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LA FEDERAZIONE RdB CUB CON I LAVORATORI DELL'ANCR CHE PROTESTANO SUL COLOSSEO


Roma – lunedì, 17 agosto 2009

Da oggi pomeriggio 14 agosto circa 300 guardie giurate dell'istituto vigilanza urbe di roma manifestano sotto il colosseo mentre sette di loro si sono arrampicati sino in cima alle mura del monumento capitolino. La maggior parte di loro aderisce alla RdB, uno striscione e le bandiere del sindacato di base sventolano da ore sul Colosseo.



La protesta avviene a poche ore dalla definitiva chiusura dell'attività della storica azienda di vigilanza romana e il passaggio ad una nuova società, che però ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata nell'Istituto e ciò ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda.



La manifestazione di protesta, l'ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti  per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta.

Forte e senza tentennamenti la solidarietà e il supporto della Federazione delle RdB che da anni sostiene la giusta lotta dei vigili.

 

 

Federazione Nazionale RdB CUB

 

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19 agosto 2009 - La Gazzetta del Sud

Dopo una lunga giornata di trattativa in Prefettura
Adesso della questione si occuperà la Presidenza del Consiglio
I sei "gladiatori" scendono dal Colosseo tra gli applausi
di Gabriele Santoro

ROMA - I "gladiatori" hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione ieri poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma ieri mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno – ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo. «La prossima settimana – ha sottolineato – ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda». Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i "gladiatori" al terzo anello per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato "Vigilanza Urbe Spa", e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese – ha spiegato uno di loro – andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. E il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, si prevede l'iscrizione «all'Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità d'impiego sono i due punti chiave. Dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni delusi dalla "resa", i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio al Colosseo: «Resteremo qui finché non avremo risposte concrete – hanno detto – comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga».


19 agosto 2009 - Il Tempo

Impegno a «fare chiarezza» sulla nuova società. Sindacati spaccati
Accordo trovato in prefettura «Adesso la parola al governo»
«La vicenda è complessa, serve una risposta dal governo»

Roma - Tutto rinviato. Il vertice in prefettura non è riuscito a sbloccare la situazione che ha portato le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe ad occupare il «terzo piano» del Colosseo. Ma è riuscita nell'obiettivo principale: convincere i sei vigilantes ad abbandonare il presidio. Ai lavori hanno partecipato i rappresentanti sindacali, l'assessore al Lavoro della Regione Alessandra Tibaldi, il vicesindaco Mauro Cutrufo, il rappresentante dell'assessorato provinciale al Lavoro Ferruccio Nobili e per la prefettura di Roma il vicecapo di gabinetto Clara Vaccaro. La parola adesso passa a Palazzo Chigi. I partecipanti al tavolo (Comune, Provincia, Regione e Prefettura) sono soddisfatti e parlano di un passo in avanti molto positivo. È stato contattato il sottosegretario Gianni Letta che si sta tenendo in contatto col sindaco Alemanno. Entro dieci giorni dovrebbe essere convocato un altro tavolo con i sindacati. Le richieste indirizzate al governo, su cui si conta di «ricevere una sollecita risposta», sono due: assicurare alle guardie giurate le attuali condizioni contrattuali e verificare la trasparenza del passaggio alla nuova società che ha riassunto già 650 dipendenti su 943. Nel documento sottoscritto in prefettura viene evidenziato come «all'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Istituto di vigilanza dell'Urbe dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr), esistono degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico». Un linguaggio tecnico per chiedere un chiarimento sul fallimento e il commissariamento dell'Istituto legato all'Ancr, ente morale che dipende dal governo e su cui la Procura ha avviato da tempo un'indagine. Secondo, infatti, i 300 vigilantes «rivoltosi» e le tre sigle sindacali che li appoggiano (Sdl, Cisal e Rdb) la riassunzione in una società privata sarebbe illegittima. I sindacati però sono spaccati, e come ha detto l'assessore capitolino al Lavoro, Davide Bordoni, «il clima è incandescente». Cgil, Cisl e Uil, infatti non condividono i motivi della protesta. Secondo il segretario regionale Cgil, Claudio Di Berardino, «le 300 guardie giurate che hanno portato avanti il presidio davanti al Colosseo farebbero bene ad accettare il passaggio alla nuova società come hanno già fatto più di 600 loro colleghi». Di Berardino ha ricordato che l'accordo «era stato sottoscritto anche dai sindacati che ora difendono chi protesta». In realtà proprio le tre sigle sindacali «dissidenti» hanno fatto inserire in quell'accordo una «clausola di salvaguardia di non adesione» per chi non intende accettare le nuove condizioni contrattuali. Secondo i vigilantes che manifestano la busta paga «avrebbe una decurtazione di circa 200 euro perdendo molte garanzie sul futuro». Dovrebbero rinunciare ad alcuni giorni di ferie, permessi annuali e ad uno scatto di anzianità. Ambrogio D'Iori, che dal 1991 si è occupato di paghe e contributi all'Istituto di vigilanza, ha spiegato che «con il vecchio regime una guardia giurata portava a casa, netti, circa 1.110 euro. Il nuovo contratto taglia in partenza 15 euro e abolisce l'indennità di contingenza che può arrivare, per i più anziani, anche a 90 euro mensili. Inoltre da 45 giorni di riposo pagati, tra ferie, recuperi, e permessi scendiamo a 35 e dobbiamo lavorare gratuitamente 7 ore di straordinario al mese che prima venivano pagate 15 euro l'una». Rispetto alla tipologia di contratto prevista dal nuovo ente privato, D'Iori spiega che «è sì a tempo indeterminato, ma le condizioni sono garantite fisse per un massimo di due anni e poi chissà».(Dar.Mar.)


19 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale

ROMA. SONO SCESI dal Colosseo i sei 'gladiatori'...

ROMA - SONO SCESI dal Colosseo i sei gladiatori', le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi, sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che scendessero, il vicesindaco capitolino era salito al primo anello per incontrarli. E determinante è stata anche una telefonata con il sindaco Gianni Alemanno. La trattativa era cominciata attorno alle 18,30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell'incontro interistituzionale in Prefettura di ieri pomeriggio, dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla Presidenza del Consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell'ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell'ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale.Quella di ieri è stata la quarta alba trascorsa sull'anello più alto del Colosseo, per le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Era stato Giorgio Gori il primo a scendere dal Colosseo ieri mattina, come stabilito lunedì sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati. L'uomo, maglietta rossa e pantaloni militari, ha prima abbracciato in lacrime la moglie e il figlio; poi, caricato su una barella, è salito su un'ambulanza diretta all'ospedale San Giovanni. «SONO MORALMENTE a pezzi ha affermato prima di essere portato in ospedale qui ho trovato una famiglia, ma in cima al Colosseo ne ho lasciata un'altra. Ora mi chiedo: a questo deve arrivare una persona per difendere il suo lavoro? Io ho fatto 32 anni di vigilanza, sono stato sempre dalla parte della legge, ma mi hanno portato a violare il più bel monumento di Roma. Ma prima di andare abbiamo ripulito tutto, trattando con il dovuto rispetto il Colosseo».


19 agosto 2009 - La Stampa

FINITA LA PROTESTA DEI VIGILANTES, LETTA MEDIATORE
I sei "gladiatori" scesi dal Colosseo

ROMA - Dopo quasi cinque giorni di protesta appollaiati sul terzo anello del Colosseo e il malore (ieri mattina) di uno di loro, i sei già ribattezzati gladiatori di «Vigilanza Urbe» sono tornati a casa. Avevano deciso di imitare i colleghi lavoratori della Innse di Milano per ottenere garanzie sul loro futuro. Se nel caso della Innse il problema era trovare un compratore per l’azienda, qui la faccenda è più complessa. Nonostante una sentenza e un accordo sindacale, i sei rappresentano un gruppo di trecento colleghi che non accettano le conseguenze dello scioglimento di un ente controllato dalla Ancr (Associazione nazionale combattenti e reduci), la privatizzazione di «Viglanza Urbe» e il conseguente taglio dello stipendio, fino a 200 euro al mese. Hanno sospeso la protesta dopo aver ottenuto dal vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo la garanzia che, a partire dalla prossima settimana, della loro vicenda si occuperà personalmente Gianni Letta. Ieri un vertice di sei ore in Prefettura fra Comune, Provincia e Regione ha concluso che nella vicenda «ci sono alcuni aspetti normativi non perfettamente allineati». Spiega Angelo Solfizi dell’Ugl: «Avevamo già avuto un incontro con Letta il 23 marzo. Ora dobbiamo ricominciare da lì».


19 agosto 2009 - L'Unità

Scendono dal Colosseo i lavoratori dell’Urbe

ROMA - Sono scesi in tarda serata dal Colosseo gli occupanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - che lo scorso 14 agosto erano saliti sul terzo anello per protesta. La fine della protesta coincide con la convocazione del tavolo in Prefettura, con il Comune di Roma Regione e Provincia. I sei sono stati trasportati in ambulanza all'Ospedale San Giovanni.


19 agosto 2009 - La Repubblica

Colosseo protesta finita, dopo 4 giorni scese le guardie giurate

ROMA - Li hanno convinti: i "gladiatori" hanno abbandonato il terzo anello del Colosseo dove erano saliti venerdì scorso per protesta. Risolutive la riunione avvenuta, ieri, in Prefettura dove erano stati convocati per un tavolo sindacati, confederali e di base, Regione e Provincia del Lazio e il Comune di Roma oltre i rappresentati delle trecento guardie giurate e la telefonata in tarda serata del sindaco di Roma Gianni AlemannoUn incontro quello organizzato a Palazzo Valentini dove dal vicecapo di gabinetto della prefettura, Clara Vaccaro, i lavoratori hanno ottenuto l´impegno a convocare un nuovo tavolo con il governo. Dicono: «Speriamo che tutto questo sia servito a qualcosa». Uno era sceso ieri mattina, gli altri in serata.

Vigilantes, accordo fatto: i "gladiatori" scendono dal Colosseo
Vigilantes, i "gladiatori" scendono dal Colosseo Gli ultimi appelli di Alemanno e del vicesindaco Cutrufo. Portati in ambulanza al S. Giovanni Dopo una giornata di trattative alla fine la promessa dell´apertura di un tavolo con il governo ha sbloccato la situazione
di ANNA RITA CILLIS

Roma - Scendono dalla cima del Colosseo in tarda serata i vigilantes dopo un ultimo appello del sindaco Alemanno che li ha chiamati da Cortina, mentre il vicesindaco Cutrufo era salito sul monumento per convincerli. Sotto, ad aspettare i "gladiatori", come sono stati soprannominati, le ambulanze che li hanno portati al San Giovanni, molto provati dopo cinque giorni di sit-in sull´anello più alto del monumento. Il primo a lasciare il terzo anello del Colosseo era stato, in mattinata, Giorgio Gori, 52anni, che più volte si era sentito male durante la protesta. Era sceso piangendo, tra gli applausi come sono stati applauditi gli altri sei.
La svolta era arrivata dopo il lungo incontro organizzato dalla Prefettura a Palazzo Valentini. Un tavolo istituzionale, al quale avevano partecipato, oltre ai rappresentanti sindacali delle guardie giurate, le sigle confederali, Comune, Regione e Provincia. Poi la trattativa con i "gladiatori" era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell´incontro dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell´ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzate dalla privatizzazione dell´ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale. «La vicenda è molto complessa» spiega Cutrufo «e va esaminata nei minimi particolari. Le organizzazioni sindacali preso atto della larga apertura registrata da parte delle istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l´impegno del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda». A Cutrufo fa eco l´assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi spiegando che le istituzioni «hanno fatto quello che potevano, cioè trasferire a Palazzo Chigi il compito di chiarire due nodi della vicenda: l´ambiguità della situazione pensionistica e la stabilità dell´impiego che era garantito dall´Associazione nazionale combattenti e reduci quando era ente pubblico». Infine il prefetto Giuseppe Pecoraro: «Appena rientrerò a Roma, fermo restando che approfondirò la posizione giuridica di queste persone, mi occuperò dei problemi relativi alla loro protesta e soprattutto di quelli che riguardano la pensione».


19 agosto 2009 - La Provincia di Cremona

Le guardie giurate hanno incontrato il vice sindaco Cutrufo
Scendono dal Colosseo i sei ‘gladiatori’ dell’Urbe

ROMA — Sono scesi dal Colosseo i sei ‘gladiatori’, le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che i sei gladiatori scendessero il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo era entrato nel Colosseo per incontrarli. La trattativa era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell’incontro interistituzionale in prefettura di ieri pomeriggio dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell’ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell’ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale. I sei hanno sentito al telefono, nel corso delle trattative, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Una telefonata durata circa cinque minuti nella quale si sono scambiati idee e punti di vista sulla situazione del loro istituto di vigilanza privatizzato. A raccontarlo è proprio il vicesindaco Mauro Cutrufo che ha incontrato i sei manifestanti «a metà strada, al primo piano. Sono convinti di aver fatto una giusta battaglia soprattutto per quanto riguarda l’aspetto salariale. Da parte nostra, però, e da parte di tutte le istituzioni c’è stato un forte impegno, concretizzato dal documento scritto stilato alla fine del tavolo di questo pomeriggio in Prefettura: già la prossima settimana torneremo ad approfondire i nodi poco chiari del procedimento di privatizzazione dell’istituto vigilanza Urbe insieme a un rappresentante del governo, dopo aver raccolto tutta la documentazione dai ministeri preposti, come la Difesa, l’Economia, e lo Sviluppo Economico». Cutrufo ha infine affermato di avere ricevuto una telefonata del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro «soddisfatto per la felice conclusione della vicenda».


19 agosto 2009 - Il Piccolo

FINITA LA PROTESTA
Scesi dal Colosseo i sei «gladiatori»

ROMA - I «gladiatori» hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la posizione poco dopo le 21 di ieri, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma ieri mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «La prossima settimana - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di Palazzo Chigi per far chiarezza sulla vicenda».


18 agosto 2009 - Apcom

Roma, protesta guardie giurate, concluso incontro in Prefettura
Rdb-Cub: "Riunione positiva, chiederemo ai ragazzi a scendere"

Roma (Apcom) - Si è concluso intorno alle 17 e 30 l'incontro negli uffici della prefettura di Roma tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano al Colosseo e le istituzioni locali. La riunione, iniziata intorno alle 11 e interrotta per una breve pausa intorno alle 15, è durata oltre sei ore, concludendosi senza una reale svolta. Le istituzioni si sono impegnate a fare presente la questione al Governo e i sindacati a chiedere alle guardie sul terzo anello del Colosseo di scendere. Parzialmente soddisfatta l'Rdb-Cub: le istituzioni, ha spiegato Marco Lucarelli, "altro non possono fare che impegnarsi a fare pressione sul Governo per trovare una soluzione. Torniamo ora al Colosseo a presentare ai nostri colleghi questi impegni. Cercheremo di convincerli a scendere, dal momento che le loro condizioni lassù stanno diventando sempre più precarie. Noi come sindacati abbiamo fatto la mediazione, adesso andiamo a sentire i ragazzi su. La nostra intenzione è quella di proseguire solo con il presidio davanti al Colosseo. Ma spetta a loro decidere". L'incontro di oggi, comunque, spiega, è stato utile. "In queste ore siamo riusciti a discutere degli aspetti anche tecnici della vicenda, che sono complicati ed è necessario che siano chiari per tutti".

Roma, protesta guardie giurate,Cgil: Lavoratori sono già tutelati
Quello già raggiunto è il migliore compromesso possibile

Roma (Apcom) - Le oltre 300 guardie giurate che da cinque giorni portano avanti il presidio di fronte al Colosseo, sei delle quali stanno ancora occupando il terzo anello del monumento, farebbero bene ad accettare il passaggio alla nuova società, come hanno già fatto più di 600 loro colleghi. È questa la posizione che la Cgil ha espresso questa mattina al tavolo in Prefettura tra i rappresentanti dei lavoratori e le istituzioni. Per il sindacato, infatti, l'accordo già raggiunto con il Governo, in base al quale ai lavoratori è stata offerta la possibilità del passaggio alla nuova azienda, è il miglior compromesso possibile. "Se le posizioni del Governo - ha spiegato Claudio Di Berardino, segretario regionale della Cgil - rimangono queste e le condizioni generali non mutano, noi riteniamo dentro questo quadro complessivo di avere svolto il lavoro di sindacato e difeso gli interessi dei lavoratori, garantendo loro un salario". Un accordo che, ha puntualizzato Di Berardino, è stato sottoscritto anche dai sindacati di base che ora difendono i 300 che protestano. "Come Cgil, Cisl e Uil - ha aggiunto - abbiamo ribadito che l'accordo realizzato punta a tutelare i lavoratori. Aspetteremo - ha concluso - la ripresa del confronto nel pomeriggio per vedere quale sarà il testo con il quale ci lasceremo oggi".

Protesta guardie giurate al Colosseo,sospeso incontro

(Apcom) Roma - Dopo quasi quattro ore di trattative è stato sospeso l'incontro in Prefettura tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano da cinque giorni al Colosseo, le istituzioni locali e il vice capo di Gabinetto della Prefettura, Clara Vaccaro. La riunione riprenderà alle 15.30. "I lavoratori - ha spiegato lasciando Palazzo Valentini l'assessore al Lavoro della Regione, Alessandra Tibaldi - avanzano motivazioni che attengono alla natura giuridica dell'ente. Se venissero ammesse sarebbe inficiato l'accordo che fu raggiunto al ministero dello Sviluppo economico, e quindi sarebbero coinvolti anche gli oltre 600 lavoratori che vi hanno aderito". Sulla questione, in ogni caso, ha puntualizzato la Tibaldi, le istituzioni locali non hanno una competenza diretta. "Abbiamo chiesto alla Prefettura - ha spiegato - di chiedere al Governo di pronunciarsi entro fine mese. Nel frattempo, però, occorre che i sei lavoratori ancora sul terzo anello del Colosseo scendano. Il presidio - ha aggiunto - potrà continuare ai piedi del Colosseo". Ottimista il presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani: "Quello di oggi è un passo avanti, stiamo mettendo in ordine tutti gli elementi del problema, per partire da una base condivisa. Entrare nel merito in questa fase è sbagliato, questo è il momento - ha concluso - mettere in asse i punti per poi avviare un confronto serrato".

Guardie Colosseo, scontro tra i sindacati in Prefettura
Bordoni: "Incontro incandescente, chiedono tavoli separati"

Roma (Apcom) - Dopo un'ora di riunione la discussione non è entrata ancora nel merito. Così ha descritto la situazione l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, lasciando la Prefettura, dove è in corso l'incontro tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano ormai da cinque giorni al Colosseo per difendere il posto di lavoro e le istituzioni. L'atmosfera , ha spiegato Bordoni, è incandescente perchè c'è "una contrapposizione tra le organizzazioni sindacali. Fin qui hanno portato avanti tavoli separati e volevano continuare in questo modo, invece la Prefettura le ha convocate tutte insieme". All'incontro, infatti, sono presenti sia le sigle confederali che i sindacati di base, come Rdb-Cub, che hanno sostenuto l'iniziativa dell'occupazione del terzo anello del Colosseo. "Quello che chiediamo ai lavoratori ora - ha sottolineato Bordoni - è di scendere dal Colosseo. Le istituzioni sono disponibili al dialogo e lo stanno dimostrando". Al tavolo, presieduto dal vicecapo di gabinetto della Prefettura, Clara Vaccaro, partecipano anche il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, i tecnici dell'assessorato al Lavoro della Provincia e il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Peppe Mariani.

Guardie giurate sul Colosseo, due in ospedale per accertamenti
Mariani: "Lavoratori provati, vertenza da non sottovalutare"

Roma (Apcom) - Ha lasciato il presidio sul terzo anello del Colosseo ed è stato portato all'ospedale San Giovanni per accertamenti. Giorgio, una delle sette guardie giurate che hanno resistito per quattro notti in cima all'anfiteatro flavio è stato il primo a scendere. In questi giorni, infatti, ha subito diversi attacchi di asma e ha avuto bisogno più di una volta del soccorso dei sanitari. All'ospedale San Giovanni è stato portato anche un altro lavoratore. Partecipava al presidio ai piedi del Colosseo quando si è sentito male ed è stato portato via in ambulanza. Alle 11 si svolgerà in Prefettura un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori, il Comune, la Regione e la Provincia. Dovrebbero essere presenti, ha spiegato ieri il vicesindaco Mario Cutrufo, anche il viceprefetto vicario e un esponente del governo. Alla riunione parteciperà anche il presidente della commissione Lavoro della Regione, Peppe Mariani, che intorno alle 10 è salito sul terzo anello del Colosseo per negoziare con le guardie giurate: "La situazione è grave - ha detto scendendo dal monumento - e i lavoratori sono molto provati. Questa - ha aggiunto - è una vertenza difficile e complicata, che non va sottovalutata".

Guardie giurate sul Colosseo, una lascia il presidio
Gesto di apertura in vista dell'incontro in Prefettura delle 11

Roma (Apcom) - Dovrebbe scendere a minuti una delle sette guardie giurate che sono sul Colosseo da ormai cinque giorni per difendere il posto di lavoro. Per trattare con loro è salito sul monumento il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Peppe Mariani. La scelta delle guardie giurate di far scendere uno dei lavoratori dal Colosseo sarebbe un gesto di apertura in vista dell'incontro in Prefettura delle 11. Marinai ha annunciato una conferenza stampa ai piedi del Colosseo, non appena sarà sceso accompagnato da uno dei lavoratori. Secondo Angelo Solfizzi del sindacato Ugl a lasciare il presidio dovrebbe essere Giorgio, il lavoratore che soffre di crisi asmatiche e che è stato curato in questi giorni con iniezioni di cortisone. Intorno al Colosseo, comunque, sono momenti concitati e una delle persone del presidio, secondo quanto riferito da Marco Lucarelli dell'Rdb-Cub si è sentita male.


