-CUB GD BOLOGNA

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