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17 ott 17
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Milano. Diritti e libertà sindacali? Invito a una serata di confronto il 30

Venerdì 30 ottobre dalle ore 21,00 presso la sede del Comitato Inquilini a Sesto San Giovanni in via Carlo Marx 495 in fianco alla farmacia comunale (BUS linea 53 che parte da MM1 Sesto Marelli o da MM2 Lambrate fermata davanti alla farmacia).

Interverranno: avv. Lorenzo Franceschinis e rappresentanti dei sindacati di base del privato e del pubblico .


Milano – mercoledì, 21 ottobre 2009

- La firma dei contratti separati (vedi metalmeccanici) da parte di sindacati che non verificano il mandato a trattare e rappresentano una minoranza dei lavoratori;


- un delegato su tre espropriato ai lavoratori da parte dei “firmatari di contratto”;


- la difficoltà di convocare le assemblee retribuite e impossibilità di essere presenti durante la campagna elettorale;


- leggi che si possono applicare a tutti (cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, licenziamenti, esternalizzazioni, ecc.) ma che prevedono diritti di informazione e di confronto diversi tra loro e limitati ai soli sindacati firmatari, ai sindacati delle RSU, ai sindacati maggiormente rappresentativi, a quelli comparativamente rappresentativi;


- limiti al diritto di sciopero;


- possibilità di derogare in peggio il contratto nazionale.


- decreto Brunetta che accorpando i dodici settori-contratti in 4 grandi comparti nel pubblico impiego rende più difficile il superamento della soglia del 5% (mix tra iscritti e voti) e quindi punta alla cancellazione dei diritti acquisiti ai sindacati di base.


- nuovi e pesanti limiti ai contratti aziendali che prevedono solo premi variabili e una super commissione di controllo che interviene per bloccare le richieste di miglioramento.


A 40 anni dall'autunno caldo, dal superamento delle commissioni interne con la nascita dei Consigli di Fabbrica e dei delegati eletti su scheda bianca e revocabili dobbiamo fare i conti con arretramenti pesanti e dobbiamo ragionare sulla ripresa di iniziativa per una legge democratica e proporzionale che metta al centro libertà sindacali e diritti.


Il patto di base propone: pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale.


Il referendum a contratto firmato, a frittata già fatta che chiede la Fiom è sufficiente?


Ci troviamo per discutere a che punto siamo e quali iniziative unitarie siano necessarie e possibili perché ci siano libertà sindacali e diritti per tutti/e.


CUBMilanoest

per info: infosindacale@gmail.com cell. 3475400864

(segue una proposta di azione congiunta per la elezione delle RSU)

 

Una proposta:
Liste unitarie, allargate alle elezioni delle RSU del settore privato



Al fine di far vivere e rendere evidente tra i lavoratori e nelle aziende il percorso unitario ai vari livelli (gli scioperi unitari, il Patto di Base e i tentativi di unificazione) alle prossime scadenze delle elezioni delle RSU del settore privato, anche sulla base delle richieste provenienti dalle aziende, le organizzazioni sindacali di base si impegnano a rendere disponibile la documentazione necessaria (statuto, adesioni al regolamento, ecc) al fine di poter presentare una lista allargata a tutti i soggetti sindacali di base esistenti e disponibili.


Le esperienze precedenti in Telecom hanno consentito la presentazione unitaria e non isolata di FLMUniti-CUB, Confederazione Cobas, SlaiCobas e Snater (che di volta in volta hanno deciso il che fare) a livello nazionale e nei territori con una sola lista unitaria che li comprendeva tutti.


In Telecom si partiva dalle realtà esistenti.



La nuova proposta è quella di praticare sempre e comunque una presentazione plurale e unitaria anche se nelle aziende è presente uno solo dei sindacati.
Potrebbe essere un altro passo avanti verso il rafforzamento della costruzione di un alternativa ai confederali.


La necessità di raccogliere il 5% delle firme tra i lavoratori per presentare la lista può essere un momento importante di chiarimento sulla esistenza dei diversi sindacati di base e sui lavori in corso per le azioni unitarie e per la unificazione.


E’ una fatica ma va nella direzione giusta: dagli scioperi unitari … alle liste unitarie…



L’appello agisce su due lati:


-    è rivolto alle organizzazioni che devono decidere se mettere a disposizione la sigla per la operazione unitaria e possono farsi promotrici della proposta;


-    e può partire dai soggetti interessati a partecipare alle elezioni (rsu uscenti, candidati, ecc) che decidono per una azione unitaria.

La ipotesi può esistere anche senza il processo di unificazione tra le organizzazioni (sarebbe un tassello che va in avanti rispetto al patto di base) e non è temporanea al fine di prendere tempo in attesa (per qualcuno) del nuovo soggetto…(è evidente che in alcuni luoghi di lavoro con rotture profonde e/o di difficile soluzione.. non è detto che riesca).

Rss

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