18 agosto 2009 - Articolo 21

Roma, intervista a Giorgio Gori il primo dei lavoratori ANCR a scendere dal Colosseo
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18 agosto 2009 - Omniroma

PROTESTA COLOSSEO, RDB-CUB: «DISCESA SOFFERTA E FATICOSA»

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «È stata una discesa faticosa e sofferta. Il sindaco Gianni Alemanno ci ha telefonato e ha parlato con un collega che gli ha esternato la criticità della situazione. Poi, siamo scesi con il vicesindaco Cutrufo. Il prefetto ha poi chiamato Cutrufo e si è complimentato con tutte le parti per la chiusura, in maniera tranquilla, di questa situazione. Ma il presidio sotto al Colosseo rimane». È quanto dice Marco Lucarelli, di Rdb Cub, in merito alla discesa dei manifestanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - dal terzo anello del Colosseo. «Due manifestanti - ha proseguito Lucarelli - sono stati portati in ospedale, al San Giovanni, per accertamenti».

PROTESTA COLOSSEO, CUTRUFO: «MANIFESTANTI PROVATI»

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Mi sono incontrato con i manifestanti al primo anello del Colosseo. Sono provati, convinti di aver fatto una battaglia con gli altri che erano presenti sotto il Colosseo: una battaglia che è nata per una rivendicazione di tipo salariale». È quanto ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo che ha incontrato gli occupanti del terzo anello del Colosseo poco prima del termine della loro protesta. «C'è un documento scritto - ha spiegato Cutrufo citando gli esiti del tavolo interistituzionale di oggi - con l'impegno la settimana prossima a riaprire i lavori del tavolo per approfondire il lavoro presso i ministeri preposti. Di mezzo c'è anche una competenza della procura della Repubblica. Si tratta di una situazione complessa che può essere ordinata così che giunga a una conclusione».

PROTESTA COLOSSEO, SCENDONO OCCUPANTI DA TERZO ANELLO

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - Sono scesi dal Colosseo gli occupanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - che lo scorso 14 agosto erano saliti sul terzo anello per protesta.

PROTESTA COLOSSEO, CUTRUFO: SODDISFAZIONE PER ESITO TAVOLO

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Il Campidoglio ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia». Lo dichiara, in una nota, il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. «Le organizzazioni sindacali, preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l'impegno da parte del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda che riguarda l'ANCR-IVU e che coinvolge circa trecento lavoratori. Il documento che abbiamo sottoscritto in Prefettura lascia aperto uno spiraglio alla vertenza. Sono fiducioso - conclude Cutrufo - che la protesta organizzata sul Colosseo rientrerà rapidamente e in modo positivo».

PROTESTA COLOSSEO, SCHIUMA(MPI):«ACCORDO NON SIA CARTA STRACCIA»

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «L'accordo siglato in Prefettura non sia carta straccia: i metronotte sono un patrimonio storico di Roma e rappresentano una professionalità che non va umiliata ulteriormente. In questi anni ho seguito da vicino le vicende dei lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe e di promesse ne sono state fatte tante, sia dai governi passati, sia dalle stesse istituzioni che oggi rassicurano persone che sono state prese in giro a sufficienza». È quanto dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del 'Movimento per l'italià. «Ci voleva - continua Schiuma - un gesto tanto eclatante, quanto disperato, per far capire che sono in ballo i destini di centinaia di famiglie e i diritti di lavoratori sulla cui pelle abbiamo assistito a una vera e propria svendita dell'Ivu, ente pubblico che non poteva essere privatizzato così?».

PROTESTA COLOSSEO, SMERIGLIO:«BENE ACCORDO RAGGIUNTO IN PREFETTURA»

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «A nome della provincia di Roma esprimo soddisfazione per l'accordo raggiunto questo pomeriggio presso la prefettura di Roma, che impegna enti locali e prefetto ad attivarsi sinergicamente per la risoluzione della vertenza avviata dai lavoratori». È quanto dichiara in una nota l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio. «In particolare, in base all'accordo - prosegue - verrà rappresentata formalmente alla presidenza del consiglio dei Ministri - unica titolare degli aspetti giuridico-lavorativi dell'ex Istituto Urbe - la assoluta necessità di rivedere la questione del passaggio dei lavoratori alla azienda privata Ivu Spa, al fine di approfondirne alcuni aspetti emersi nella riunione odierna che meritano necessariamente nuova e più dettagliata attenzione. I lavoratori, dal canto loro, si sono impegnati ad interrompere una forma di protesta oggettivamente pericolosa per la loro stessa incolumità, e quindi a scendere dal Colosseo in attesa di partecipare assieme ai rappresentanti sindacali ai prossimi, dirimenti, incontri. Sono quindi lieto che l'apporto di Regione, Comune e Provincia abbia contribuito a sbloccare una vicenda complessa e delicata, e che l'auspicato coordinamento del Prefetto, quale rappresentante territoriale del Governo, abbia potuto consentire di individuare quei percorsi che, stante il carattere nazionale della vertenza, gli enti locali non avrebero potuto autonomamente indicare». «Ovviamente la Provincia di Roma seguirà con diligenza e disponibilità tutti i successivi 'step', al fine di garantire l'applicazione dell'accordo sottoscritto e favorire, per quanto nelle sue possibilità, una positiva e soddisfacente soluzione per i lavoratori coinvolti».

PROTESTA COLOSSEO, TAVOLO CHIEDE INTERVENTO GOVERNO:
SINDACATI DIVISI

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «All'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Istituto di vigilanza Urbe e dell'Associazione nazionale combattenti e reduci, la prefettura, la Regione, la Provincia e il Comune ritengono che esistano degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico. Pertanto si ritiene necessario rappresentare alla presidenza del Consiglio la complessa situazione al fine di ricevere una sollecita risposta ai quesiti posti». È quanto si legge nel documento stilato al termine del tavolo interistituzionale che si è svolto oggi in prefettura circa la situazione dei lavoratori in protesta sul Colosseo. Ai lavorio hanno partecipato i rappresentanti sindacali, l'assessore al Lavoro della Regione Alessandra Tibaldi, il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, il rappresentante dell'assessorato provinciale al Lavoro Ferruccio Nobili e per la prefettura di Roma il vicecapo di gabinetto Clara Vaccaro. Nel documento firmato congiuntamente dalle istituzioni e dai sindacati si legge anche la doppia presa di posizione delle organizzazioni sindacali. «Cigl, Cisl e Uil nell'aderire alla proposta del prefetto ribadiscono la necessità dell'attuazione dell'accordo» dello scorso luglio «in quanto ha salvaguardato i livelli occupazionali preesistenti, diritti e tutele», è scritto. Ciò, mentre «Rdb, Sinalv Cisal hanno chiesto un prolungamento del tavolo separato senza le altre componenti sindacali». Inoltre il prefetto nella nota ha precisato che «qualora la protesta dovesse proseguire nelle attuali forme si riserva di assumere eventuali provvedimenti di competenza».

PROTESTA COLOSSEO, DI BERARDINO(CGIL):
ACCORDO PER TUTELA LAVORATORI

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «In questo quadro ed a queste condizioni siamo fermi all'accordo, aspettiamo la ripresa confronto alle 16 con la quale valuteremo quale sarà il testo con il quale ci lasceremo». Ad affermarlo il segretario regionale Cgil Claudio Di Berardino, uscendo dal tavolo interistituzionale in prefettura. «Se le posizioni del Governo - afferma Di Berardino - rimangono queste e non muta il quadro generale di riferimento, ritengo che entro queste condizioni abbiamo svolto il nostro lavoro di sindacati. Abbiamo difeso gli interessi dei lavoratori garantendogli un salario. L'accordo è siglato da tutte le firme e come Cgil, Cisl e Uil abbiamo ribadito che l'accordo realizzato punta tutelare i lavoratori».

PROTESTA COLOSSEO, TIBALDI: GOVERNO UNICO DELEGATO A FARE CHIAREZZA

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «La nostra proposta è che la Prefettura si faccia carico presso il Governo di chiarire la procedura dell'accordo, siglato da tutte le sigle sindacali». Ad affermarlo l'assessore regionale al lavoro, Alessandra Tibaldi, uscendo dal tavolo interistituzionale convocato in Prefettura, che dovrebbe riprendere tra meno di un'ora. «A rischio - prosegue Tibaldi - ci sono tutti i lavoratori che hanno firmato l'accordo, non solo per i 300. Il Governo è l'unica sede delegata per fare chiarezza e di pronunciarsi entro fine. Il tavolo non è nella condizione di dare delle risposte perché le istituzioni sono serie e non possono fare delle promesse che non possono mantenere».

PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE:
GORI SCESO COME GESTO COLLABORAZIONE

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - Giorgio Gori, il primo «gladiatore» a lasciare la protesta sul Colosseo, «è sceso per i problemi di salute che ha avuto. Ieri gli è stata fatta una flebo, quindi abbiamo deciso tutti insieme di farlo scendere». Lo spiega Angelo De Paolis, uno dei sei lavoratori dell'Ivu rimasti a manifestare sull'anfiteatro Flavio mentre in prefettura è in corso un tavolo interistituzionale. A spingere il primo occupante a scendere dal Colosseo, ha aggiunto De Paolis, anche la constatazione che era stato «chiesto un gesto di collaborazione per le trattative aperte».

PROTESTA COLOSSEO, SMERIGLIO: «EMERGANO PERCORSI PER SOLUZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Abbiamo appreso con soddisfazione l'avvenuta convocazione da parte del prefetto che avevamo auspicato. Alla riunione, da poco iniziata, è presente un rappresentante dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, a conferma della piena disponibilità a collaborare che avevamo garantito. Devo però ribadire quanto espresso, ovvero che, sebbene sia importante la sinergia degli enti locali, la questione appare senz'altro di competenza degli enti nazionali, i soli che possano dare risposta alle richieste dei lavoratori. Mi auguro quindi che dalla riunione emergano percorsi concreti che portino alla risoluzione della vertenza». Lo dichiara, in una nota, l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio.

PROTESTA COLOSSEO, SCHIUMA(MPI):ASSUMERLI COME AUSILIARI SICUREZZA

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Con una sinergia tra istituzioni, Regione, Provincia e Comune potrebbero risolvere il problema e i lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe potrebbero essere assunti come 'ausiliari per la sicurezzà. Possono farlo sicuramente meglio di qualsiasi ronda: la stabilità lavorativa gli va riconosciuta in quanto assunti dall'Ivu, ossia da un ente pubblico». È quanto dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del 'Movimento per l'Italia con Daniela Santanchè', per il quale «questa volta credo che queste persone non saranno disposte a sentire promesse e chiacchiere». «Nel 2008 - ricorda Schiuma - Veltroni non volle da solo farli rientrare nella pianta organica del Comune di Roma e la mozione che presentai in tal senso non passò. Oggi con uno sforzo congiunto ciò sarebbe possibile».

PROTESTA COLOSSEO, AL VIA TAVOLO INTERISTITUZIONALE IN PREFETTURA

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - RdB, Sdl, Ugl, i sindacati confederati, il vice capo di gabinetto Clara Vaccaro, il presidente commissione lavoro della Regione, Peppe Mariani, esponenti della Provincia, del Governo centrale e alcuni rappresentanti delle guardie giurate in vece dei 300 lavoratori dell'ente morale dell'associazione nazionale combattenti e reduci, l'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni. È iniziata in Prefettura la prima riunione che si tiene fra le parti interessate da quando è iniziata la protesta delle guardie giurate con l'occupazione simbolica del terzo anello del Colosseo.

PROTESTA COLOSSEO, BORDONI:
PRONTI A DIALOGO MA ATTRITO TRA SINDACATI

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Abbiamo dato, come enti locali, con la Provincia e l'assessore regionale Tibaldi, la massima disponibilità ad un dialogo. C'è un attrito tra le sigle sindacali che volevano un tavolo separato, come è accaduto fino ad oggi, ma la Prefettura ha detto di no». Lo ha detto l'assessore comunale al commercio, Davide Bordoni uscendo dalla Prefettura dove è in corso il tavolo interistituzionale che vede al centro della discussione il caso delle guardie giurate che da venerdì scorso occupano il Colosseo. Al posto dell'assessore, che ha dovuto lasciare il tavolo per altri impegni, è arrivato in Prefettura il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. Un tavolo difficile quello che si è aperto questa mattina per la contrapposizione delle sigle sindacali che vede da una parte Cigl, Cisl e Uil e dall'altra RdB, Sdl e Ugl che accusano i sindacati confederati di non aver seguito la vicenda dei lavoratori.

PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE SCENDE IN LACRIME:
SOCCORSO DA AMBULANZA

(OMNIROMA) Roma, 18 ago - Si chiama Giorgio Gori è il primo dei 7 «gladiatori» che ha lasciato l'ultimo anello del Colosseo questa mattina. Gori è una delle guardie giurate che da venerdì scorso stanno protestando al Colosseo per il loro posto di lavoro. L'uomo, che è stato scelto dagli altri compagni che sono rimasti in cima al monumento, era visibilmente provato e ha provato ad uscire con le proprie forze dal Colosseo ma ha dovuto ricorrere all'aiuto di un autoambulanza con la quale è stato portato in ospedale per gli accertamenti. L'uomo è sceso piangendo e ha detto: «Ho lasciato un'altra famiglia, sono sempre stato dalla parte della legge e mi avete portato a violare il monumento più bello di Roma». Intanto prosegue la protesta anche ai piedi del monumento dove Marco Lucarelli di Rdb ha commentato: «Non sono atti non folkloristici e non disperazione e la richiesta di fare quello che facevano». Intanto anche tra i manifestanti «di terra» si fa sentire la stanchezza, infatti uno di loro si è sentito male ed è stato portato via con un'autoambulanza. Gori, il primo dei 7 «gladiatori» ad essere sceso dall'ultimo anello del Colosseo, è stato trasportato al San Giovanni. Cinquantadue anni, sposato, padre di due figli con 32 anni di servizio nell'ente come guardia giurata, è stato scelto dai suoi compagni anche perché era quello dei 7 che fisicamente, durante i giorni dell'occupazione, aveva mostrato le difficoltà maggiori.


18 agosto 2009 - Ansa

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CUTRUFO VA DAI GLADIATORI

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo è entrato nel Colosseo, dove al terzo anello sono in corso le trattative tra i sindacati e le sei guardie giurate che da venerdì scorso stanno occupando il monumento per protestare contro la privatizzazione del loro ente di vigilanza. Attorno all'ingresso visitatori del Colosseo si sta radunando una piccola folla di guardie giurate, controllate da una camionetta dei carabinieri. La trattativa è cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti stanno spiegando ai loro colleghi gli esiti del tavolo interistituzionale in prefettura di questo pomeriggio dal quale è emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione.

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO; GUARDIA, CON SPA 200 EURO IN MENO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Con il nuovo istituto privato 'Vigilanza Urbe Spà, previsto dall'accordo del 9 luglio con i sindacati, le guardie giurate dell'ex Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) riceveranno una busta paga più magra di 200 euro circa e molte meno garanzie sul loro futuro lavorativo. A spiegarlo, ai piedi del Colosseo dove sono in corso le trattative tra i sindacati e i 6 'gladiatorì rimasti a protestare contro la privatizzazione dell'ente, è il vigilantes Ambrogio D'Iori, che dal 1991 si è occupato di paghe e contributi per la società. «Con il vecchio regime una guardia giurata - spiega - portava a casa, netti, circa 1.110 euro. Il nuovo contratto taglia in partenza 15 euro e abolisce l'indennità di contingenza che può arrivare, per i più anziani, anche a 90 euro mensili. Inoltre da 45 giorni di riposo pagati, tra ferie, recuperi, e permessi scendiamo a 35 e dobbiamo lavorare gratuitamente 7 ore di straordinario al mese che prima venivano pagate 15 euro l'una. In più - aggiunge - c'è il congelamento degli scatti d'anzianità: per molti sarà come ricominciare dal primo giorno di lavoro». Rispetto alla tipologia di contratto prevista dal nuovo ente privato, D'Iori spiega che «è sì a tempo indeterminato, ma le condizioni sono garantite fisse per un massimo di due anni e poi chissà». A spingere 300 delle 900 guardie giurate a dire no alla firma del contratto con il nuovo ente privatizzato anche la situazione pensionistica. «Prima, in quanto dipendenti di un ente morale pubblico, eravamo iscritti all'Inpdap - conclude D'Iori - se firmiamo passiamo all'Inps che è molto meno vantaggioso per la nostra pensione».

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO:ALLA FINE SCESI I 6 GLADIATORI
TELEFONATA CON ALEMANNO DOPO TRATTATIVA FIUME IN PREFETTURA
di Gabriele Santoro

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma questa mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare al telefono con il sindaco. »La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda«. Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i 'gladiatori' al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato 'Vigilanza Urbe Spa', e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l' iscrizione «all'Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità d'impiego sono dunque i due punti chiave che il futuro dibattito con la presidenza del consiglio dovrà chiarire. Ora, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla 'resa dei gladiatorì, i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo, sul lato di Colle Oppio, dove da venerdì scorso hanno sostenuto i loro colleghi: «Resteremo qui finchè non avremo risposte concrete - hanno detto - ora comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga».

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO; SCESI DOPO TELEFONATA CON ALEMANNO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - I sei vigilantes che da venerdì scorso avevano occupato il terzo anello del Colosseo hanno sentito al telefono, nel corso delle trattative, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Una telefonata durata circa cinque minuti nella quale si sono scambiati idee e punti di vista sulla situazione del loro istituto di vigilanza privatizzato. A raccontarlo è il vicesindaco Mauro Cutrufo che ha incontrato i sei manifestanti «a metà strada, al primo piano. Sono convinti - prosegue - di aver fatto una giusta battaglia soprattutto per quanto riguarda l'aspetto salariale. Da parte nostra, però, e da parte di tutte le istituzioni c'è stato un forte impegno, concretizzato dal documento scritto stilato alla fine del tavolo di questo pomeriggio in Prefettura: già la prossima settimana torneremo ad approfondire i nodi poco chiari del procedimento di privatizzazione dell'istituto vigilanza Urbe insieme a un rappresentante del governo, dopo aver raccolto tutta la documentazione dai ministeri preposti, come la Difesa, l'Economia, e lo Sviluppo Economico». Cutrufo ha infine affermato di avere ricevuto una telefonata del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro «soddisfatto per la felice conclusione della vicenda».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SCESI I SEI 'GLADIATORI'

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Sono scesi dal Colosseo i sei 'gladiatorì, le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che i sei gladiatori scendessero il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo era entrato nel Colosseo per incontrarli. La trattativa era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell'incontro interistituzionale in prefettura di questo pomeriggio dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell'ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell'ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO;CUTRUFO,SODDISFAZIONE ESITO TAVOLO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo ha espresso «soddisfazione» per l'esito dell'incontro che si è svolto oggi in Prefettura dopo la protesta di alcune guardie giurate che hanno occupato il Colosseo. «Il Campidoglio - spiega Cutrufo - ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia. Le organizzazioni sindacali, preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l'impegno da parte del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda che riguarda l'Ancr-Ivu e che coinvolge circa trecento lavoratori». «Il documento che abbiamo sottoscritto in Prefettura lascia aperto uno spiraglio alla vertenza. Sono fiducioso - conclude Cutrufo - che la protesta organizzata sul Colosseo rientrerà rapidamente e in modo positivo».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; UIL, POLITICA PONGA RIPARO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «L'esperienza non ha insegnato nulla. Ci auguriamo che la politica il cui intervento è stato rivendicato a gran voce dai sindacati autonomi ponga riparo a questi fatti per una vertenza che poteva concludersi molto prima e molto meglio». Lo ha detto il segretario generale della Uil Roma e Lazio Luigi Scardaone in merito alla protesta delle guardie giurate che venerdì scorso sono salite sul Colosseo per dire 'nò alla privatizzazione dell'istituto di vigilanza dell'Urbe. «I lavoratori saliti sul Colosseo - ha aggiunto Scardaone - sono vittime della strumentalizzazione politica, ci sono infatti sottosegretari al lavoro del governo Prodi e membri della commissione lavoro di Camera e Senato che dovrebbero fare un profondo mea culpa. Noi come sindacato confederale, abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere, tant'è che oltre l'80% dei lavoratori ha dato adesione individuale all'accordo sottoscritto il 9 luglio scorso da Cgil, Cisl e Uil. Basta con le illusioni e con le delusioni».

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;PIAZZA ATTENDE DECISIONE GLADIATORI

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Il presidente del libero comitato Rdb Marco Lucarelli è salito assieme ad altri rappresentanti sindacali al terzo anello del Colosseo per esporre alle sei guardie giurate che da venerdì stanno occupando il monumento per protestare contro la privatizzazione del loro ente di vigilanza, gli esiti del tavolo interistituzionale in prefettura. Dal vertice è emerso un forte appello ai manifestanti a interrompere l'occupazione, oltre all'impegno della prefettura a chiedere a palazzo Chigi di chiarire i nodi più incerti della complessa vicenda, e in particolare sugli effetti dell'accordo firmato dai sindacati il 9 luglio scorso che regola il passaggio di circa 900 guardie giurate dal vecchio ente pubblico al nuovo istituto di vigilanza privato. Intanto ai piedi del monumento si respira tutto il nervosismo delle guardie giurate che da giorni sostengono i colleghi. I sindacalisti stanno illustrando a capannelli di colleghi i contenuti del testo prodotto al termine del vertice. E se c'è chi ritiene che i risultati siano sufficienti c'è anche chi è deluso: «Di tavoli - dicono - ne abbiamo fatti tanti: questo non cambierà nulla».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CUTRUFO, MA ORA SCENDETE

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Ce l'abbiamo messa tutta per superare lo scoglio più ripido ora auspichiamo che finisca l'atto dimostrativo e che scendano dal Colosseo per manifestare se lo desiderano in strada». Lo ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo al termine del tavolo Interistituzionale in Prefettura convocato per fare luce sui nodi della privatizzazione dell'Istituto Vigilanza Urbe, i cui dipendenti da venerdì hanno occupato per protesta il Colosseo. Sulle modalità con cui proseguire la mobilitazione della guardie giurate il documento conclusivo emerso dalla riunione, recita: «Qualora la protesta dovesse proseguire nelle attuali forme il Prefetto si riserva di assumere eventuali provvedimenti di competenza». L'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi ha ricordato che «un accordo, quello del 9 luglio, che garantisce la continuità occupazionale, oggi c'è: abbiamo chiesto ai lavoratori di riflettere su questo punto», anche perchè, come ha sottolineato Federico Nobili, delegato dell'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio, «oggi l' obiettivo non era dirimere la vertenza, ma far scendere i lavoratori». Cutrufo ha aggiunto che già dalla prossima settimana potrebbe essere fissata una nuova data per un tavolo in Prefettura con le parti interessate.

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;VERTICE PREFETTURA,PAROLA A GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - La vicenda è complessa ed è necessario che il governo dia dei chiarimenti. È quanto emerge dal documento conclusivo del tavolo Interistituzionale in Prefettura convocato per fare luce sui nodi della privatizzazione dell'Istituto Vigilanza Urbe, i cui dipendenti da venerdì hanno occupato per protesta il Colosseo. Nel documento che ha concluso la riunione, iniziata alle 11 e durata circa sei ore e mezzo, si legge che «all'interno di questa complessa vicenda giuridica esistono aspetti normativi non perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico. Pertanto è necessario rappresentare alla Presidenza del Consiglio la situazione al fine di ricevere una sollecita risposta». Al tavolo, presieduto dal Viceprefetto vicario Minati, hanno partecipato oltre al vicecapo di gabinetto della Prefettura Clara Vaccaro, rappresentante degli enti locali e delle sigle sindacali. «Abbiamo fatto ciò che potevamo - ha spiegato l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi - cioè trasferire alla Palazzo Chigi il compito di chiarire due nodi della vicenda: l'ambiguità della situazione pensionistica e la stabilità dell'impiego che era garantito dal Associazione nazionale combattenti e reduci quando era ente pubblico».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; ASSESSORE LAZIO,GOVERNO CHIARISCA

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «La nostra proposta è che la Prefettura si faccia carico di chiedere al governo di chiarire, entro pochi giorni, magari entro fine mese, la natura dell' accordo alla base della vicenda delle guardie giurate che stanno protestando al Colosseo». È quanto ha affermato l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in una pausa del vertice interistituzionale sulla vicenda, che si sta tenendo in Prefettura. Tibaldi ha ricordato che l'accordo sulla procedura di privatizzazione dell'Istituto di vigilanza Urbe, contestato dalle guardie giurate che protestano al Colosseo, «è stato firmato da tutte le sigle sindacali, e sebbene abbia una clausola di salvaguardia di non adesione, se è firmato va inteso firmato complessivamente. C'è il rischio che mettere in discussione la procedura possa avere ripercussioni anche su quei lavoratori che hanno firmato con il nuovo istituto». «Ora - ha proseguito - stiamo cercando di vedere se questa proposta soddisfa i lavoratori che stanno manifestando sul Colosseo, perchè oggi il rischio serio che corriamo è che 300 persone, in un momento di grave crisi, possano perdere il loro reddito. Oggi questo tavolo non è in grado di dare delle risposte, perchè le istituzioni sono serie e non vogliono fare promesse che non possono mantenere: chi deve dare risposte è il governo».

Lavoro: protesta Colosseo, scende il 'gladiatore' Giorgio
Vigilante che assisteva alla protesta soccorso da un'ambulanza

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - E' scesa dal colosseo la prima delle sette guardie giurate che protestano da giorni contro la privatizzazione del loro istituto. Giorgio Gori, 32 anni, e' sceso, come stabilito ieri sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati, e dopo avere abbracciato i familiari fra gli applausi di circa 100 colleghi, e' stato caricato su una barella e portato in ospedale. Un'ambuilanza e' intervenuta anche per soccorrere uno dei vigilantes che assistevano sotto il sole alla protesta. In mattinata e' prevista una riunione in prefettura. ''Adesso potra' iniziare un lavoro serio sulla situazione delle guardie giurate: quello che vogliamo sottolineare e' che questo per noi non e' uno show, ma e' la disperazione''. Lo ha affermato il dirigente sindacale Rdb Marco Lucarelli in merito alla discesa dal Colosseo di uno dei sette 'gladiatori'. ''E' stata una decisione difficile per loro - ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani - perche' nessuno voleva recedere: abbiamo consigliato loro di orientarsi verso il piu' debole fisicamente''. Mariani ha poi ricordato che in Prefettura alla riunione convocata tra meno di un'ora parteciperanno esponenti della Provincia, del Comune e, per la Regione, anche dell'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi.

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;'GLADIATORE' SCESO,RESPIRO A FATICA

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Mi sento in condizioni un pò precarie, ho difficoltà respiratorie forse dovute alla tensione. Mi terranno in osservazione fino alle 22 di questa sera, salvo complicazioni». Lo ha detto Giorgio, la prima delle guardie giurate a scendere dal Colosseo dopo giorni di protesta, raggiunto al cellulare nel suo letto all'ospedale San Giovanni, dove è stato ricoverato subito dopo la discesa dal monumento. «Ho sentito al telefono i miei colleghi, ormai dei fratelli, che sono ancora lassù: sono contenti che io mi stia curando, ma quella di stamattina è stata una decisione sofferta e difficile. Loro comunque non mollano». Intanto, si apprende dai rappresentati sindacale Rdb, è tornato a sostenere i colleghi che stanno occupando il Colosseo l'altro vigilante vittima di un malore questa mattina durante la conferenza stampa in strada. Gli è stata somministrata una flebo ed è tornato a sostenere i suoi colleghi, in attesa degli esiti della riunione che si sta svolgendo in prefettura.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CGIL, PATTO LUGLIO TUTELA LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Se le posizioni del governo rimangono le stesse e se non muta il quadro generale di riferimento, ritengo che entro queste condizioni abbiamo fatto il nostro lavoro di sindacalisti: abbiamo difeso gli interessi dei lavoratori garantendogli un salario». Lo ha affermato il segretario regionale della Cgil, Claudio Di Berardino, in una pausa del vertice interistituzionale che si sta tenendo in prefettura, a proposito del «verbale di accordo con la nuova società Istituto vigilanza urbe Spa, sottoscritto presso il Ministero delle Attività Produttive il 9 luglio scorso, che garantisce il passaggio a questa società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe». Quell'accordo, relativo alla privatizzazione dell'istituto di vigilanza, è al centro della protesta delle guardie giurate che da venerdì stanno occupando il Colosseo, perchè ritengono dannoso per loro il passaggio al nuovo ente privato. «Il corpo dell'accordo - ha aggiunto Di Berardino - è stato firmato da tutte le sigle sindacali, e oltre 600 lavoratori hanno già aderito. Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo ribadito che l'accordo punta a tutelare tutti i lavoratori. Ora è ripreso il confronto per valutare quale sarà il testo con il quale ci lasceremo».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; BORDONI, CLIMA INCANDESCENTE

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Il clima che si respira al vertice interistituzionale in Prefettura è incandescente: ancora non si è entrati nel merito della vicenda delle guardie giurate perchè ci sono stati attriti tra le sigle sindacali presenti al tavolo: l'Rdb avrebbe voluto che la trattativa si svolgesse su due tavoli separati, così come avvenuto fino ad oggi». Lo ha affermato l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, lasciando Palazzo Valentini per un altro impegno istituzionale. Nel frattempo ha raggiunto la Prefettura il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo. «Da parte delle istituzioni - ha proseguito Bordoni - è confermata la massima disponibilità a collaborare, così come era stato deciso al termine del vertice di ieri in Campidoglio».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SMERIGLIO, SERVE SOLUZIONE

(ANSA) - ROMA, 18 AGO -«Abbiamo appreso con soddisfazione l'avvenuta convocazione da parte del Prefetto che avevamo auspicato. Alla riunione, da poco iniziata, è presente un rappresentante dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, a conferma della piena disponibilità a collaborare che avevamo garantito». Lo dichiara in una nota l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio. «Devo però ribadire - ha sottolineato - che, sebbene sia importante la sinergia degli enti locali, la questione appare senz'altro di competenza degli enti nazionali, i soli che possano dare risposta alle richieste dei lavoratori. Mi auguro quindi che dalla riunione emergano percorsi concreti che portino alla risoluzione della vertenza».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; INIZIATO VERTICE IN PREFETTURA

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - È iniziato nella sede della prefettura di Roma a Palazzo Valentini il vertice interistituzionale sulla vicenda delle guardie giurate che da venerdì stanno occupando il Colosseo. Al tavolo, presieduto dal vice prefetto vicario Clara Vaccaro, sono presenti i rappresentanti sindacali Rdb, l'assessore al commercio del comune di Roma Davide Bordoni, il presidente della commissione lavoro della regione Lazio Giuseppe Mariani e rappresentanti dell'assessorato al lavoro della provincia di Roma guidato da Massimiliano Smeriglio e, per i confederali, Claudio Di Berardino. Al tavolo è prevista la presenza anche del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e dell'assessore regionale al lavoro Alessandra Tibaldi. Il tavolo è a porte chiuse, ma secondo quanto si apprende sarebbe iniziato con momenti di tensione da parte dei sindacalisti Rdb per la presenza al vertice dei sindacati confederali, convocati dalla prefettura, ritenuti poco attenti ai problemi della guardie giurate e che ieri hanno emesso un comunicato in cui si sottolineavano le differenze tra il caso-Colosseo e il caso-Innse. Stamattina uno dei sette vigilantes è sceso dal monumento; gli altri sei attendono il risultato di questa riunione.

LAVORO; PROTESTA COLOSSEO; MALORE VIGILANTE PIAZZA

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - È dovuto intervenire un'ambulanza per soccorrere uno dei circa 100 vigilantes che hanno assistito, sotto il sole, alla discesa di uno dei loro colleghi dal Colosseo. L'uomo si è accasciato al suolo nel corso della conferenza stampa dei leader sindacali. Subito soccorso dai suoi colleghi, è stato caricato in barella protetto da due cordoni di colleghi che l'hanno salutato con applausi e cori.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; RDB, ORA INIZIA LAVORO SERIO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Adesso con la riunione delle 11 in Prefettura potrà iniziare un lavoro serio sulla situazione delle guardie giurate: quello che vogliamo sottolineare è che questo per noi non è uno show, ma è la disperazione». È quanto ha affermato il dirigente sindacale Rdb Marco Lucarelli in merito alla discesa dal Colosseo di uno dei sette 'gladiatorì. «È stata una decisione difficile per loro - ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani - perchè nessuno voleva recedere: abbiamo consigliato loro di orientarsi verso il più debole fisicamente». Mariani ha poi ricordato che in Prefettura alla riunione convocata tra meno di un'ora parteciperanno esponenti della Provincia, del Comune e, per la Regione, anche dell'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SCENDE IL 'GLADIATORE' GIORGIO

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - È Giorgio Gori la prima guardia giurata a scendere dal Colosseo, come stabilito ieri sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati. L'uomo, maglietta rossa e pantaloni militari, ha prima abbracciato in lacrime la moglie e il figlio; poi, caricato su una barella, è salito su un'ambulanza diretta all'ospedale San Giovanni. «Sono moralmente a pezzi - ha affermato prima di essere portato in ospedale - qui ho trovato una famiglia, ma in cima al Colosseo ne ho lasciata un'altra. Ora mi chiedo: a questo deve arrivare una persona per difendere il suo lavoro? Io ho fatto 32 anni di vigilanza, sono stato sempre dalla parte della legge, ma mi hanno portato a violare il più bel monumento di Roma. Ma prima di andare abbiamo ripulito tutto, trattando con il dovuto rispetto il Colosseo». Poi salutato da un applauso e da cori di incitamento dei circa 100 colleghi che lo attendevano ai piedi del monumento, l'ambulanza lo ha portato via.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; QUARTO GIORNO, GIORNATA DECISIVA

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Quarta alba trascorsa sull'anello più alto del Colosseo, per le guardie giurate dell' Istituto di vigilanza dell'Urbe che protestano contro la privatizzazione che, a loro dire, peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Oggi potrebbe esserci una svolta, ma ancora non è detto. Alle 11 è convocata una riunione in Prefettura alla quale, oltre ai lavoratori in lotta, sono invitate le istituzioni locali, Campidoglio, Regione Lazio, palazzo Chigi, e i sindacati confederali. Ma alle 8 di stamani ancora non è certo che almeno uno dei 'gladiatorì venga convinto a scendere, 'sacrificandosì perchè la mediazione, fortemente voluta dal Comune di Roma, possa essere avviata. La Prefettura ha infatti chiesto che anche i lavoratori diano un segno di disponibilità a sedersi al tavolo. Ma i lavoratori lo ripetono da giorni: «senza risposte certe che corrispondano alla nostra realtà, non ci fermiamo». L' appuntamento per gli altri vigilanti, che si stanno dando il turno notte e giorno per sostenere i loro sette colleghi con un presidio sotto il monumento, è alle 9-9,30. «Speriamo di convincerli», spiega uno dei rappresentanti delle Rdb Libero sindacato Mauro Giuggioli che ha trascorso tutta la notte sotto il Colosseo. Già la notte scorsa alcuni sindacalisti erano saliti sul monumento insieme al presidente della Commissione lavoro del Consiglio Regionale Beppe Mariani per tentare di convincere a scendere almeno i due più provati, ma non c'è stato nulla da fare.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; ALLE 9 SCENDERÀ UN 'GLADIATORE'

(ANSA) - ROMA, 18 AGO - Alle nove di questa mattina uno dei sette 'gladiatorì, le guardie giurate che da venerdì occupano il terzo anello del Colosseo, scenderà dal monumento: a decidere chi lascerà la posizione saranno nella notte gli stessi manifestanti. È il risultato della lunga trattativa che si è tenuta a partire dalla tarda serata di ieri tra le sette guardie giurate, il dirigente sindacale RdB Marco Lucarelli e il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani. «La situazione ha superato i livelli di guardia - ha detto Mariani riferendosi alla salute dei manifestanti - i dimostranti sono molto determinati. Abbiamo parlato con il viceprefetto, che domani alle 11 presiederà la riunione in prefettura con gli enti locali e le loro rappresentanze sindacali». «È una trattativa difficile - ha aggiunto Lucarelli - e sarà molto doloroso per loro scegliere il collega da 'sacrificarè ma questo con la prefettura è un primo passo importante, perchè inizia ad esserci una trattativa seria sulla nostra vicenda. Domani inizia un percorso per comprendere e ragionare su cosa è successo. Il 'gladiatorè che scenderà probabilmente non parteciperà alla riunione ma andrà in ospedale». La vicenda delle guardie giurate ruota attorno alla privatizzazione del loro istituto, circostanza che a loro dire peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Seicento di loro su 900 hanno comunque già firmato il contratto con il nuovo istituto privatizzato.


18 agosto 2009 - Julie news

Colosseo, i gladiatori lasciano l'arena tra gli applausi
di Nico Falco

Roma - Sono scesi dal Colosseo i sei vigilanti che, da venerdì scorso, avevano occupato il terzo anello del monumento per protestare contro la privatizzazione dell’istituto di vigilanza per cui lavorano, l’Ancr-Urbe Roma. Accolti come veri eroi, come dei gladiatori usciti vittoriosi dalla battaglia, sono stati caricati dentro alcune ambulanze e, salutati da acclamazioni ed applausi, sono stati accompagnati all’ospedale San Giovanni di Roma per accertamenti. Questa mattina uno di loro, il più anziano, la guardia giurata Giorgio Gori, aveva già lasciato i compagni perché accusava delle difficoltà respiratorie. I gladiatori erano rimasti però compatti, incitati dai circa cento colleghi che, ai piedi del Colosseo, facevano il tifo per loro.
La decisione di lasciare il monumento è stata presa in seguito all’incontro di oggi in Prefettura tra sindacati ed istituzioni. Carla Vaccaro, vicecapo di Gabinetto della Prefettura, si è infatti impegnata a convocare un nuovo tavolo di trattative con il governo, e in particolare con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. «Abbiamo già avuto - spiega Angelo Solfizi, rappresentante Ugl - un incontro con Letta il 23 marzo. Ora dobbiamo ricominciare da lì». La lotta è stata seguita principalmente dal sindacato Rdb che, tramite il rappresentante Marco Lucarelli, aveva da subito sposato la causa dei vigilanti, che correvano (e corrono ancora, per il momento) il rischio che con la privatizzazione 300 posti di lavoro vengano tagliati; le sigle sindacali confederate avevano invece firmato l’accordo per la privatizzazione.

Protesta del Colosseo, finito l'incontro in Prefettura
di Nico Falco

Roma - Si è concluso da poco l’incontro in Prefettura sulla vicenda delle guardie giurate dell’Ancr-Urbe Roma, l’istituto di vigilanza che, con la privatizzazione, dovrebbe tagliare trecento posti di lavoro. Venerdì notte sette vigilanti si erano accampati sul terzo anello del Colosseo, annunciando che non si sarebbero spostati prima di una risoluzione positiva della vicenda; questa mattina uno di loro, Giorgio Gori, ha dovuto però abbandonare il presidio: più anziano degli altri, ha già accusato diversi malori ed è stato trasportato in ospedale, con difficoltà respiratorie. Un altro centinaio di colleghi resta ai piedi del Colosseo, continuando la protesta.
Al vertice fissato per oggi hanno partecipato, oltre al sindacato Rdb, anche le sigle sindacali confederate, che all’epoca accettarono le nuove condizioni per la privatizzazione. Il rappresentante del comitato Rdb, Marco Lucarelli, è salito al terzo anello del Colosseo per esporre ai 6 ‘gladiatori’ i risultati dell’incontro, insieme ai rappresentanti delle altre sigle sindacali.
Oltre all’appello ai manifestanti ad interrompere l’occupazione, già rivolto dalle istituzioni nei giorni scorsi e con insistenza, dal vertice è emerso l’impegno della prefettura a chiedere a palazzo Chigi di chiarire i nodi più incerti della vicenda, in particolare sugli effetti dell’accordo siglato dai sindacati il 9 luglio scorso, che regola il passaggio delle circa 900 guardie giurate.
I risultati del tavolo di trattative sono stati giudicati molto soddisfacenti da Mauro Cotrufo, vicesindaco di Roma. "Il Campidoglio, - ha dichiarato, - ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia. Le organizzazioni sindacali, preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto".
Particolare soddisfazione è invece espressa dal vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo: "Il Campidoglio - spiega - ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia. Le organizzazioni sindacali, preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto".

Roma, uno dei 7 gladiatori è sceso dal Colosseo
di Nico Falco

Roma - Le trattative sono ancora in corso, ma uno dei sette vigilanti che da venerdì si sono accampati sul terzo anello del Colosseo ha lasciato il presidio; si tratta della guardia giurata più anziana, che nei giorni scorsi aveva già avuto due malori. Il manipolo di ‘gladiatori’, così come sono stati soprannominati, è diventato un simbolo per i circa cento colleghi che, ai piedi dell’Anfiteatro Flavio, stanno protestando contro la ristrutturazione della Ancr-Urbe Roma, l’istituto di vigilanza che, nella trasformazione da ente pubblico a ditta privata, avrebbe provocato il licenziamento di 300 guardie giurate. La decisione di lasciare il presidio è arrivata dopo una lunga trattativa tra manifestanti e istituzioni, con la mediazione di Marco Lucarelli, rappresentante sindacale Rdb, e del presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani.
Lunedì sera i manifestanti avevano bocciato senza mezzi termini la proposta arrivata dalle istituzioni, ovvero un tavolo di incontro che si sarebbe tenuto oggi stesso, ma a patto che i gladiatori avessero immediatamente lasciato il Colosseo; per loro si trattava di un "ricatto inaccettabile". Poi, nella notte, si è giunto ad un accordo: questa mattina il vigilante che ha deciso di scendere, e che già nei giorni scorsi aveva avuto dei malori, alle nove ha lasciato il presidio ed è stato accompagnato all’ospedale San Giovanni per accertamenti.
L’incontro fissato per questa mattina è cominciato, ma non senza tensioni: la prefettura ha infatti preteso che fossero presenti non solo i sindacati di base, ma anche i confederali, contestati aspramente dall’Rdb in quanto accettarono l’accordo di ristrutturazione dell’Ancr Urbis-Roma. Finora seicento dei 900 vecchi dipendenti hanno firmato il contratto con il nuovo istituto privatizzato.


18 agosto 2009 - Asca

ROMA: PROTESTA AL COLOSSEO. SMERIGLIO, DA RIUNIONE EMERGA SOLUZIONE

(ASCA) - Roma, 18 ago - ''Sebbene sia importante la sinergia degli enti locali, la questione appare senz'altro di competenza degli enti nazionali, i soli che possano dare risposta alle richieste dei lavoratori. Mi auguro quindi che dalla riunione emergano percorsi concreti che portino alla risoluzione della vertenza''. Lo dichiara in una nota l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio in riferimento alla riunione in corso in Prefettura sulla situazione delle guardie giurate che da 4 giorni protestano al Colosseo. ''Alla riunione, da poco iniziata - aggiunge Smeriglio - e' presente un rappresentante dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, a conferma della piena disponibilita' a collaborare che avevamo garantito''.

ROMA: QUARTO GIORNO PROTESTA GUARDIE GIURATE AL COLOSSEO

(ASCA) - Roma, 18 ago - E' il quarto giorno in cima al Colosseo, per le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe che protestano contro la privatizzazione con la quale, affermano, peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Oggi alle 11 e' convocata una riunione in Prefettura alla quale, oltre ai lavoratori che hanno organizzato la protesta, sono invitati Campidoglio, Regione Lazio, palazzo Chigi, e i sindacati confederali. Ma non e' certo che i manifestanti si convincano a scendere per sedere al tavolo delle trattative: ''senza risposte certe non ci fermiamo'', hanno piu' volte ribadito.


18 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: LAVORATORI IVU SCENDONO DAL COLOSSEO

Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - Sono appena scesi dal terzo anello del Colosseo i 6 lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che da 4 giorni erano saliti per protesta sul monumento. I sei sono stati trasportati in ambulanza all'Ospedale San Giovanni. Una svolta nelle ttrattative si è avuta nel pomeriggio dopo la conclusione del tavolo in prefettura, dal quale era uscito un documento che i sindacati hanno presentato ai lavoratori. Sul monumento erano poi saliti il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo e il presidente del Libero Comitato Rdb, Marco Lucarelli. I sei lavoratori sono scesi tra gli applausi degli altri manifestanti e hanno riabbracciato i familiari.

ROMA: CUTRUFO, SODDISFAZIONE PER ESITO TAVOLO PREFETTURA SU ANCR-IVU

Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - «Il Campidoglio ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura, al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia», dichiara Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, commentando l'esito dell'incontro interistituzionale tenutosi presso la Prefettura di Roma per dare risposte ai lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe. «Le organizzazioni sindacali - spiega - preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l'impegno da parte del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda che riguarda l'Ancr-Ivu e che coinvolge circa trecento lavoratori. Il documento che abbiamo sottoscritto in Prefettura, lascia aperto uno spiraglio alla vertenza. Sono fiducioso che la protesta organizzata sul Colosseo rientrerà rapidamente e in modo positivo», conclude il vicesindaco di Roma.

ROMA: CUTRUFO, LAVORATORI IVU SCENDANO DA COLOSSEO PER MANIFESTARE IN STRADA

Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - «Ce l'abbiamo messa tutta per superare lo scoglio più ripido, ora auspichiamo che finisca l'atto dimostrativo e che scendano, se lo desiderano, per manifestare in strada». Lo ha affermato il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, al termine del tavolo interistituzionale convocato presso la prefettura per decidere le sorti della protesta al Colosseo dei lavoratori Ivu. «Oggi l'obiettivo non era dirimere la vertenza sindacale, ma far scendere i lavoratori», ha aggiunto Federico Nobili, delegato dell'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio.

ROMA: PROTESTA LAVORATORI IVU, CONCLUSO TAVOLO IN PREFETTURA
STILATO UN DOCUMENTO, DECISIONE SPETTA AL GOVERNO

Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - Si è concluso il tavolo interistituzionale tenutosi presso la prefettura di Roma per dare risposte ai lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe, un gruppo dei quali da venerdì è accampato per protesta sul terzo anello del Colosseo. «Prefettura, Regione, Provincia e Comune ritengono che all'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Ivu e del Ancr, esistono degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico. Pertanto, si ritiene necessario rappresentare alla presidenza del Consiglio la complessa situazione al fine di ricevere una sollecita risposta». È quanto si legge nel documento conclusivo del tavolo. I rappresentanti sindacali stanno ora portando il documento ai dimostranti del Colosseo.

ROMA: ASSESSORE TIBALDI, SU PROTESTA LAVORATORI IVU GOVERNO FACCIA CHIAREZZA. TAVOLO PREFETTURA NON PUÒ DARE RISPOSTE

Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - «La nostra proposta è che la prefettura si faccia carico presso il governo di chiarire la procedura dell'accordo siglato da tutte le sigle sindacali». Lo ha detto l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, lasciando il tavolo interistituzionale convocato presso la prefettura di Roma per dare risposte ai lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe che da 4 giorni protestano sul Colosseo. La riunione, alla quale sono presenti tra gli altri il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, il presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani, e l'assessore al Commercio del Comune di Roma Davide Bordoni, è ripresa dopo una breve interruzione ed è ancora in corso. «A rischio -prosegue Tibaldi - ci sono tutti i lavoratori che hanno firmato l'accordo, non solo i 300 che hanno messo in atto la protesta. Il governo è l'unica sede delegata per fare chiarezza e per pronunciarsi, magari entro fine mese. Il tavolo non è nella condizione di dare delle risposte, perchè le istituzioni sono serie e non possono fare promesse che non riescono a mantenere».Protesta guardie giurate al Colosseo,sospeso incontro.

ROMA: DOPO QUARTA NOTTE DI PROTESTA SUL COLOSSEO
SCENDE UNO DEI VIGILANTES

Roma, 18 ago. -(Adnkronos) - Dopo la quarta notte trascorsa sul terzo anello del Colosseo, è sceso questa mattina dal monumento uno dei sette lavoratori dell'ex Istituto di Vigilanza Urbe, che da venerdì pomeriggio stanno protestando contro il mutato assetto societario dell'Ente. Uno dei vigilantes, dopo una trattativa iniziata ieri, è sceso dal monumento ed è stato accompagnato all'ospedale San Giovanni per accertamenti. Intanto oggi, alle 11.00, è previsto un tavolo in prefettura con rappresentanti di governo, enti locali e organizzazioni sindacali. «Non bisogna sottovalutare questo tipo di vertenza perchè la situazione è grave, speriamo di trovare una soluzione nel tavolo che si sta aprendo questa mattina in Prefettura», ha dichiarato Peppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio, che questa mattina era al Colosseo e ha tenuto una conferenza stampa sulla vicenda.


18 agosto 2009 - Corriere.it

LA PROTESTA DELLE GUARDIE GIURATE A ROMA
Giù dal Colosseo i sei « gladiatori», convinti dalla riunione in Prefettura
Decisivo intervento dei sindacati che sono saliti sul terzo anello dopo l'incontro durato sei ore

Roma - Sono scesi del Colosseo i sei vigilantes dell'Istituto di vigilanza Urbe (Ivu) che da 4 giorni protestavano contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa. I «gladiatori», come sono stati soprannominati, hanno lasciato il terzo anello poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma questa mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. La decisione di mettere fine alla battaglia è arrivata al termina di una riunione in Prefettura durata sei ore cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali delle guardie giurate e le istituzioni locali. I lavoratori hanno ottenuto infatti l’impegno di convocare un nuovo tavolo con il governo, e in particolare con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. «Abbiamo già avuto - spiega Angelo Solfizi, rappresentante Ugl - un incontro con Letta il 23 marzo. Ora dobbiamo ricominciare da lì».
LA SVOLTA DOPO L'INCONTRO IN PREFETTURA -per protestare contro la ristrutturazione della Ancr-Urbe Roma, l'azienda che nella trasformazione da ente pubblico a ditta privata avrebbe provocato il licenziamento di 300 guardie giurate. La decisione di scendere giù è giunta durante una lunga trattativa tra i manifestanti e le istituzioni: una discussione iniziata al mattino e che si si è protratta fino a tarda serata con l'arrivo al Colosseo di Mauro Cutrufo, braccio destro del Gianni Alemanno che, non presente in città, ha comunque ha parlato al telefono con i manifestanti. Il vicesindaco è salito fino al terzo anello per convincere le sei guardie giurate a scendere dal Colosseo. «La prossima settimana - ha sottolineato il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda».
IL NODO DEL CONTRATTO - Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i vigilantes al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice è emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato 'Vigilanza Urbe Spà, e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l' iscrizione «all'Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico».
IL PRIMO A SCENDERE - In mattinata, per i continui malori e per dare un segno di distensione, era sceso il primo dei sette «gladiatori», Giorgio Gori, 52 anni, che ha riabbracciato i familiari ai piedi dell'Anfiteatro Flavio prima di essere portato in ospedale per controlli medici. L'uomo, infatti, più volte aveva accusato problemi respiratori nei giorni della protesta sul Colosseo. Nel pomeriggio di domenica, Gori è stato protagonista anche di un fuoriprogramma romantico. Sabato, il giorno di Ferragosto, cadeva il suo anniversario di matrimonio e così ha calato una rosa rossa alla moglie che lo attendeva ai piedi del gigante di pietra.
INCHIESTE DELLA MAGISTRATURA -La trattativa è stata difficile perchè i sindacati di base hanno contestato la gestione di una ristrutturazione aziendale sulla quale sono aperte due inchieste della magistratura. Alla base della protesta, infatti, il mutato assetto societario dell'Ancr-Urbe Roma, passata da ente morale a società privata. Una decisione che prelude a licenziamenti e condizioni contrattuali meno vantaggiose delle attuali (circa 200 euro in meno in busta paga). Finora 600 dei 900 vecchi dipendenti hanno firmato il contratto con il nuovo istituto privatizzato. A cercare di risolvere la situazione, lunedì era intervenuto anche il Comune di Roma con un incontro giudicato «un fallimento».

LA PROTESTA DELLE GUARDIE GIURATE A ROMA
Giù dal Colosseo uno dei «7 gladiatori». Nessuna svolta da riunione in Prefettura
I vigilantes, da 4 notti sul monumento: gesto distensivo per favorire la trattativa. Il governo deve intervenire
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Roma - E' sceso dal terzo anello del Colosseo, uno dei sette «gladiatori», i vigilantes asserragliati sul Colosseo per protestare contro la ristrutturazione della Ancr-Urbe Roma, l'azienda che nella trasformazione da ente pubblico a ditta privata avrebbe provocato il licenziamento di 300 guardie giurate. La decisione è giunta dopo una lunga trattativa tra i manifestanti e le istituzioni, con la mediazione del rappresentante sindacale RdB Marco Lucarelli e del presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani. Giorgio Gori, il primo «gladiatore» a lasciare la protesta sul Colosseo «è sceso per i problemi di salute che ha avuto», spiega Angelo De Paolis, uno dei sei lavoratori rimasti a manifestare sull'anfiteatro Flavio, ma anche come «gesto di collaborazione per le trattative aperte».
NESSUNA SVOLTA DALL'INCONTRO IN PREFETTURA - Si è conclusa senza una reale svolta l’incontro in prefettura di Roma tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano al Colosseo e le istituzioni locali. La riunione è durata oltre sei ore, ma ha prodotto soltanto una lettera e un richiesta. La prima è indirizzata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, per chiedere un intervento sulla vicenda. La richiesta, invece, è rivolta ai sindacati che devono portare le guardie giurate giù dal Colosseo. Parzialmente soddisfatto Marco Lucarelli, Rdb-Cub: «Torniamo ora al Colosseo a presentare ai nostri colleghi questi impegni. Cercheremo di convincerli a scendere, dal momento che le loro condizioni lassù stanno diventando sempre più precarie. Noi come sindacati abbiamo fatto la mediazione, adesso andiamo a sentire i ragazzi su. La nostra intenzione è quella di proseguire solo con il presidio davanti al Colosseo. Ma spetta a loro decidere».
VISITA DI CONTROLLO - Lunedì sera i gladiatori avevano bocciato qualsiasi ipotesi di sospensione della pericolosa protesta (sono da 4 notti accampati su un cornicione a 50 metri d'altezza) denunciando un «ricatto inaccettabile»: ovvero la richiesta di scendere dall'Anfiteatro in cambio di un incontro in Prefettura fissato per le 11 di martedì. Poi nella notte si è raggiunto un accordo: in considerazione delle condizioni di salute di Gori, che alle nove ha abbandonato la protesta ed è stato portato all'ospedale San Giovanni per accertamenti. Lunedì la guardia giurata si era sentita male ed aveva avuto bisogno dell'intervento di un medico che, in cima al Colosseo, gli aveva somministrato una flebo.
INCONTRO E POLEMICHE - Le altre 6 guardie giurate che - appoggiate a terra da un centinaio di colleghi - occupano da venerdì il terzo anello del Colosseo, restano in vetta al monumento. Nel frattempo è in corso l'incontro - si spera decisivo - che in prefettura dovrebbe portare ad un accordo tra manifestanti, rappresentati dalla Rdb, e istituzioni. L'incontro è iniziato fra tensioni perchè la prefettura non ha accettato che fossero presenti i soli sindacati di base - che contestano la ristrutturazione - ma ha voluto al tavolo anche i confederali, contestati dalle Rdb perchè accettarono l'accordo di ristrutturazione dell'Ancr Urbis-Roma. La trattativa sarà difficile, spiegano i sindacalisti di base, che attaccano la gestione di una ristrutturazione aziendale sulla quale sono aperte due inchieste della magistratura: «Inizia un percorso per comprendere cosa è successo» nella privatizzazione dell'ente Ancr. Finora 600 dei 900 vecchi dipendenti hanno firmato il contratto con il nuovo istituto privatizzato.
CAMPIDOGLIO DELUDENTE - I manifestanti confidano nel vertioe in Prefettura dopo che, lunedì mattina, aveva lasciato l'amaro in bocca il fallimento della riunione in Campidoglio con l'assessore al commercio del comune di Roma, Davide Bordoni. Un sostanziale nulla di fatto. Nel «nido d'aquila», le sei guardie aspetteranno i risultati dell'ennesimo incontro. Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo giustifica la stasi spiegando che «il Comune in questo caso non è interlocutore nel senso tecnico del termine ma politico: in ogni caso come amministrazione non ci tireremo indietro». Ma ribadisce che la protesta deve essere modificata: «Se vorranno mantenere la forma assembleare di protesta, lo potranno fare ai piedi del Colosseo».


18 agosto 2009 - Repubblica.it

Scende il "gladiatore" Giorgio Gori. Protesta al Colosseo, ore decisive
di Anna Rita Cillis
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Roma - Si chiama Giorgio Gori è il primo dei 7 "gladiatori" che ha lasciato l'ultimo anello del Colosseo questa mattina. Gori è una delle guardie giurate che da venerdì scorso stanno protestando al Colosseo per il loro posto di lavoro. L'uomo, che è stato scelto dagli altri compagni che sono rimasti in cima al monumento, era visibilmente provato e ha provato ad uscire con le proprie forze dal Colosseo ma ha dovuto ricorrere all'aiuto di un autoambulanza con la quale è stato portato in ospedale per gli accertamenti. L'uomo è sceso piangendo e ha detto: "Ho lasciato un'altra famiglia, sono sempre stato dalla parte della legge e mi avete portato a violare il monumento più bello di Roma". Intanto prosegue la protesta anche ai piedi del monumento dove Marco Lucarelli di Rdb ha commentato: "Non sono atti non folkloristici e non disperazione e la richiesta di fare quello che facevano". Intanto anche tra i manifestanti "di terra" si fa sentire la stanchezza, infatti uno di loro si è sentito male ed è stato portato via con un'autoambulanza. Intanto, i rappresentanti dei 300 vigilantes dell´Ancr Urbe sono stati convocati per questa mattina alle 11 in Prefettura. Al tavolo istituzionale prenderanno parte il Prefetto vicario, rappresentanti di Palazzo Chigi, Comune, Regione, Provincia e rappresentanti sindacali. Ad interessarsi della vicenda erano stati ieri mattina il vice sindaco, Mauro Cutrufo, e l´assessore alle sviluppo e alle attività produttive, Davide Bordoni. Insieme avevano invitato in Campidoglio alcune guardie giurate che manifestano dal 14 agosto per il cambio di gestione dell´ente morale per il quale lavoravano e il passaggio a un´azienda privata (circa 700 hanno accettato il nuovo contratto). «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori - aveva spiegato Cutrufo - ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni». A fine giornata Bordoni e Cutrufo annunciano: «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: è stato convocato un tavolo in prefettura. Ora il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori scendano da lì: se vogliono i vigilantes possono continuare a manifestare ai piedi del Colosseo». Ma i lavoratori che protestano al Colosseo hanno risposto alla proposta di scendere dal monumento, considerata un "ricatto", con un coro di "buu".Nel frattempo il prefetto Giuseppe Pecoraro spiega: «Ho fatto preparare un fascicolo per valutare se il loro comportamento è compatibile con il possesso della qualifica di agenti di sicurezza». Un gesto estremo quello dei sette vigilantes, con ripercussioni anche psicologiche e in alcuni casi fisiche. Tanto da spingerli ad accettare la proposta del Comune e a far salire fino all´ultimo anello del Colosseo Salvatore Intelisano, uno psicologo che lavora nei servizi sociali nel I municipio. «Sono molto provati, stanchi. Ma sono anche persone in gamba, lucide e perfettamente in sé», spiegherà più tardi lo specialista. E sempre ieri Giorgio, malato di asma, che da vive lì in cima al Colosseo si è sentito nuovamente male: la situazione si è fatta grave e i suoi compagni hanno mandato su due medici con una flebo. E sulla vicenda sono anche intervenuti i sindacati confederali. «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell´ex Istituto Vigilanza dell´Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse conclusasi positivamente per l´impegno profuso dai lavoratori, dal sindacato confederale e dalle Istituzioni coinvolte - scrivono in una lettera aperta al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat, Uiltics Roma e Lazio - Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione né la salvaguardia dei livelli occupazionali, né le prospettive di continuità lavorativa. Il 9 luglio - continuano i sindacati - è stato sottoscritto al ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società Ivu spa, la società subentrante. Tale accordo garantisce il passaggio di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali».


18 agosto 2009 - Stampa web

Colosseo, scendono i sei vigilantes

ROMA - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell’ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma questa mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare al telefono con il sindaco. La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda». Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i "gladiatori" al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l’assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l’accordo i dipendenti dell’ente morale pubblico dell’Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato ’Vigilanza Urbe Spà, e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l’azzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l’ iscrizione «all’Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità d’impiego sono dunque i due punti chiave che il futuro dibattito con la presidenza del consiglio dovrà chiarire. Ora, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla ’resa dei gladiatorì, i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo, sul lato di Colle Oppio, dove da venerdì scorso hanno sostenuto i loro colleghi: «Resteremo qui finchè non avremo risposte concrete - hanno detto - ora comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga».


18 agosto 2009 - Il Tempo.it

la protesta delle guardie giurate
Colosseo occupato, scende uno dei "gladiatori"
A spingere Giorgio Gori a scendere dal terzo anello del Colosseo dove le guardie giurate da venerdì stanno protestando, motivi di salute e la richiesta di un gesto di collaborazione per le trattative

Roma - Giorgio Gori, il primo «gladiatore» a lasciare la protesta sul Colosseo, «è sceso per i problemi di salute che ha avuto. Ieri gli è stata fatta una flebo, quindi abbiamo deciso tutti insieme di farlo scendere». Lo spiega Angelo De Paolis, uno dei sei lavoratori dell'Ivu rimasti a manifestare sull'anfiteatro Flavio. A spingere il primo occupante a scendere dal Colosseo, ha aggiunto De Paolis, anche la constatazione che era stato «chiesto un gesto di collaborazione per le trattative aperte». Intanto è iniziato nella sede della prefettura di Roma a Palazzo Valentini il vertice interistituzionale sulla vicenda delle guardie giurate che da venerdì stanno occupando il Colosseo. Al tavolo, presieduto dal vice prefetto vicario Clara Vaccaro, sono presenti i rappresentanti sindacali Rdb, l'assessore al commercio del comune di Roma Davide Bordoni, il presidente della commissione lavoro della regione Lazio Giuseppe Mariani e rappresentanti dell'assessorato al lavoro della provincia di Roma guidato da Massimiliano Smeriglio e, per i confederali, Claudio Di Berardino. Al tavolo è prevista la presenza anche del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e dell'assessore regionale al lavoro Alessandra Tibaldi. Il tavolo è a porte chiuse, ma secondo quanto si apprende sarebbe iniziato con momenti di tensione da parte dei sindacalisti Rdb per la presenza al vertice dei sindacati confederali, convocati dalla prefettura, ritenuti poco attenti ai problemi della guardie giurate e che ieri hanno emesso un comunicato in cui si sottolineavano le differenze tra il caso-Colosseo e il caso-Innse. Stamattina uno dei sette vigilantes è sceso dal monumento; gli altri sei attendono il risultato di questa riunione.


18 agosto 2009 - Corriere della Sera

Colosseo L’intervento del Campidoglio: «Ora scendete»
Quarta notte di protesta oggi media la Prefettura
Ancora malori tra i sette vigilantes
di Rinaldo Frignani

Roma - Un’altra notte sul Colosseo. La quarta consecutiva per i 7 «gladiatori», come li hanno soprannominati i loro colleghi, saliti venerdì scorso in cima all’Anfiteatro Flavio per protestare contro le modalità che hanno trasformato l’istituto di vigilanza dell’Urbe da pubblico a privato. Ma questa volta alla protesta dei vigilantes si sono affiancate le due riunioni in Campidoglio fra il vice sindaco Mauro Cutrufo, con l’assessore alle Attività produttive Davide Bordoni, e una delegazione di manifestanti. Alla fine è stato convocato un tavolo di trattativa per oggi in Prefettura alle 11. «Siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni - ha sottolineato Cutrufo - anche se da punto di vista tecnico non siamo noi i loro interlocutori. Abbiamo sentito più volte il prefetto e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: al tavolo siederanno i lavoratori, i loro rappresentanti, una rappresentanza del Comune, della Regione e della Provincia, il vice prefetto vicario e un esponente del Governo ».
Ma per tutta la giornata di ieri ottimismo e pessimismo si sono alternati dopo ogni comunicazione con i telefonini fra gli occupanti, debilitati dal caldo e dalla stanchezza, e i loro rappresentanti nella Sala dell’Arazzo in Campidoglio. «Le cose vanno sempre peggio - ha detto uno dei 'gladiatori', Angelo - qualcuno di noi inizia ad avere problemi alle gambe e uno aveva solo 34,5 di temperatura». Anche ieri mattina sono dovuti intervenire gli infermieri perchè uno dei sette aveva avuto un malore.
E più tardi al terzo anello del Colosseo è salito uno psicologo del I Municipio, Salvatore Intelisano che li ha trovati «persone lucide, perfettamente in se’, in gamba ma anche molto provate ». «Ci ha visitato tutti - ha raccontato Giorgio, il portavoce degli occupanti - a me e Massimo ha consigliato di scendere subito perchè, secondo lui, a lungo andare rischiamo perfino l’ictus. Ma senza le garanzie che abbiamo chiesto da qui non ci muoveremo mai. E poi non vogliamo essere denunciati per procurato allarme, vogliamo scendere dal Colosseo da persone pulite». Il vice sindaco Cutrufo ha chiesto più volte ai manifestanti di scendere comunque dal monumento. «Possono continuare il presidio sotto al Colosseo - ha precisato Cutrufo - non c’è bisogno di continuare in maniera così eclatante: non sono gladiatori, ma lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro».
Intanto, mentre cresce la preoccupazione per la salute dei sette occupanti, che oggi e domani dovranno sopportare un ulteriore aumento della temperatura, sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi: «Il loro destino - ha detto - è nelle mani del Governo. Ci auguriamo che riesamini la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta».


18 agosto 2009 - America Oggi online

Non mollano le sette guardie giurate che protestano sul Colosseo.
Si tratta, ma i gladiatori resistono

ROMA - Non sembrano intenzionati a mollare le sette guardie giurate che ormai da venerdì hanno occupato il terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza che a loro dire peggiorerebbe le condizioni salariali e lavorative. Oggi, così è stato stabilito nel corso di un incontro in Campidoglio con il vice sindaco Mau-ro Cutrufo e l'assessore comunale al commercio Davide Bordoni, è stato convocato un tavolo in prefettura con Palazzo Chigi, gli enti locali, e i rappresentanti dei vigilan-tes. Tutto a una condizione, ha spiegato alle guardie giurate ai piedi del monumento il dirigente Rdb Marco Lucarelli: i sette ‘gla-diatori' devono scendere. Una condizione giudicata inaccettabile dal centinaio di manifestanti che da quattro giorni stazionano a via dei Fori Imperiali a supporto dei colleghi e salutata con fischi e urla di disapprovazione. Ora Lucarelli, il presidente della commissione lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani e alcuni colleghi sono al terzo anello per sottoporre l'aut aut ai sette, spiegandogli "l'importanza di aprire un tavolo di discussione serio e utile". Sebbene seicento su novecento di loro infatti abbiano già firmato il contratto con il nuovo ente, 300 hanno preferito insistere perché si tornasse allo status ante quo, cioé alle garanzie del ‘vecchio' impiego pubblico. Una situazione che ha portato sia Bordoni che i sindacati confederali a sottolineare come questa vicenda abbia molte differenze rispetto a quella della Innse, nella quale "erano effettivamente in gioco dei posti di lavoro". I sette ‘gladiatori' avevano aperto la mattinata con un brivido e uno striscione: il primo, verso le otto, per un nuovo malore di Giorgio, il più anziano di loro; il secondo, con scritto ‘Forza e onore per chi combatte per i propri dirittì per sottolineare la loro determinazione ad andare avanti. L'occasione l'ha offerta un primo incontro, ieri mattina alle 11, in Campidoglio, con Cutrufo e Bordoni, una riunione aggiornata poi alle 18 "dopo un giro di consultazioni istituzionali con Letta e il prefetto Pecoraro", e che si è conclusa con due appelli: da parte del Comune ad abbandonare l'occupazione del monumento, da parte dei manifestanti a fornire un aiuto psicologico ai loro colleghi sul Colosseo. "Sono lucidi, ma molto provati. Sono situazioni imprevedibili", ha detto l'esperto del comune dopo averli visitati verso le 16. Attorno alle 20 Giorgio ha avuto un nuovo malore ed è stato assistito dal 118. Intanto la trattativa in cima al Colos-seo continua, mentre dalla strada un centinaio di colleghi dei gladiatori incita i loro compagni a "non mollare mai".


18 agosto 2009 - Il Manifesto

La protesta dei vigilantes dell Urbe
Devi salire sul Colosseo per aprire una trattativa

ROMA - Qui, in cima al Colosseo, la crisi economica non c'entra nulla. Semmai c'è un pasticcio lasciato in eredità dalla vecchia Dc andreottiana - un «ente morale» che gestisce servizi di vigilanza a pagamento, ma anche un discreto raccoglitore di voti elettorali - e trasformato in corso d'opera in una «privatizzazione» impropria. Non c'è infatti quasi nulla che sia trasparente nella sorte dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe (Ivu), società di proprietà dell'Associazione combattenti e reduci (Ancr), fondata nel 1932 dall'allora re d'Italia e dalla Liberazione in poi sottoposta al controllo della Corte dei Conti e del ministero della Difesa.
Controllo scarso, quanto meno. La società, infatti, denuncia all'inizio del millenio una situazione critica, ma i bilanci risultano un rebus anche per i più esperti. Quasi 1.200 vigilantes (non i body guard che vanno ora di moda sul modello contractors, ma quelli che tenevano d'occhio negozi, enti di stato come la Rai, ecc) e una marea di appalti che ad un certo punto - sotto la presidenza dell'eterno on. Gustavo De Meo - cominciano a diradarsi contemporaneamente alla proposta di fusione con la Metronotte Città di Roma, teorico «concorrente» a quel tempo altrettanto malmesso sul piano economico. Una fusione fortemente osteggiata perché prevedeva la trasformazione in cooperativa, con la conseguente perdita dello status di dipendente di fatto pubblici (storica la loro presenza, in divisa, addirittura nella sfilata del 2 giugno) e il versamento di 7.200 euro pro-capite come quota di iscrizione.
La resistenza dei lavoratori, sostenuta soltanto dal sindacato di base RdB, convince la società a battere un'altra strada: inventarsi una «federazione provinciale romana» dell'ente (mai esistita prima) e sottoporla a commissariamento. Il commissario Lucio Francario è anche presidente della Metronotte, che riesce a «risanare» mentre le commesse dell'Ivu si spostano sulla Metronotte. Alla fine viene creata una newco, la Urbe spa, che assorbe le due vecchie società con un contratto che non riconosce gli scatti di anzianità maturati (solo dopo una lunga trattativa ne vengono salvati una parte, lasciandone comunque sul terreno tre), i livelli di qualifica, i superminimi, ecc. Insomma, 300 euro al mese in meno.
Ai dipendenti dell'Ivu viene chiesta una lettera di «dimissioni volontarie» (in pratica una rinuncia ai propri diritti - tra cui l'art. 18 - e soprattutto alla stabilità occupazionale. In molti non firmano la lettera e oggi si ritrovano nell'assurda condizione di «non licenziati, non assunti». Chiedono di restare dipendenti dell'Ancr, come prima; visto che non hanno mai ricevuto una lettera di licenziamento (che non può esser loro inviata, in quanto sostanzialmente dipendenti «pubblici»). Sono da pochi giorni senza più stipendio e interlocutori. Con le famiglie stazionano in massa sotto il Colosseo, in sostegno ai sette che si sono issati sull'ultimo anello, in attesa di risultati concreti dagli incontri (due, solo ieri) con il vicesindaco di Roma.
Nel primo, rapidissimo, concluso in mattinata, il Comune ha cercato di chiarire che poteva agire solo come «intermediario», visto che l'«autorità competente» sull'ente morale è ovviamente il governo. Il secondo, inziato alle 18, si è prolungato oltre i limiti della nostra messa in stampa. Può essere un segno che, finalmente, qualcosa si sta smuovendo «in concreto». Per far scendere dal Colosseo quei sette, mentre tutti i turisti e tante telecamere immortalano la protesta, servirà qualcosa di più di una promessa. Possibilmente nero su bianco.


18 agosto 2009 - Il Messaggero

Roma. Oggi uno dei sette gladiatori...

Roma - Oggi uno dei sette gladiatori, le guardie giurate che da venerdì occupano il terzo anello del Colosseo, scenderà dal monumento: a decidere chi lascerà la posizione saranno gli stessi manifestanti. È il risultato della lunga trattativa che si è tenuta a partire dalla tarda serata di ieri tra le sette guardie giurate, il dirigente sindacale RdB Marco Lucarelli e il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani.
«La situazione ha superato i livelli di guardia - ha detto Mariani riferendosi alla salute dei manifestanti - i dimostranti sono molto determinati. Abbiamo parlato con il viceprefetto, che domani alle 11 presiederà la riunione in prefettura con gli enti locali e le loro rappresentanze sindacali». «È una trattativa difficile - ha aggiunto Lucarelli - e sarà molto doloroso per loro scegliere il collega da sacrificare ma questo con la prefettura è un primo passo importante, perché inizia ad esserci una trattativa seria sulla nostra vicenda. Da questo momento in poi inizia un percorso per comprendere e ragionare su cosa è successo. Il gladiatore che scenderà probabilmente non parteciperà alla riunione ma andrà in ospedale».
La vicenda delle guardie giurate ruota attorno alla privatizzazione del loro istituto, circostanza che a loro dire peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Seicento di loro su 900 hanno comunque già firmato il contratto con il nuovo istituto privatizzato.
«Stamattina è stato convocato un tavolo in prefettura con il vice prefetto vicario e rappresentanti di palazzo Chigi, del Comune, della Provincia e della Regione con i rappresentanti sindacali delle guardie giurate», spiega il vicesindaco Mauro Cutrufo. «Il nostro appello - aggiunge l’assessore al commercio, Davide Bordoni - è che i lavoratori scendano da lassù». Cutrufo ha ribadito che sarà possibile per i lavoratori continuare a manifestare ai piedi del monumento: «Ora nella vertenza è stato coinvolto direttamente il sottosegretario di governo, Gianni Letta: «Anche lo psicologo del Comune che li ha visitati ha evidenziato in almeno due persone una grande fragilità, e ha consigliato loro di scendere». «Sono molto provati, stanchi. Ma sono anche persone in gamba, lucide e perfettamente in sé», ripete lo psicologo Salvatore Intelisano.(Be.Pi.)


18 agosto 2009 - Il Tempo

Colosseo occupato, vertice in Prefettura
"Gladiatori" La protesta continua con un vigilante in meno che oggi scenderà dal monumento

Roma - Ancora un altro giorno asserragliati sul Colosseo. Il quarto. Per difendere il loro posto di lavoro. Le sette guardie giurate continuano imperterrite nonostante le difficoltà. «Stiamo male, ma non molliamo», dice Giorgio Gori, uno dei sette gladiatori, come si sono ribattezzati. Ieri hanno atteso tutto il pomeriggio l'esito della trattativa tra i loro colleghi dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe e il Comune. Una delegazione di vigilantes si è incontrata due volte, alle 11 e alle 18, con il vicesindaco Mauro Cutrufo e l'assessore alle Attività produttive Davide Bordoni che si sono fatti «portavoce» delle loro richieste con il Governo. Cutrufo li ha esortati a «scendere immediatamente» e a continuare la protesta ai piedi del Colosseo. La novità è la convocazione per questa mattina alle 11 di un tavolo in Prefettura a cui parteciperanno rappresentanti dei lavoratori, Comune, Provincia, Regione, il viceprefetto vicario e un esponente del Governo. Ieri vicesindaco e assessore si sono sentiti più volte col sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e col prefetto Giuseppe Pecoraro. Cutrufo ha spiegato che l'interlocutore giusto è proprio la Prefettura: «È una situazione molto complicata - ha detto - la loro esasperazione nasce dal fatto che hanno avuto più di un incontro con la proprietà e gli unici che possono trovare il bandolo della matassa sono gli uomini della Prefettura. Noi siamo al loro fianco». Le trecento guardie giurate che protestano assieme ai sette barricati nel Colosseo, infatti, non hanno accettato il passaggio alla nuova società che ha già riassunto 650 dipendenti su 943 del vecchio Istituto di vigilanza dell'Urbe commissariato il 26 settembre del 2007 dopo la sentenza del Tribunale fallimentare. I manifestanti lo considerano un atto illegittimo dal momento che l'Associazione nazionale combattenti e reduci, da cui dipende l'Istituto, è un ente morale. Vogliono essere riassunti nel settore pubblico per non perdere, con la privatizzazione, i diritti acquisiti negli anni. «Chiediamo solo un posto di lavoro sicuro - spiega Giorgio - Fino a quando non saremo certi delle nostre condizioni contrattuali, resteremo quassù». I colleghi che «presidiano» il Colosseo dal basso hanno chiesto ai «gladiatori» in precarie condizioni di salute di desistere. Ieri pomeriggio i sette hanno ricevuto anche la visita di uno psicologo del I Municipio, Salvatore Intelisano: «Sono lucidi, perfettamente in sé, ma molto provati», ha raccontato. Sulla loro resistenza non ha fatto previsioni: «È difficile prevedere le loro reazioni, il caldo rovente di giorno e il freddo di notte sono molto difficili da sopportare». Giorgio si è sentito male e ha dovuto fare una flebo. La moglie Antonella è preoccupata ma sa che il marito non si tirerà indietro: «È molto tenace, non mollerà». Il presidente del libero comitato Rdb, Marco Lucarelli, ha ricordato che «si tratta di una protesta spontanea. Non possiamo forzarli a desistere - ha spiegato - possiamo solo consigliare loro di scendere. Sta diventando uno show, ma dietro c'è la disperazione di sette padri di famiglia. Adesso spetta al Governo trovare una soluzione». Se Cisal, Sdl e Rdb sostengono la protesta, Cgil, Cisl, Uil, Filcams e Uiltics approvano il passaggio alla nuova società: «I livelli occupazionali non vengono messi in discussione. Le condizioni sono quasi analoghe alle precedenti». Un'analogia che non convince per nulla i sette del Colosseo. Ieri notte, incitati dai cori di un centinaio di colleghi e familiari: «Non scendete, non scendete», hanno deciso di resistere. Uno di loro però, stamani, in segno di distensione, lascerà la postazione.


18 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale

Per i gladiatori' si muove Palazzo Chigi

ROMA - SPIRAGLIO nel caso dei vigilantes da quattro giorni accampati sul Colosseo per protestare contro i licenziamenti annunciati. «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: già domattina (stamattina per chi legge, ndr) è stato convocato un tavolo in prefettura con il viceprefetto vicario e rappresentanti di Palazzo Chigi, del Comune, della Provincia e della Regione con i rappresentanti sindacali delle guardie giurate». L'annuncio è del vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, e dell'assessore comunale al Commercio, Davide Bordoni. «Ora aggiungono il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori scendano da lì».


18 agosto 2009 - La Repubblica

Vigilantes, vertice in Campidoglio "Trattiamo, ma ora dovete scendere"
Oggi riunione in Prefettura. Lo psicologo: "Sono molto provati" La protesta sul Colosseo Il prefetto Giuseppe Pecoraro: "Valutare se questi sono comportamenti da agenti di pubblica sicurezza"
di ANNA RITA CILLIS

Roma - Non è la soluzione ma sicuramente si è aperto uno spiraglio. I rappresentanti dei 300 vigilantes dell´Ancr Urbe che da cinque giorni manifestano sotto il Colosseo - sette sono accampati a 50 metri d´altezza - sono stati convocati per questa mattina alle 11 in Prefettura. Al tavolo istituzionale prenderanno parte il Prefetto vicario, rappresentanti di Palazzo Chigi, Comune, Regione, Provincia e rappresentanti sindacali. Ad interessarsi della vicenda erano stati ieri mattina il vice sindaco, Mauro Cutrufo, e l´assessore alle sviluppo e alle attività produttive, Davide Bordoni. Insieme avevano invitato in Campidoglio alcune guardie giurate che manifestano dal 14 agosto per il cambio di gestione dell´ente morale per il quale lavoravano e il passaggio a un´azienda privata (circa 700 hanno accettato il nuovo contratto). «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori - aveva spiegato Cutrufo - ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni».
A fine giornata Bordoni e Cutrufo annunciano: «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: è stato convocato un tavolo in prefettura. Ora il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori scendano da lì: se vogliono i vigilantes possono continuare a manifestare ai piedi del Colosseo». Ma i lavoratori che protestano al Colosseo hanno risposto alla proposta di scendere dal monumento, considerata un "ricatto", con un coro di "buu".
Nel frattempo il prefetto Giuseppe Pecoraro spiega: «Ho fatto preparare un fascicolo per valutare se il loro comportamento è compatibile con il possesso della qualifica di agenti di sicurezza».
Un gesto estremo quello dei sette vigilantes, con ripercussioni anche psicologiche e in alcuni casi fisiche. Tanto da spingerli ad accettare la proposta del Comune e a far salire fino all´ultimo anello del Colosseo Salvatore Intelisano, uno psicologo che lavora nei servizi sociali nel I municipio. «Sono molto provati, stanchi. Ma sono anche persone in gamba, lucide e perfettamente in sé», spiegherà più tardi lo specialista. E sempre ieri Giorgio, malato di asma, che da vive lì in cima al Colosseo si è sentito nuovamente male: la situazione si è fatta grave e i suoi compagni hanno mandato su due medici con una flebo.
E sulla vicenda sono anche intervenuti i sindacati confederali. «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell´ex Istituto Vigilanza dell´Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse conclusasi positivamente per l´impegno profuso dai lavoratori, dal sindacato confederale e dalle Istituzioni coinvolte - scrivono in una lettera aperta al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat, Uiltics Roma e Lazio - Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione né la salvaguardia dei livelli occupazionali, né le prospettive di continuità lavorativa. Il 9 luglio - continuano i sindacati - è stato sottoscritto al ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società Ivu spa, la società subentrante. Tale accordo garantisce il passaggio di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali».


18 agosto 2009 - Il Giornale

Summit in Prefettura con i vigilantes
Per convincere le guardie giurate a scendere fissato incontro tra i loro sindacati e il governo Ieri due tavoli di confronto con il vicesindaco Cutrufo che si è offerto di fare da intermediario
di Giacomo Legame

Roma - Non mollano i «gladiatori», i sette vigilantes protagonisti della protesta sul Colosseo. Sono ancora lì, al terzo anello, per gridare le loro ragioni dall’alto verso il basso. Incitati dalla folla che per tutta la notte li incita a non scendere. Quattro giorni e quattro notti tra color che son sospesi, con Ferragosto di mezzo, non sono stati una passeggiata di salute, ma la posta in gioco - ovvero il loro futuro - è troppo alta, talmente alta da convincerli a non desistere. Ancora di più ora, che qualcosa si sta muovendo sul serio. A decidere, è chiaro, dovrà essere il Governo, ma il Comune sta cercando di fare da intermediario ed è riuscito a ottenere per stamattina la convocazione di un tavolo in Prefettura con i lavoratori, una rappresentanza di Comune, Regione e Provincia e un esponente del Governo. Servirà, si spera, perché venga fornita quantomeno una risposta alle guardie giurate dell’istituto di vigilanza Urbe, a cui il cambio di gestione del loro ente, trasformato in soggetto privato con conseguente modifica del contratto, proprio non va giù. La posta in palio, a quanto si apprende, non sarebbe clamorosa, pari a circa 111 euro in meno al mese, ma è senz’altro la mancanza di garanzie per il futuro a preoccupare e a tenere desta la protesta.
Il quarto giorno, ovvero ieri, è stato finora quello più duro: verso le 8 del mattino uno di loro ha causato un malore «a causa della disidratazione e dei pasti poco salutari», come ha spiegato un rappresentante sindacale Rdb. Personale del 118 è salito a visitarlo ma l’uomo non ha voluto lasciare i compagni. «Le cose vanno sempre peggio, la stanchezza comincia ad avanzare. Qualcuno di noi comincia ad avere problemi alle ginocchia», ha aggiunto invece Angelo, un altro dei sette manifestanti. A fargli eco un suo collega, Giorgio, che domenica ha festeggiato a distanza il 33esimo anniversario di matrimonio: «Stiamo prendendo antibiotici e antinfiammatori». I viveri non mancano, puntualmente recapitati con una lunga corda, il supporto dei colleghi che presidiano l’area sotto il Colosseo neppure. È stato esposto uno striscione, «Forza e onore per chi combatte per i propri diritti», e si sono tenuti due incontri in Campidoglio, uno di mattina e l’altro nel pomeriggio, con l’assessore al Commercio Davide Bordoni e il vicesindaco Mauro Cutrufo per tentare di sbloccare la situazione. «Nel pomeriggio - ha commentato Cutrufo - abbiamo sentito più volte il Prefetto di Roma e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Domani mattina (stamattina alle 11, ndr) sarà convocato un tavolo a cui parteciperanno i lavoratori, i loro rappresentanti, una rappresentanza di Comune, Regione e Provincia, il vice prefetto vicario e un esponente del Governo. Chiediamo ai sette lavoratori di scendere immediatamente: non significa la fine della manifestazione di protesta che potrà continuare anche ai piedi del Colosseo».


18 agosto 2009 - L'Unità

Urbe, i lavoratori non scendono
I sindacati: «Non è una nuova Innse»
Oggi incontro in prefettura per dare una soluzione alla vertenza che ha portato alla protesta sul Colosseo. Cgil, Cisl e Uil però si smarcano: hanno firmato un accordo e chiedono che il prefetto convochi anche loro
di FELICIA MASOCCO

Roma - Ieri in mattinata un vertice in Campidoglio, un altro nel pomeriggio poi l’annuncio di un incontro in prefettura, fissato per questa mattina. Si cerca una soluzione alla vertenza che ha portato sette guardie giurate a occupare il terzo anello del Colosseo, a 50 metri di altezza. A nulla sono serviti i ripetuti inviti a mollare la presa, sono rimasti lì a sfidare una delle giornate più calde dell’anno. L’appello si è fatto più pressante dopo l’annuncio dell’apertura del tavolo in prefettura: «Chiediamo ai sette lavoratori di scendere immediatamente - ha detto il vicesindaco romano Mauro Cutrufo - non significa la fine della protesta che potrà continuare ai piedi del Colosseo». Anche perché, gli fa eco l’assessore capitolino al Commercio Davide Bordoni, «lo psicologo mandato dal Comune ha evidenziato in almeno due persone una grande fragilità».
L’ACCORDO DI CGIL, CISL, UIL
Viene dunque chiamato in causa il governo, mentre i sindacati confederali prendono di fatto le distanze dalla protesta. Cgil, Cisl, Uil e le rispettive associazioni di categoria, Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono anche loro di essere ricevute dal prefetto. Il perché sta in un accordo che queste sigle hanno firmato il 9 luglio con il ministero delle Attività produttive e la società Ivu spa che subentra all’ex Associazione nazionale combattenti e reduci (un ente pubblico). «L’accordo - scrivono - garantisce il passaggio alla nuova società di tutti i lavoratori che vogliano aderire, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali».
Un accordo che ha impedito il fallimento della vecchia società e la messa in mobilità di quasi mille lavoratori «hanno aderito in 700 su 950 e altri hanno già anticipato la loro adesione», viene ricordato. Per questo, ad avviso dei sindacati confederali, il paragone con la Innse sarebbe «improprio», «perché qui non vengono messe in discussione né la salvaguardia dei livelli occupazionali, né le prospettive di continuità lavorativa». In pratica, ci sarebbero garanzie lavorative per tutti i lavoratori «anche di quelli oggi impegnati nella protesta».
Una lettura decisamente diversa da quella data dai manifestanti fin dalle prime battute, venerdì scorso, dell’occupazione del Colosseo. Hanno spiegato che i lavoratori che non hanno aderito all’assunzione, dalla mezzanotte del 14 agosto non hanno più incarichi. E che presso la sede aziendale non sono riusciti ad avere né informazioni sul loro servizio, ma neanche la lettera di licenziamento. E, in quanto "non licenziati", non riescono ad avere un sussidio. chiedono quindi o di continuare il lavoro presso il vecchio ente «che esiste ancora», oppure essere ricollocati in un altro ente statale.


18 agosto 2009 - La Provincia di Cremona

SUL COLOSSEO
‘Scendete’ Fischiati i sindacati

ROMA — Insulti contro il commissario straordinario, fischi e urla di disapprovazione. È la reazione delle circa 100 guardie giurate che, ai piedi del Colosseo dove 7 di loro si sono arrampicati ormai da 4 giorni, hanno ascoltato dal presidente Rdb, Marco Lucarelli, l'esito della riunione in Campidoglio. «Abbiamo constatato la volontà di fare un tavolo con gli enti locali e il governo — spiega Lucarelli — oggi alle 11 in prefettura, ma la condizione che ci hanno posto è che i 7 ‘gladiatori’ scendano. Ora saliremo da loro e gli spiegheremo l'importanza di questa convocazione». Questa linea espressa dal sindacalista è stata duramente contestata dalle guardie giurate, che hanno sonoramente fischiato anche la notizia che nell'atto di convocazione della prefettura sono menzionati anche Cgil, Cisl e Uil, da loro ritenuti poco attenti al loro caso. Lucarelli ha però voluto sottolineare che a suo avviso «questa convocazione è solo un atto formale».


18 agosto 2009 - Gazzetta del Sud

Chiesto l'intervento del Governo dopo l'incontro al Comune di Roma con i rappresentanti sindacali
Continua la protesta dei vigilantes sul Colosseo
di Bruno Ruggiero

ROMA - La soluzione del caso dei vigilantes che il 13 agosto si sono arrampicati sul Colosseo «è nelle mani del Governo». All'ora della pausa pranzo, che per i 7 «irriducibili» in cima al monumento sarebbe stata ancora una volta fortunosa e «poco salutare», sul filo di una carrucola portavivande, la sensazione prevalente era che la vertenza dei vigilantes dell'Urbe potesse sbloccarsi. L'incontro al Comune tra i sindacalisti dell'Istituto in dismissione, il vicesindaco Mauro Cutrufo e l'assessore al Commercio Davide Bordoni, si era svolto in un clima «molto concreto» per risolversi nell'impegno da parte dell'Ente locale di «sondare» la presidenza del Consiglio in vista di un nuovo appuntamento alle 18 sempre al Campidoglio. «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori – avevano spiegato gli amministratori comunali – ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco, come autorevoli portavoce con le istituzioni». E nelle stesse ore l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, diffondeva una nota ufficiale in cui si dava conto della richiesta «al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta di convocare urgentemente i lavoratori». Intanto Cutrufo e Bordoni spiegavano che nel successivo incontro si sarebbe discusso dei risultati di «un giro di consultazioni istituzionali». Sì, perché «gli interlocutori in questa vicenda sono tanti, tra i quali la Procura», competente per l'inchiesta penale aperta dopo il fallimento della Federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci, l'Ente morale da cui dipendevano le guardie giurate. I collaboratori del sindaco Alemanno insistevano poi perchè fosse disinnescata la bomba umana: «Ora non hanno motivo di continuare la loro protesta e per questo, tramite i loro rappresentanti sindacali, gli abbiamo chiesto nuovamente di scendere: se lo desiderano, possono continuare a manifestare ai piedi del monumento».


18 agosto 2009 - Julie news

Protesta al Colosseo: trattative in corso, i gladiatori non mollano
di Nico Falco

Roma - Li hanno chiamati ‘gladiatori’, e loro hanno intenzione di guadagnarsi quel soprannome. I sette vigilanti che, ormai da venerdì, hanno occupato il terzo anello del Colosseo non accennano a mollare, continuando la protesta contro privatizzazione del loro istituto di vigilanza, decisione che, a loro dire, peggiorerebbe le condizioni salariali e lavorative. Sebbene già seicento dipendenti abbiano firmato il contratto col nuovo ente, 300 hanno preferito insistere per tornare allo status precedente, ovvero alle garanzie dell’impiego pubblico, che verrebbero a decadere una volta passati a lavorare per un privato. I sette restano sul terzo anello, mentre i loro colleghi sono in presidio ai piedi dell’arena dove si battevano i gladiatori. Nel corso di un incontro in Campidoglio con il vicesindaco, Mauro Cotrufo e l’assessore comunale al commercio, Davide Bordoni, è stato convocato un tavolo in prefettura con Palazzo Chigi, gli enti locali e i rappresentati di vigilantes; l’incontro è stato fissato per domani stesso, ma ad una condizione ben precisa, come spiegato da Marco Lucarelli, dirigente Rdb: i sette ‘gladiatori’ devono scendere. Una conditio sine qua non che però è stata già giudicata inaccettabile dai lavoratori in protesta. Attualmente Lucarelli, insieme al presidente della commissione lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, ed alcuni colleghi, sono saliti al terzo anello per parlare direttamente con i sette e per spiegare loro "l’importanza di aprire un tavolo di discussione serio e utile".


17 agosto 2009 - Ansa

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO; SINDACATI, SCENDETE E PIAZZA FISCHIA

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Ente siamo, ente resteremo», insulti contro il commissario straordinario, fischi e urla di disapprovazione. È la reazione delle circa 100 guardie giurate che, ai piedi del Colosseo dove 7 di loro si sono arrampicati ormai da 4 giorni, hanno ascoltato dal presidente Rdb, Marco Lucarelli, l'esito della riunione in Campidoglio. «Abbiamo constatato la volontà di fare un tavolo con gli enti locali e il governo - spiega Lucarelli - domani alle 11 in prefettura, ma la condizione che ci hanno posto è che i 7 'gladiatori' scendano. Ora saliremo da loro e gli spiegheremo l'importanza di questa convocazione, anche alla luce dell'importante lavoro di mediazione svolto dal Comune. Saranno loro a dirci come comportarci ma non dobbiamo dimenticare che il nostro primo dovere è preoccuparci della loro salute». Questa linea espressa dal sindacalista è stata duramente contestata dalle guardie giurate, che hanno sonoramente fischiato anche la notizia che nell'atto di convocazione della prefettura sono menzionati anche Cgil, Cisl e Uil, da loro ritenuti poco attenti al loro caso. Lucarelli ha però voluto sottolineare che a suo avviso «questa convocazione è solo un atto formale».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; INCONTRO SINDACATI-GLADIATORI

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - È in corso un colloquio tra i rappresentanti sindacali RdB e i sette 'gladiatori' che ormai da quattro giorni stanno occupando l'ultimo anello del Colosseo, alla luce della riunione delle 18 in Campidoglio con vicesindaco e assessore al Commercio del Comune di Roma. Durante la riunione è stato convocato per domani alle 11 un incontro in Prefettura per discutere il caso della privatizzazione del loro istituto di vigilanza e dalle istituzioni è partito un forte appello affinchè i sette manifestanti lascino la loro posizione. Ora sindacati e 'gladiatori' dovranno decidere il da farsi, ma ai piedi del Colosseo c'è già chi parla di «ricatto inaccettabile». «Se non scendiamo non ci ricevono». Momenti di tensione per l'improvviso malore di uno dei sette: visitato da un medico, gli è stata somministrata, spiega un collega, una flebo.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; DOMANI TAVOLO IN PREFETTURA ROMA

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: già domattina è stato convocato un tavolo in prefettura con il vice prefetto vicario e rappresentanti di palazzo Chigi, del Comune, della Provincia e della Regione con i rappresentanti sindacali delle guardie giurate». Lo hanno detto il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e l'assessore comunale al Commercio Davide Bordoni al termine del secondo incontro di oggi (il primo era stato stamattina alle 11) con i rappresentanti delle guardie giurate che hanno scelto il monumento romano come luogo di protesta. «Ora - aggiungono - il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori che da quattro giorni sono in cima al Colosseo scendano da lì». Cutrufo ha ribadito che sarà possibile per i lavoratori continuare a manifestare ai piedi del Colosseo, sottolineando che, rispetto alla medesima proposta che fu avanzata venerdì scorso, ora giochi a favore della soluzione della crisi il coinvolgimento diretto del sottosegretario di governo: «Secondo noi la fase della protesta può 'dirsi conclusa'». «Lo psicologo del Comune mandato nel pomeriggio a visitarli - ha detto Bordoni - ha evidenziato in almeno due persone una grande fragilità, consigliando di scendere».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; PIAZZA A 'GLADIATORI', RESISTETE

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Non scendete, non scendete» e poi cori, applausi e acclamazioni: le guardie giurate che da giorni stanno manifestando sotto al Colosseo incitano i loro sette colleghi in cima al monumento a non accettare la proposta di lasciare la loro posizione per permettere così ai sindacati di partecipare alla riunione prevista domani in prefettura. Con i sette 'gladiatorì c'è ora il dirigente sindacale RdB Marco Lucarelli: a lui sono rivolti molti dei cori che lo invitano a non convincere i sette a scendere. Della delegazione salita al terzo anello del monumento fa parte anche il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, che già nei giorni scorsi aveva visitato i manifestanti.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO;CGIL-CISL-UIL, NO A PARAGONE INNSE
CHIEDONO INCONTRO A PREFETTO ROMA, GARANTITI DIRITTI LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - Cgil, Cisl e Uil del Lazio in una lettera al Prefetto Pecoraro e al prefetto vicario di Roma, Vaccaro, a proposito della protesta dei lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe, chiedono la convocazione di «un incontro a breve in cui auspichiamo la presenza anche delle Istituzioni locali, Comune Provincia e Regione» per «chiarire ulteriormente il contenuto dell'accordo e le garanzie messe a disposizione di tutti i lavoratori, anche di quelli oggi impegnati nella protesta». Claudio Di Berardino (cgil), Danilo Reali (Cisl) e Luigi Scardaone (Uil), definiscono tra l'altro «improprio il paragone» con «la vicenda dei lavoratori della Innse di Milano», e spiegano che il «verbale di accordo con la nuova società Ivu Spa, sottoscritto presso il Ministero delle Attività Produttive il 9 luglio scorso, garantisce il passaggio a detta società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe» e, ancora «che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la quasi totalità dei diritti acquisiti precedentemente è il risultato di un lungo lavoro di concertazione tra i sindacati confederali Filcams, Fisascat e Uiltucs regionali Lazio, le Istituzioni Locali a partire dalla Regione e dalla Prefettura e i Ministeri preposti».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SINDACATI, GOVERNO TROVI SOLUZIONE

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Siamo disposti a rimetterci a parlare, ma ci aspettiamo un impegno dagli organi governativi per risolvere la nostra vicenda: dal Comune ci hanno detto che sentiranno il Ministero della difesa, quello dell'economia, la presidenza del Consiglio e anche il dicastero dello Sviluppo economico che dovrà rendere conto del commissariamento. Ora è compito del governo risolvere questa complessa situazione». È quanto ha affermato il presidente del Libero consorzio Rdb, Carlo Lucarelli, al termine dell'incontro in Campidoglio con il vice sindaco Cutrufo e l'assessore Bordoni in merito all' occupazione del terzo anello del Colosseo da parte di sette guardie giurate romane. Quanto agli inviti a scendere rivolti da Cutrufo, Lucarelli ha ricordato come «si è trattato di una protesta di loro volontà, sfuggita al controllo e nella quale i sindacati si sono trovati in mezzo. In particolare stiamo chiedendo ai 'gladiatorì in precarie condizioni di salute di desistere. Noi non possiamo forzarli - ha aggiunto - possiamo solo dire loro che la situazione è questa e quindi di valutare la possibilità di scendere. Noi comunque continuiamo a supportarli: qui non va in scena uno show, ma la disperazione di sette padri di famiglie. Famiglie che in assenza di una soluzione - ha concluso - resteranno qui».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CAMPIDOGLIO, SIAMO AL LORO FIANCO
CONSULTEREMO ISTITUZIONI COINVOLTE, RIUNIONE AGGIORNATA ALLE 18

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori, ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni». È quanto hanno detto il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e l'assessore al commercio, Davide Bordoni, al termine dell'incontro con i rappresentati della guardie giurate che ormai da venerdì scorso stanno occupando il Colosseo per salvaguardare, spiegano, il loro posto di lavoro. L'incontro, hanno spiegato Bordoni e Cutrufo, è stato aggiornato alle 18 di oggi dopo «un giro di consultazioni istituzionali perchè gli interlocutori in questa vicenda sono tanti, tra cui la procura. Noi come Campidoglio siamo interlocutori in senso non tecnico ma politico». Cutrufo ha poi raccomandato di «non dare enfasi all'idea dei 'gladiatorì: sono dei lavoratori che però non hanno ora motivo di continuare la loro protesta e per questo, tramite i loro rappresentanti sindacali, gli abbiamo chiesto nuovamente di scendere. Se lo desiderano possono continuare a manifestare ai piedi del monumento». Bordoni ha poi affermato che al suo assessorato «sta a cuore il destino di questi lavoratori, e perciò abbiamo messo a disposizione degli psicologi in loro sostegno. Tra gli enti locali c'è concordia - ha concluso - nell'impegnarsi per chiarire questa vicenda».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; 'GLADIATORI' IN ATTESA, SPERANO

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - C'è grande attesa tra le guardie giurate ai piedi del Colosseo per gli esiti della riunione ancora in corso in Campidoglio tra una loro delegazione e l'assessore comunale al Commercio Davide Bordoni. Le guardie giurate sono in contatto telefonico con i loro rappresentanti, mentre sette di loro, ormai da venerdì pomeriggio, stanno occupando il terzo anello del monumento per difendere, spiegano, il loro posto di lavoro. Attimi di tensione stamattina, verso le 8, quando uno dei 'gladiatorì, così sono stati soprannominati i protagonisti della protesta, ha accusato un malore «a causa della disidratazione e dei pasti poco salutari», come spiega un rappresentante sindacale Rdb. Personale del 118 è salito a visitarlo, ma l'uomo, ultracinquantenne, non sembra intenzionato a lasciare la posizione.

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO, INCONTRO IN CAMPIDOGLIO

(11.29) (ANSA) - ROMA, 17 AGO - È iniziato nella sala dell'Arazzo in Campidoglio l'incontro tra l'assessore al commercio del comune di Roma Davide Bordoni e i rappresentanti delle guardie giurate che da venerdì pomeriggio, e non sabato come scritto in precedenza, stanno occupando il terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro ente che, sostengono, peggiorerebbe le loro condizioni lavorative e salariali. Sette di loro, soprannominati dai colleghi 'gladiatorì, hanno già passato tre notti in cima al monumento sostenuti dai colleghi con applausi, acclamazioni e generi di conforto fatti salire con una lunga corda. Sebbene due di loro siano in precarie condizioni di salute, i sette gladiatori non sembrano intenzionati a scendere, finchè, spiegano, le istituzioni non daranno risposte concrete e 'nero su bianco'.

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;ASSESSORE LAZIO,GOVERNO LI CONVOCHI

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «La questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe è nelle mani del Governo. Chiediamo al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo». Lo afferma l' assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi. «La vertenza degli ex lavoratori Urbe - aggiunge - è stata già affrontata negli anni scorsi dalle istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione». «Ci auguriamo - conclude Tibaldi - che il governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre istituzioni locali interverranno nell'ambito delle proprie competenze».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; TERZA NOTTE DI PROTESTA
STRISCIONE, FORZA E ONORE PER CHI COMBATTE PER DIRITTI

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Forza e onore per chi combatte per i propri diritti». È il testo dello striscione che è stato esposto sul Colosseo dai sette lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe che per la terza notte hanno dormito sull' ultimo anello del monumento per salvaguardare il posto di lavoro. I «sette gladiatori», come sono stati soprannominati da colleghi e familiari, da sabato pomeriggio attuano la loro protesta contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «È stata una notte tranquilla, senza alcun problema - ha spiegato il sindacalista delle Rdb Mauro Giuggioli - anche se siamo tutti ansiosi di andare alle 11 a questo appuntamento in Campidoglio. Ci auguriamo che ci sia qualche novità. Per ora l' unica novità è che abbiamo affisso lo striscione». Sul colle capitolino saranno ricevuti dall'assessore Davide Bordoni sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'istituto.

LAVORO: 3/A NOTTE PROTESTA COLOSSEO,OGGI SIGLE IN CAMPIDOGLIO

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - È stata la terza notte di protesta quella appena trascorsa per i sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe impegnati in un sit-in 'modello Innsè sul Colosseo contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato per oggi in Campidoglio le sigle sindacali.


17 agosto 2009 - Apcom

Guardie giurate sul Colosseo, situazione potrebbe sbloccarsi
Lavoratori hanno incontrato vicesindaco, alle 18 nuova riunione

(Apcom) Roma - Potrebbe sbloccarsi a breve la situazione per le guardie giurate che hanno passato già tre notti sul terzo anello del Colosseo per difendere il posto di lavoro. Oggi una delegazione dei lavoratori ha incontrato in Campidoglio il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, e l'assessore al Commercio, Davide Bordoni. Un faccia a faccia molto concreto, spiega Marco Lucarelli, dell'Rdb-Cub. Tanto che alle 18 se ne farà già un secondo. Il Comune si è impegnato a sollevare la questione presso la presidenza del Consiglio per avere risposte alle richieste dei lavoratori, e i sindacati si sono impegnati a cercare di convincere i sette colleghi che sono sul monumento a scendere. La situazione, infatti, spiega Lucarelli, sta diventando per loro molto difficile, tanto che è stato necessario chiedere l'intervento di uno psicologo, che oggi li raggiungerà sul Colosseo. "Ci stiamo provando, ma non vogliono saperne di scendere finché non si sblocca la situazione. Le loro famiglie sono preoccupate e sono tutte là al presidio". Alle 18 i rappresentanti dei lavoratori torneranno in Campidoglio per un nuovo incontro con Bordoni, forse ci sarà di nuovo anche Cutrufo. Ieri sera intanto il presidente della commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio, Peppe Mariani, è salito sul Colosseo ed è andato a parlare con le guardie giurate. "Si è impegnato - spiega Lucarelli - a convocare la sua Commissione appena riaprono i lavori, per cercare delle risposte".

Lazio/ Guardie sul Colosseo, Regione: Governo intervenga
Assessore Tibaldi: "Istituzioni locali faranno la propria parte"

(Apcom) Roma - Il destino delle guardie giurate che si sono arrampicate sul Colosseo per difendere il posto di lavoro è "nelle mani del Governo". Lo afferma l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in una nota. "Chiediamo al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta - scrive Tibaldi - di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo". "La vertenza degli ex lavoratori Urbe - prosegue - è stata già affrontata negli anni scorsi dalle istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione. Ci auguriamo che il Governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre istituzioni locali - annuncia - interverranno nell'ambito delle proprie competenze".

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;PSICOLOGO,IN GAMBA MA MOLTO PROVATI

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - I sette 'gladiatori' che dal pomeriggio di venerdì scorso si sono arrampicati sul Colosseo per difendere il loro posto di lavoro da guardie giurate sono «molto provati, stanchi. Ma sono anche persone in gamba, lucide e perfettamente in sè». Lo ha affermato lo psicologo del I Municipio, Salvatore Intelisano, che li ha visitati questo pomeriggio nella loro postazione in cima al Colosseo. L'esperto è stato chiamato su sollecitazione dei colleghi dei 'gladiatori' che stamattina, nel corso di un incontro in Campidoglio con il vice sindaco Cutrufo e l'assessore Bordoni, avevano richiesto un aiuto per i loro compagni. A chi gli chiedeva se a suo avviso ritenesse che le condizioni dei sette fossero tali da far temere gesti estremi, lo psicologo ha risposto: «Sono cose imprevedibili, viste anche le condizioni meteorologiche molto difficili da sopportare». Per le 18 è fissato in Campidoglio un nuovo vertice tra i rappresentanti della guardie giurate e le autorità cittadine, che già stamattina si erano proposte di fare da portavoce con il governo per fare chiarezza sulla vicenda.

Angeletti: Innse e Colosseo, è la protesta-show
Il sindacato non riesce a tutelare tutti

(Apcom) Roma - "La verità è che ormai non si fanno più sogni collettivi, ognuno cerca la scorciatoia per risolvere più velocemente la propria condizione. Il caso Innse ha fatto scuola, sono riusciti a pubblicizzare e rendere 'nazionale' un caso che rischiava di cadere nel silenzio, è inevitabile che si cerchi di imitarlo". Ad affermarlo, in un'intervista alla Repubblica, è il leader della Uil, Luigi Angeletti, commentando la vicenda Innse e quella che vede protagonisti le guardie giurate salite sul Colosseo. "Dobbiamo ammettere - aggiunge Angeletti - che l'opera dei sindacati appare sicuramente più lenta, meno efficace, sia nel fare pressione verso il governo e le istituzioni, sia nel contrattare con le aziende nelle situazioni di crisi. Noi lavoriamo per risolvere il 100% delle crisi, ma ovviamente è impossibile. Chi teme di finire ai margini dell'attenzione, o perchè l'azienda è troppo piccola, o per altri motivi, cerca di procurarsela nei modi più spettacolari".


17 agosto 2009 - Genova press

COLOSSEO, GUARDIE GIURATE: CAZZOLA (PDL),
INFORMAZIONE SIA PIU' OBIETTIVA SU MOTIVAZIONI

Roma - "Se si vuole responsabilmente evitare un autunno costellato di colpi di scena ed una situazione in cui finisca per avere ragione il gruppo di lavoratori che si arrampica sul monumento più elevato, mentre i protagonisti delle vertenza diventino, non più i sindacalisti, ma i vigili del fuoco, anche l'informazione - che ha visibilmento debordato nel caso INNSE - deve fare la sua parte, senza enfatizzare gesti inconsulti e fornendo tutte le notizie opportune e tutte le motivazioni delle parti in causa, in modo che l'opinione pubblica possa farsi un'idea obbiettiva, non drogata dalla spettacolarizzazione delle lotte". Lo afferma l'on Giuliano Cazzola, deputato del PDL e Vice Presidente della Commissione lavoro della Camera.


17 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: PROTESTA LAVORATORI IVU AL COLOSSEO,
DOMANI TAVOLO IN PREFETTURA

Roma 17 ago. - (Adnkronos) - «Ci siamo interessati volentieri alle richieste dei quasi 200 manifestanti ai piedi del Colosseo e ai sette che manifestano da venerdì sul terzo arco del monumento». Lo ha dichiarato il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. «Abbiamo telefonato al prefetto Giuseppe Pecoraro che si è detto disponibile a convocare un tavolo allargato già da domattina. Anche il sottosegretario Gianni Letta ha dato la sua disponibilità di seguire le trattative della Prefettura. Tutte le telefonate e le trattative sono state seguite dai sindacati.» Per domattina è infatti previsto un tavolo a cui parteciperanno il viceprefetto vicario, rappresentanti di palazzo Chigi, della Regione e del Comune, e delle organizzazioni sindacali. «Il tavolo con la Prefettura è imprescindibile - ha aggiunto l'assessore capitolino al Commercio, Davide Bordoni - L'esasperazione dei protestanti deriva da innumerevoli tavoli che si sono susseguiti nel tempo senza dare risultati. A nessuno di questi però erano presenti la Prefettura, il governo e gli enti locali». «A questo punto, dopo essersi impegnato in questa mediazione - prosegue Cutrufo - il Campidoglio fa un appello ai rappresentanti sindacali perchè convincano i sette manifestanti a scendere dal Colosseo: noi abbiamo cercato di capire se è possibile un margine di trattativa, ora aspettiamo un gesto da parte loro».

ROMA: SINDACATI SU PROTESTA LAVORATORI IVU,
IMPROPRIO PARAGONE CON INNSE

Roma, 17 ago. - (Adnkronos) - «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell'ex Istituto Vigilanza dell'Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse di Milano conclusasi qualche giorno fa positivamente per l'impegno profuso dai lavoratori, dal Sindacato Confederale e dalle Istituzioni coinvolte. Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione nè la salvaguardia dei livelli occupazionali, nè le prospettive di continuità lavorativa». Lo scrivono in una lettera aperta al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat, Uiltics Roma e Lazio. «Il 9 luglio scorso, infatti - continuano i sindacati - è stato sottoscritto presso il ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società Ivu spa (soc. subentrante). Tale accordo garantisce il passaggio a detta società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali. Rileviamo che l'accordo in questione ha impedito il fallimento della vecchia società che conseguentemente avrebbe provocato la fine dell'attività lavorativa e la messa in mobilità di quasi mille lavoratori. Ricordiamo inoltre che il termine ultimo e non prorogabile del Commissariamento della ex Ancr Urbe era previsto per la fine di luglio. L'accordo sottoscritto è stato condiviso dalla stragrande maggioranza dei lavoratori: ad oggi hanno aderito alla proposta di assunzione 700 lavoratori su 950 e altri hanno già anticipato la loro adesione». «Riteniamo doveroso sottolineare - concludono i sindacati - che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la quasi totalità dei diritti acquisiti precedentemente dai lavoratori è il risultato di un lungo lavoro di concertazione tra i sindacati confederali Filcams Fisascat Uiltucs regionali Lazio, le Istituzioni Locali a partire dalla Regione e dalla Prefettura e i Ministeri preposti. Tale modalità da noi più volte sperimentata si sta rilevando, anche alla luce di importanti vertenze conclusesi positivamente, quella più efficace. Al fine di chiarire ulteriormente il contenuto dell'accordo e le garanzie messe a disposizione di tutti i lavoratori, anche di quelli oggi impegnati nella protesta, chiediamo alla spettabile Prefettura un incontro a breve in cui auspichiamo la presenza anche delle Istituzioni Locali, Comune Provincia e Regione».

ROMA: LUCARELLI (RDB), PROTESTA LAVORATORI IVU NON È SHOW MA DISPERAZIONE

Roma, 17 ago. (Adnkronos) - «Non è uno show, non è emulazione ma è disperazione. Bisogna guardare negli occhi questi lavoratori, che non sono attori ma padri disperati. Gli show li fanno gli altri». Lo ha detto Marco Lucarelli presidente del libero comitato Rdb in merito alla protesta dei sette lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe saliti da venerdì scorso sul terzo anello del Colosseo per protesta. «Stiamo cercando di evitare il peggio -ha aggiunto Lucarelli- tentando di convincerli a desistere, soprattutto per chi ha problemi di salute. Ci aspettiamo impegni assoluti da parte degli organi governativi con i quali dovremo chiarire e risolvere questa situazione».

ROMA: TIBALDI, GOVERNO CONVOCHI EX LAVORATORI ISTITUTO VIGILANZA URBE

Roma, 17 ago. (Adnkronos/Labitalia) - «La questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza 'Urbe' è nelle mani del Governo. Chiediamo al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo». È quanto ha dichiarato l'Assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi, in merito alla vicenda degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza 'Urbè. «La vertenza degli ex lavoratori 'Urbè-prosegue Tibaldi- è stata già affrontata negli anni scorsi dalle Istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione». «Ci auguriamo - conclude Tibaldi - che il governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre Istituzioni locali interverranno nell'ambito delle proprie competenze».

ROMA: CUTRUFO, INVITO LAVORATORI IVU A SCENDERE DA COLOSSEO

Roma, 17 ago. (Adnkronos) - «Non sono gladiatori, è un problema serio questo dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. Oggi non c'è bisogno di continuare in maniera così eclatante questa protesta. Tramite i sindacati ho invitato i lavoratori a scendere dal Colosseo». Lo ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo al termine dell'incontro con i rappresentanti dei lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe che da venerdì pomeriggio protestano sul terzo anello del Campidoglio contro il mutato assetto societario dell'ente. «Se vorranno mantenere -ha aggiunto Cutrufo- la forma assembleare di protesta lo potranno fare ai piedi del Colosseo. Il Comune in questo caso non è interlocutore nel senso tecnico del termine ma politico. La soluzione spetta ad altri, noi siamo portavoce verso chi ha maggiore conoscenza del problema. In ogni caso come amministrazione non ci tireremo indietro».

ROMA: TERZA NOTTE SU COLOSSEO PER LAVORATORI IVU, INCONTRO IN CAMPIDOGLIO

Roma, 17 ago. - (Adnkronos) - Prosegue la protesta dei lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe. I sette vigilantes hanno trascorso la loro terza notte accampati sul terzo anello del Colosseo. Da venerdì pomeriggio si trovano sul monumento per protestare contro il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono. Intanto questa mattina è in corso in Campidoglio un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e l'assessore capitolino al Commercio Davide Bordoni.


17 agosto 2009 - Omniroma

PROTESTA COLOSSEO, 'PIAZZA' INCITA A RESISTENZA: «NON SCENDETE»

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Non scendete» e «gladiatori». Sono i coro che sono partiti dai manifestanti che si trovano ai piedi del Colosseo all'indirizzo degli occupanti che si trovano al terzo anello e che, in questo momento, sono a colloquio con i rappresentanti sindacali che stanno illustrando loro gli accordi e le dinamiche della trattativa che partirà domani nel tavolo convocato per domani mattina in Prefettura. Come sostegno, i manifestanti hanno scandito nome per nome quello dei 7 occupanti, accompagnandolo, uno per uno, con un «olè».

PROTESTA COLOSSEO, DELEGAZIONE SINDACATI INCONTRERÀ OCCUPANTI

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - Un coro di no, di «buu» e di insulti. Così è stato accolto dai manifestanti che si trovano ai piedi del Colosseo il fax inviato dalla Prefettura che invitava le guardie giurate, che da venerdì scorso occupano e manifestano sotto e sopra il Colosseo, le parti sociali, gli enti locali e il Governo ad un incontro domani mattina a palazzo Valentini. A leggere il fax e a spiegare la nuova situazione venutasi a creare dopo la riunione di oggi pomeriggio in Campidoglio con il vicesindaco Cutrufo e l'assessore Bordoni è stato Marco Lucarelli di RdB che, insieme ad altri due esponenti dei sindacati, salirà, tra qualche minuto sul Colosseo per parlare con i 7 occupanti per spiegare i termini del tavolo. «Siamo riusciti dopo tanto a vedere se c'è la volontà di fare un tavolo - ha detto Lucarelli - La Prefettura lo ha convocato per domani per iniziare ad elaborare qualcosa per questa vicenda complessa che vogliamo ancora una volta spiegare. La convocazione c'è. Ora dobbiamo dire a chi sta lì sopra della sua importanza. Abbiamo ricevuto il fax della convocazione e abbiamo trovato, con meraviglia, alcune sigle sindacali che non si sono interessate a questa vicenda come la Cgil, Cisl e Uil»: a queste parole i manifestanti, un centinaio circa, hanno risposto con il coro «triplice vaf...». «Riteniamo che sia un atto formale - ha detto Lucarelli alle guardie giurate invitandole a partecipare al tavolo di domani - anche perchè qui non sono mai state presenti e non hanno iscritti nei manifestanti». «Andremo a parlare con i colleghi sopra per far capire loro l'importanza di questa convocazione - ha poi continuato Lucarelli - Il nostro interesse è non far accadere cose che vadano oltre. Dopo aver parlato con loro scenderemo e vedremo cosa fare». La volontà della 'piazza' è quella di proseguire la forma di lotta intrapresa 4 giorni fa a questo punto i sindacati autonomi andranno a parlare con gli occupanti nel tentativo di convincerli a scendere, anche viste le precarie condizioni fisiche di alcuni di loro, per proseguire la lotta in altro modo e partecipare al tavolo di domani.

PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: RESTIAMO QUI ANCHE STANOTTE

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - Si preparano a passare la quarta notte di fila sul terzo anello del Colosseo i sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che protestano da venerdì. A nulla, al momento, è servita la rassicurazione dell'incontro previsto per domani mattina in Prefettura comunicata dopo il vertice pomeridiano in Campidoglio con gli esponenti del Comune. Lo riferisce Angelo, una delle guardie giurate che si trova sul Colosseo. L'uomo, raggiunto telefonicamente, appare provato. «Sono stanco. Ma sono soprattutto arrabbiato - dice - Non ci piace essere presi in giro». Al momento si esclude che la protesta possa concludersi oggi, ma le consultazioni tra i rappresentanti dei lavoratori per decidere come comportarsi sono in corso.

PROTESTA COLOSSEO, SINDACATI: IMPROPRIO PARAGONE CON CASO INNSE

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell'ex Istituto Vigilanza dell'Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse di Milano conclusasi qualche giorno fa positivamente per l'impegno profuso dai lavoratori, dal sindacato confederale e dalle istituzioni coinvolte. Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione né la salvaguardia dei livelli occupazionali, né le prospettive di continuità lavorativa». Così una lettera aperta al prefetto di Roma firmata da Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat e Uiltics di Roma e Lazio. «Il 9 luglio scorso, infatti - proseguono i sindacati - è stato sottoscritto presso il Ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società I.V.U. Spa (soc. subentrante). Tale accordo garantisce il passaggio a detta società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali. Rileviamo che l'accordo in questione ha impedito il fallimento della vecchia società che conseguentemente avrebbe provocato la fine dell'attività lavorativa e la messa in mobilità di quasi mille lavoratori. Ricordiamo inoltre che il termine ultimo e non prorogabile del commissariamento della ex Ancr Urbe era previsto per la fine di luglio. L'accordo sottoscritto è stato condiviso dalla stragrande maggioranza dei lavoratori: ad oggi hanno aderito alla proposta di assunzione 700 lavoratori su 950 e altri hanno già anticipato la loro adesione». «Riteniamo doveroso sottolineare che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la quasi totalità dei diritti acquisiti precedentemente dai lavoratori è il risultato di un lungo lavoro di concertazione tra i sindacati confederali Filcams Fisascat Uiltucs regionali Lazio, le Istituzioni Locali a partire dalla Regione e dalla Prefettura e i Ministeri preposti. Tale modalità da noi più volte sperimentata si sta rilevando, anche alla luce di importanti vertenze conclusesi positivamente, quella più efficace. Al fine di chiarire ulteriormente il contenuto dell'accordo e le garanzie messe a disposizione di tutti i lavoratori, anche di quelli oggi impegnati nella protesta, chiediamo alla spettabile Prefettura un incontro a breve in cui auspichiamo la presenza anche delle Istituzioni Locali, Comune Provincia e Regione».

PROTESTA COLOSSEO, COMUNE:
DOMANI TAVOLO PREFETURA, LAVORATORI SCENDANO

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Il tavolo sta per essere convocato il nostro appello è che gli occupanti lascino il Colosseo». Così il vicesindaco Mauro Cutrufo e l'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni al termine dell'incontro che hanno avuto con i rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati delle guardie giurate che da venerdì occupano il Colosseo. «Nel pomeriggio abbiamo sentito più volte il Prefetto di Roma e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta - ha continuato Cutrufo - Domani mattina sarà convocato un tavolo a cui parteciperanno i lavoratori, i loro rappresentanti, una rappresentanza di Comune, Regione e Provincia, il vice prefetto vicario e un esponente del Governo». Potrebbe dunque concludersi l'occupazione del Colosseo da parte di 7 guardie giurate, in rappresentanza delle 300, che protestano e che chiedono garanzie per i loro diritti acquisiti da venerdì pomeriggio, almeno nelle speranze del Campidoglio. «Abbiamo fatto un appello - continua il vice sindaco - Chiediamo ai sette lavoratori di scendere immediatamente. Non significa la fine della manifestazione di protesta che potrà continuare anche ai piedi del Colosseo, la nostra richiesta è la discesa dei lavoratori». Bordoni ha invece spiegato come il Comune abbia «Inviato uno psicologo che ha parlato con queste persone e ha cercato di capire il loro stato d'animo, ha trovato una situazione particolare quasi depressiva le ha invitate a scendere». Cutrufo ha poi concluso: «È necessario un tavolo con la prefettura che è imprescindibile perchè è la controparte. La loro esasperazione nasce dal fatto che hanno fatto più di un incontro con la proprietà, è una situazione molto complicata ma gli unici che possono trovare il bandolo della matassa sono gli uomini della prefettura». Infine come ricorda Bordoni, «scendere dal Colosseo non significa terminare la protesta, possono mantenere un presidio e cercare di trovare una strada per i lavoratori che non hanno firmato».

PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: STIAMO MALE MA NON MOLLIAMO

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «La situazione è molto difficile, le nostre condizioni di salute si stanno complicando. Stiamo prendendo antibiotici e antinfiammatori». Queste le parole di Giorgio G., uno dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che da venerdì sono arrampicati sull'ultimo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione dell'ente. Il lavoratore è intervenuto in diretta telefonica nel tg di Roma Uno. «Siamo fiduciosi, qualcosa si sta muovendo ma non cambieremo idea finché non avremo tutte le rassicurazioni che le nostre condizioni contrattuali rimangano come sono», ha aggiunto ricordando commosso il suo 33esimo anniversario di matrimonio festeggiato ieri; a dargli sostegno questa mattina anche il figlio dodicenne ai piedi del monumento.

PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: «VA SEMPRE PEGGIO»

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Le cose vanno sempre peggio, fa caldo, la stanchezza comincia ad avanzare. Qualcuno di noi inizia ad avere problemi alle ginocchia. Questa mattina un mio collega aveva 34.5 di temperatura». È quanto afferma Angelo, uno dei sette manifestanti dell'Istituto di vigilanza Urbe che ha occupato il terzo anello al Colosseo. «Chiediamo alle istituzioni di avere gli stessi diritti che abbiamo avuto fino a ora, visto che con il cambio di gestione ci troviamo a perdere 111 euro al mese - prosegue - Se non sarà possibile tutto ciò il ministero della Difesa, quello dell'Economia e il Governo prendano provvedimenti».

PROTESTA COLOSSEO, QUARTO GIORNO PROTESTA PER LAVORATORI «IVU»

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - Quarto giorno di protesta per i sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che da venerdì 14 agosto hanno occupato il terzo anello del Colosseo. Una protesta nata a seguito della trasformazione della gestione del servizio da un ente pubblico a una società provata. In questi giorni qualche occupante ha accusato malori: per due di loro è stato necessario l'arrivo di un infermiere perché colpiti da attacchi d'asma. «Le cose vanno sempre peggio, fa caldo, la stanchezza comincia ad avanzare. Qualcuno di noi inizia ad avere problemi alle ginocchia. Questa mattina un mio collega aveva 34.5 di temperatura», ha raccontato oggi uno dei manifestanti. Intanto in Campidoglio da questa mattina è aperto un tavolo di discussione sulla loro situazione. Un incontro di circa due ore, ha riferito l'assessore alle Attività Produttive del Comune Davide Bordoni in cui «le rappresentanze dei lavoratori sono state contente della disponibilità del Campidoglio, hanno riconosciuto che si tratta di tavolo istituzionale importante anche se questa non è una competenza specifica del Comune». E mentre il Comune si è detto pronto ad inviare psicologi per incontrare gli occupanti, il tavolo è stato riconvocato per questo pomeriggio alle 18.

PROTESTA COLOSSEO, BORDONI: PRONTI A INVIARE PSICOLOGI

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Abbiamo dato la disponibilità di far salire sul Colosseo alcuni psicologi per parlare con gli occupanti». È quanto ha detto l'assessore comunale alle Attività Produttive Davide Bordoni raccontando l'esito dell'incontro che si è svolto questa mattina in Campidoglio tra alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale e una rappresentanza dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe.

PROTESTA COLOSSEO, CONCLUSO INCONTRO IN CAMPIDOGLIO: NUOVO TAVOLO ALLE 18

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «È stato un incontro di circa due ore: le rappresentanze dei lavoratori sono state contente della disponibilità del Campidoglio, hanno riconosciuto che si tratta di tavolo istituzionale importante anche se questa non è una competenza specifica del Comune. Abbiamo deciso di riconvocare il tavolo per questo pomeriggio alle 18». È quanto ha detto l'assessore alle Attività Produttive del Comune Davide Bordoni raccontando l'esito dell'incontro che si è svolto questa mattina in Campidoglio tra alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale e una rappresentanza dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe.

PROTESTA COLOSSEO, TIBALDI: «GOVERNO CONVOCHI EX LAVORATORI IVU»

(OMNIROMA) Roma, 17 ago - «La questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe è nelle mani del Governo. Chiediamo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo». È quanto ha dichiarato in una nota l' assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in merito alla vicenda degli ex lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe. «La vertenza degli ex lavoratori Urbe - prosegue Tibaldi - è stata già affrontata negli anni scorsi dalle Istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione». «Ci auguriamo - conclude Tibaldi - che il governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre istituzioni locali interverranno nell'ambito delle proprie competenze».


17 agosto 2009 - Repubblica.it

Protesta al Colosseo, la voce dei lavoratori
Non si ferma la protesta al Colosseo dei sette lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe che per la terza notte hanno dormito sull'ultimo anello del monumento per salvaguardare il posto di lavoro. Parla Angelo De Paolis, uno dei lavoratori che protestano in cima al Colosseo e sindacalista del Libero comitato Rdb (Intervista di Valeria Pini)

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17 agosto 2009 - Tg 3 Regionale Lazio

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17 agosto 2009 - Corriere.it

VERTENZA ISTITUTO VIGILANZA URBE
Vigilantes sul Colosseo, delusione per la riunione in Campidoglio
I 7 manifestanti, che da venerdì sono sul terzo anello, continuano la battaglia a 50 metri d'altezza

Roma - Nulla di fatto dalla riunione in Campidoglio per risolvere il «problema vigilantes». L'assessore al commercio del comune di Roma, Davide Bordoni, ha incontrato i rappresentanti delle guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe che da venerdì pomeriggio stanno occupando il terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro ente che, sostengono, peggiorerebbe le loro condizioni lavorative e salariali. Sette di loro, soprannominati dai colleghi «gladiatori», hanno già passato tre notti in cima all'Anfiteatro Flavio (sospesi a 50 metri d'altezza) sostenuti dai colleghi con applausi, slogan, cibo e acqua trasportati in alto con una carrucola. Attimi di tensione lunedì mattina verso le 8, quando un manifestante ha accusato un malore «a causa della disidratazione e dei pasti poco salutari». Gli operatori del 118 sono saliti a visitarlo, ma l'uomo, ultracinquantenne, non sembra intenzionato a lasciare la posizione.
L'INVITO A SCENDERE - C'era grande attesa tra le guardie giurate ai piedi del Colosseo per la riunione in Campidoglio. Le guardie giurate erano in contatto telefonico con i loro rappresentanti all'incontro. E dopo la riunione, un sostanziale nulla di fatto, nonostante le precarie condizioni di salute, i sette gladiatori non sembrano intenzionati a scendere, finchè, spiegano, le istituzioni non daranno risposte concrete e «nero su bianco». «Non sono gladiatori, è un problema serio questo dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. Oggi non c'è bisogno di continuare in maniera così eclatante questa protesta. Tramite i sindacati ho invitato i lavoratori a scendere dal Colosseo». Lo ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo al termine dell'incontro con i rappresentanti dei lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe che da venerdì pomeriggio protestano sul terzo anello del Campidoglio contro il mutato assetto societario dell'ente. «Se vorranno mantenere -ha aggiunto Cutrufo- la forma assembleare di protesta lo potranno fare ai piedi del Colosseo. Il Comune in questo caso non è interlocutore nel senso tecnico del termine ma politico. La soluzione spetta ad altri, noi siamo portavoce verso chi ha maggiore conoscenza del problema. In ogni caso come amministrazione non ci tireremo indietro».


17 agosto 2009 - QN Quotidiano Nazionale

Colosseo, i 7 gladiatori non mollano E ora spunta un buco da 80 milioni
INCHIESTA SUI BILANCI DELL'ENTE CHE CONTROLLA L'ISTITUTO DEI VIGILANTES. PROTESTA Terzo giorno sull'anello più alto del Colosseo per i 7 vigilantes romani che chiedono garanzie sul posto di lavoro (Ansa)

ROMA - QUELLA di ieri è stata la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I sette gladiatori', come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri il loro sit-in sul Colosseo. Da tre giorni i lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello Innse', che oggi potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, ha convocato per stamani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. L'invito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo, ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla». LA VICENDA dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino è l'Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate, è una costola. Il pm Paolo D'Ovidio ha infatti aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente. E ha iscritto sul registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un buco di 80 milioni di euro.


17 agosto 2009 - La Repubblica

Il caso
Per i sette vigilantes terza notte sul monumento

ROMA - Da venerdì vivono arrampicati a 50 metri d´altezza, sull´ultimo anello del Colosseo i sette vigilantes dell´Ancr (Associazione Nazionale combattenti e reduci) Urbe di Roma. Protestano, insieme ad altri 300 colleghi che da tre notti e quattro giorni si alternano sul piazzale sottostante, contro «la "vendita" dell´attività», spiegano i manifestanti e di conseguenza il passaggio da «dipendenti dell´ente morale a una società privata» e la modifica - in peggio - del contratto di lavoro. Nei giorni scorsi circa 630 dipendenti dell´Istituto di vigilanza romano hanno accettato la nuova assunzione, ma loro no. «La vicenda dell´Istituto di Vigilanza dell´Urbe va avanti da tempo», spiegano i rappresentati sindacali di Libero Comitato Rdb, «ora noi chiediamo chiarezza alle istituzioni e soprattutto non vogliamo accettare un contratto peggiorativo». Così hanno deciso di dar vita a questa protesta eclatante sul modello dell´Innse. E ieri uno dei rappresentanti della lotta milanese è andato a portare la sua solidarietà ai vigilantes. Nel frattempo l´assessore comunale alle Attività produttive, Davide Bordoni, ha convocato per oggi in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei lavoratori. «Siamo favorevoli al dialogo ma non fermiamo la protesta», dice Marco Lucarelli di Libero Comitato RdB.(a.r.c.)

Parla Giorgio, uno dei vigilantes dell´Urbe, che da giorni sono in cima al monumento. Indagine sulla società per un buco da 80 milioni
"Dall´alto del Colosseo una rosa per mia moglie" La visita di un rappresentante dell´Innse. "Un gesto di solidarietà molto apprezzato"

Roma - «Di giorno fa caldo, la sera si alza il vento e fa freddo e ora iniziano a farmi male le gambe: la stanchezza si fa sentire ma non scendo, non ho nulla da perdere». Angelo è uno dei "sette gladiatori", come sono stati ribattezzati i vigilantes che venerdì si sono arrampicati in cima al Colosseo per manifestare contro il cambio di gestione dell´Ancr Urbe, l´ente morale dal quale dipendevano. Giorgio, anche lui "barricato" a 50 metri d´altezza non cambia idea: «resto qui», fa sapere nonostante soffra d´asma e più volte, in questi giorni, si sia sentito male. Resiste Giorgio, 52 anni, due figli e una moglie. Si chiama Antonella e da tre giorni "vive" su via dei Fori Imperiali. Ieri era il loro anniversario di matrimonio: 33 anni insieme. Lui le ha calato dall´alto una rosa tramite la corda che fa da portavivande. Lei ha preso tra le mani quel fiore poi ha guardato in alto e ha mandato un bacio al suo Giorgio. «È stato un momento molto commovente - ha detto Claudio Biggioni, uno dei portavoce della protesta- Giorgio ci aveva chiesto di comprargli una rosa per fare una sorpresa alla moglie e lo abbiamo accontentato».
Ma la tensione resta alta. La stanchezza inizia a farsi sentire. «Si tratta di persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità. Bisognerebbe pensare a una forma di supporto per loro, perché ho paura che possano commettere gesti gravi. Due di loro non stanno bene», spiega il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, che ieri pomeriggio si è arrampicato in cima al Colosseo per parlare con le sette guardie giurate. Riguardo alla vicenda della quale sono protagonisti i 300 vigilantes, Mariani ha poi ricordato: «due anni fa li ricevemmo in Consiglio regionale, e già allora sia maggioranza che opposizione riconobbero che la vicenda era quanto meno anomala. Queste persone ora meritano una risposta dalle istituzioni. Il primo settembre, o forse prima, li riconvocherò in commissione Lavoro».
Nel frattempo l´assessore alle attività produttive, Davide Bordoni, ha organizzato per oggi un tavolo di confronto in Campidoglio. «Ci andremo, ovviamente - spiega Mauro Frezza, sindacalista di Libero Comitato Rdb - ma vogliamo fatti concreti dalle istituzioni altrimenti non ci muoviamo. Ovviamente siamo preoccupati per i nostri sette colleghi che sono lì in cima. Anche noi siamo stremati, ma il nostro è un gesto estremo». Come lo è per Silvia, 33 anni disoccupata da gennaio, e per suo marito Giuseppe, 40 anni, dipendente dell´Istituto Urbe: «Abbiamo due gemelli di cinque mesi, sono qui anche loro. Per noi non è facile ma abbiamo comunque deciso di intraprendere questa strada - dicono all´unisono - non abbiamo scelta». Proprio come i lavoratori dell´Innse: ieri, uno dei rappresentanti della lotta-simbolo di Milano si è presentato sotto il Colosseo. «Un gesto di solidarietà che abbiamo apprezzato molto», dice Frezza.


17 agosto 2009 - Il Messaggero

Roma. Sono ancora lassù tra il cielo e la terra...
di BEATRICE PICCHI

Roma - Sono ancora lassù tra il cielo e la terra, arrampicati sul terzo anello del Colosseo, nonostante gli attacchi d’asma, il caldo soffocante, la paura e le promesse di amministratori e rappresentanti sindacali, sono ancora lassù i sette lavoratori dell’Istituto di vigilanza Urbe e continueranno a starci per questa terza notte, per protestare contro il cambio di gestione dell’Ente per cui lavoravano. Giorgio, Angelo, Daniele, loro lassù a protestare, gli altri qua sotto a fare il tifo, a mandar su con la carrucola cibo e acqua, biglietti di speranza e di richieste per darsi il cambio, perché altri due di loro hanno avuto un malore. Eppoi quella stessa carrucola porta una rosa, è per Antonella, è di Giorgio, suo marito, quello che per primo ha raccontato questa storia di sofferenza e burocrazia: sono sposati da trent’anni, ai piedi del Colosseo ci sono anche i due figli, e tutti gli altri bambini che dicono ai papà di scendere. Ma Giorgio l’ha già detto alla moglie: «Se scendo sono un disoccupato, se succede qualcosa almeno mia moglie avrà una pensione».
Il Campidoglio è intervenuto per cercare di trovare una soluzione che fermi la protesta, stile operai del’Innse. L’assessore al commercio Davide Bordoni ha convocato per oggi alle 11 sindacalisti e rappresentanti dei trecento lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l’Istituto. L’invito è stato accolto perchè, spiega Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla. Rivolgiamo un pressante invito al sottosegretario Gianni Letta, che già conosce tutta la vertenza».
La sola condizione posta per far cessare la protesta, spiegano i sindacalisti, è il mantenimento delle condizioni lavorative precedenti alla fase commissariale che ha scorporato l’Associazione nazionale combattenti in azienda. La vicenda dell’Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D’Ovidio è l’Associazione nazionale combattenti di cui l’Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da ieri la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D’Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell’Ente che percepisce, tra l’altro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. L’inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dell’istituto e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro.
«Ci sono almeno due persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità - dice il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani dopo aver visitato le guardie giurate - ho paura che possano commettere gesti gravi». E Massimiliano Smeriglio, assessore provinciale al Lavoro, chiede che al tavolo intervengano anche i rappresentanti del Ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio».


17 agosto 2009 - La Stampa

EMERGENZA LAVORO
La terza notte di protesta dei gladiatori del Colosseo
I sette vigilantes: non scendiamo a terra. Paura per un malore, ma era solo ansia causata dal troppo caldo
di RAFFAELLO MASCI

ROMA - A Roma li chiamano già «i gladiatori», per il coraggio e la forza che stanno dimostrando, ma soprattutto per il luogo scelto per la loro battaglia: il Colosseo. Parliamo dei sette dipendenti dell’Istituto di Vigilanza dell’Urbe che, sprezzanti della canicola ferragostana, continuano da venerdì la loro protesta stanziale sul più alto anello del Colosseo, a cinquanta metri dal suolo e in equilibrio instabile. L’altra notte uno di loro, Giorgio, di 52 anni, ha avuto un malore che ha fatto temere il peggio. Sotto il monumento staziona in permanenza un gruppo di dipendenti dello stesso Istituto che assiste i coraggiosi arrampicati sull’anfiteatro, ed è uno di questi supporters, Walter Pignatelli, a raccontare l’accaduto: «Nella notte tra il 14 e il 15 il nostro collega Giorgio (il cognome non lo dice - ndr), ha avuto un mancamento. Soffre di asma e il caldo era terribile. Abbiamo chiamato il 118 ma la dottoressa che era a bordo dell’ambulanza non se l’è sentita di salire sul Colosseo per dare assistenza e portare l’ossigeno. Lo ha fatto invece l’autista del mezzo, ma l’intervento non ha funzionato. I sanitari hanno pensato che si trattasse soprattutto di un attacco di ansia e gli hanno somministrato un ansiolitico che, invece, è andato bene». Giorgio, stando al racconto di alcuni presenti al «campo base» allestito sulla piazza, avrebbe infatti dormito fino all’alba. Con le prime luci del giorno, alcuni volontari hanno fatto recapitare ai «gladiatori», cappuccini molto zuccherati, cornetti e acqua. Si è pensato anche ad un avvicendamento tra i sette sugli spalti e altrettanti dipendenti in stato di agitazione, le forze dell’ordine però - stando al racconto dei lavoratori - non avrebbero concesso a nessuno di avvicinarsi al Colosseo. La ragione della protesta - ricordiamo - è il fatto che l’Istituto di Vigilanza da cui dipendono i sette «gladiatori» (più altri 940 dipendenti circa) è stato sempre collegato all’Associazione dei combattenti e reduci, la quale però è commissariata e si è ritrovata con un buco di bilancio di 80 milioni di euro, per risanare il quale si è pensato di alienare l'Istituto di Vigilanza ad una società privata. La protesta dei dipendenti (in realtà solo di un terzo del totale, perché gli altri avrebbero accettato la nuova collocazione) muove dal fatto che passando da un ente pubblico ad una società privata, molti (o alcuni) posti di lavoro potrebbero essere a rischio. Si tratterebbe, dunque, di una protesta preventiva, ma tant’è. Il Comune di Roma, in tutto questo, cerca di trovare una soluzione e di sottrarre i sette a questa situazione incresciosa che, però, sembra interessare solo alcuni turisti e una piccola folla di curiosi. L'assessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, ieri mattina è andato a piazza del Colosseo e ha convocato una delegazione dei lavoratori dell’Istituto di Vigilanza per stamattina alle 11 in Campidoglio. «Noi non rinunciamo al dialogo - ha spiegato il responsabile del comitato di base Marco Lucarelli - ma non fermiamo la protesta e se la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se scendono dal Colosseo, niente da fare». Lucarelli spiega che il Tavolo «è già stato aperto a Palazzo Chigi nel marzo scorso ma il ministero della Difesa continua a defilarsi».


17 agosto 2009 - L'Unità

Terza notte sul Colosseo. Così la protesta cambia forma
Il caso Innse fa scuola. Quarto giorno di protesta per i sette vigilantes arrampicati sul Colosseo. Si muovono il Campidoglio e i magistrati. E il governo comincia a preocucparsi della tendenza «tute gru»
di FEDERICA FANTOZZI

Roma - Forse non arriveranno a mangiare il panettone in cima al terzo anello, intanto le 7 guardie giurate che protestano per le condizioni di lavoro hanno fatto il pranzo di Ferragosto arrampicati sul Colosseo. Panini e aranciate, sacchi a pelo, una rosa calata con il portavivande dal più anziano del gruppo alla moglie per il 30esimo anniversario di matrimonio. Da venerdì i 7 «gladiatori» sfidano afa e vertigini. Tre notti a 50 metri non finire disoccupati o, da dipendenti pubblici, meno tutelati dipendenti privati. Per il momento si è mosso il Campidoglio nel tentativo di trovare una soluzione. Mentre i pm di Roma hanno aperto un’inchiesta sulla cessione dell’ente e sul buco di 80 milioni nella gestione. Nel sonnacchioso mezzo agosto irrompe la protesta delle «tute gru», gli «operai cicogna». Il caso Innse ha fatto scuola: dopo il successo dei lavoratori della fabbrica milanese, per giorni sulla gru, tutti riassunti dal gruppo Camozzi che ha acquistato l’azienda traballante, portare il conflitto ad alta quota diventa tendenza. «Se non ti metti in cima a qualcosa - dicono gli emuli - non ti ascolta nessuno».
tendenza «operai cicogna». È davvero così? Un loro collega scrive a un quotidiano: «Anche la nostra impresa, sana e produttiva, rischia di chiudere, ma a differenza dell’Innse nessuno ci dà retta». Il governo - forse memore dell’originale forma di protesta dilagata in Francia qualche mese fa che prevedeva il sequestro-lampo dell’amministratore delegato o di altro dirigente finché le richieste venivano accolte - comincia a inquietarsi. Ed appare una strana nota di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL alla Camera, per cui la vicenda Innse «è un caso a sè e va considerata come un’eccezione assolutamente straordinaria». Ha avuto sì uno sbocco positivo ma «non è accettabile che l’eccezione si tramuti in consuetudine e che le vertenze sindacali possano essere affrontate e risolte a colpi di gesti esemplari». Insomma, nuova forma di lotta o fiammata estiva? «Mi sembra ci sia una tendenza dietro questo episodio - è l’analisi di Mario Morcellini, preside di Scienza della Comunicazione alla Sapienza di Roma - L’antefatto dell’Innse è pieno di insegnamenti». Due, secondo il sociologo, i dati oggettivi: «Il declino delle forme tradizionali di conflitto e della forza rappresentativa del sindacato. Questa è la condizione del nostro tempo». A cui si aggiunge «il contesto comunicativo in cui tutti viviamo, non solo a causa di Berlusconi ma anche per la mediatizzazione della vita pubblica. Oggi quel che accade è importante se recepito dal teatro della comunicazione».
governo in difficoltà
Morcellini tuttavia individua una «sorpresa» nella vicenda Innse: «Secondo gli operai c’era una sostanziale sfiducia per il metodo di lotta scelto. Erano scettici istituzioni e sindacati, sicché il loro protagonismo è giunto inatteso». La scalata del Colosseo, però, ha molta meno attenzione mediatica: siamo già assuefatti? «È presto, ha ancora una sua freschezza. Colpiscono le forme di lotta trasgressive ma non aggressive. Una rinuncia totale alla violenza, molto diversa dal metodo francese». Se si diffondessero le «tute gru« porrebbero qualche problema al governo? «Sicuramente. Un governo mediatico è in difficoltà se la scena gli viene rubata. Pensiamo ai movimenti studenteschi dello scorso anno che sono stati in buona parte inventati dai giornali. I media cercano il "nuovo" e il "casino". E un evento simile può sfibrare la compattezza dell’esecutivo».


17 agosto 2009 - Corriere della Sera

Oggi l’incontro tra una delegazione dell’Urbe e l’assessore comunale alle Attività produttive
I vigilantes continuano l’occupazione
Giorgio, una rosa alla moglie dal Colosseo per l’anniversario di nozze
di Rinaldo Frignani

Roma - Di giorno il caldo torrido, appena attenuato dai piccoli ombrelloni incastrati fra gli archi al terzo anello del Colosseo. Di notte, «sembra strano, ma è così», racconta Giorgio Gori, uno dei sette lavoratori dell’Urbe che occupano il monumento da venerdì pomeriggio, il freddo e il vento. E poi i malori, le lacrime, la tensione, la speranza. E una rosa rossa calata dall’alto con un verricello: ieri pomeriggio, per i 33 anni di matrimonio, Giorgio l’ha donata alla moglie Antonella, in attesa in strada, ai piedi del-- l’Anfiteatro Flavio, con un centinaio di colleghi del marito.
Un momento commovente, che ha lanciato l’iniziativa dei trecento «ribelli» dell’istituto di vigilanza nella quarta giornata di protesta. In mezzo quella di Ferragosto, «trascorsa - racconta sempre Giorgio, 52 anni, - con panini al formaggio e al salame, che marcivano sotto il sole, acqua calda da bere. Ma noi non molliamo, restiamo qui fino a Natale, se necessario. Anche se provano a farci scendere: l’altra notte abbiamo sentito dei rumori al piano di sotto. E, quando mi sono sentito male (soffre d’asma e tachicardia), gli infermieri saliti fino a qui avevano il respiratore fuori uso».
Sotto al Colosseo vigili del fuoco e forze dell’ordine non presidiano più il picchetto dei manifestanti che con la carrucola inviano ai sette alimenti e coperte e ritirano tutti i rifiuti. «Compresi i bisogni fisiologici e le cicche di sigarette - spiega sempre Giorgio - . Lasceremo questo posto più pulito di come l’abbiamo trovato». E mentre lui, tre figli, Ambrogio, una bimba, Sergio, due ragazzi, Daniele, un bimbo, Massimo, Orfeo e Angelo, due bimbi di 6 anni, restano ancora in cima al monumento, per oggi è atteso l’incontro alle 11 fra una delegazione dell’Urbe e il Campidoglio.
L’invito dell’assessore alle Attività produttive, Davide Bordoni, è stato accolto dalle guardie giurate perché «speriamo che sia l’inizio di un interesse istituzionale, anche se la questione si risolve a Palazzo Chigi». I lavoratori chiedono il mantenimento delle condizioni occupazionali precedenti alla fase commissariale, che ha trasformato l’Associazione nazionale combattenti e reduci (struttura pubblica) a un ramo d’azienda privata. In 943 hanno accettato il passaggio, in 300 no. Sulla trasformazione, denunciata in passato dagli stessi lavoratori, la magistratura, con il pm Paolo D’Ovidio, ha anche aperto un’inchiesta per appropriazione indebita per un presunto «buco» da 80 milioni di euro, legato alla svendita di alcuni edifici a Trastevere: l’ex presidente dell’istituto Gustavo De Meo è stato iscritto nel registro degli indagati.


17 agosto 2009 - Leggo on line

LA PROTESTA AL COLOSSEO: COMPARE NUOVO STRISCIONE

Roma - «Forza e onore per chi combatte per i propri diritti». È il testo dello striscione che è stato esposto sul Colosseo dai sette lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe che per la terza notte hanno dormito sull' ultimo anello del monumento per salvaguardare il posto di lavoro. I «sette gladiatori», come sono stati soprannominati da colleghi e familiari, da sabato pomeriggio attuano la loro protesta contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «È stata una notte tranquilla, senza alcun problema - ha spiegato il sindacalista delle Rdb Mauro Giuggioli - anche se siamo tutti ansiosi di andare alle 11 a questo appuntamento in Campidoglio. Ci auguriamo che ci sia qualche novità. Per ora l' unica novità è che abbiamo affisso lo striscione». Sul colle capitolino saranno ricevuti dall'assessore Davide Bordoni sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'istituto.
VICINI ALLA SVOLTA? Il Campidoglio interviene per cercare di trovare una soluzione che fermi la protesta delle 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da venerdì pomeriggio, sono sopra il terzo anello del Colosseo per protestare contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni, che si è recato sotto al Colosseo e, informa presidente del Libero Comitato Rdb Marco Lucarelli «ci ha convocati domani alle 11 in Campidoglio». Un invito accolto perchè «non rinunciamo al dialogo - spiega Lucarelli tra i portavoce della protesta - ma non fermiamo la protesta e se la Prefettura è disposta ad aprire un Tavolo ma solo se scendono dal Colosseo, niente da fare». Lucarelli spiega che il Tavolo «è già stato aperto a Palazzo Chigi nel marzo scorso ma il ministero della Difesa continua a defilarsi». Soddisfatti si dicono invece le guardie giurate «per la convocazione del Campidoglio», perchè «speriamo sia un inizio di interesse istituzionale» anche se «la questione si risolve solo a Palazzo Chigi, perchè si tratta di un ente nazionale. Non credo che sia possibile risolvere la questione a livello locale, ma se le istituzioni pensano di poter trovare sbocchi per i lavoratori, sono i benvenuti».
UNA ROSA DALL'ALTO... Una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette «gladiatori», le sette guardie giurate che protestano da tre giorni sul Colosseo contro il cambio di gestione dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Non hanno rinunciato a festeggiare l'anniversario dei loro 30 anni di matrimonio Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Un bacio a «distanza» e quella rosa che Giorgio ha calato da cinque metri di altezza, raccolta dalla moglie che da tre giorni è giù in via dei Fori Imperiali con i due figli. La signora Antonella, visibilmente commossa, ha baciato la rosa, e poi ha mimato un altro bacio verso il marito. Ieri Giorgio ha dovuto ricorrere alla cure del medico per un malore, ma, ha spiegato, che non sarebbe sceso per nessun motivo dal terzo anello dell'Anfiteatro Flavio. «È stato un momento molto commovente e bello che ha sciolto la tensione e lenito lo stress e la stanchezza di tutti noi - ha detto Claudio Biggioni, uno dei portavoce della protesta e sindacalista dei lavoratori - Giorgio ci aveva chiesto di comprargli una rosa per fare una sorpresa alla moglie e lo abbiamo accontentato».
ALTRA NOTTE SUL COLOSSEO Seconda notte sul Colosseo per le 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da sabato pomeriggio, sono accampate sopra il terzo anello del monumento per protestare contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «Nel corso della notte - racconta uno dei colleghi che da sotto il Colosseo assiste i sette, Walter Pignatelli - Giorgio, 52 anni, ha avuto di nuovo problemi di respirazione. La dottoressa si è rifiutata di raggiungerlo 'in quotà, circa 50 metri d'altezza, per prestargli soccorso. Così l'autista dell' autoambulanza del 118 è salito a portare un respiratore con l'ossigeno, ma arrivato sul posto non ha funzionato». A quel punto non è restato che far avere a Giorgio un ansiolitico che, secondo quanto viene riferito, è stato sufficiente a calmarlo e farlo dormire fino alle 5. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate. Di scendere non ne vogliono sapere e di una eventuale staffetta non se ne parla: «Le forze dell'ordine ce lo impedirebbero e non possiamo permettercelo», spiega.
PANINI A FERRAGOSTO È stato frugale, a base di panini, il pasto ferragostano delle sette guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, ribattezzate dai loro colleghi i «sette gladiatori» che, da ieri pomeriggio, si sono accampate sopra il terzo anello del Colosseo per protestare contro il cambio di gestione dell'ente, preludio, alla perdita del lavoro. Insieme a panini e bibite fresche le guardie giurate hanno ricevuto dei sacchi a pelo in previsione del freddo della notte, segno che non hanno intenzione di scendere dal monumento. «La scorsa notte non è stato facile, sentivamo freddo», ha raccontato uno dei sette. Ai piedi dell'Anfiteatro Flavio. i colleghi continuano a dare supporto con telefonate e fischi. Anche la proroga al 20 agosto del termine dell'accettazione dell'assunzione decisa dall' Istituto di vigilanza dell'urbe, non li soddisfa. La sola condizione posta per far cessare la protesta è il mantenimento delle condizioni lavorative precedenti la fase commissariale che ha scorporato dall'Associazione nazionale combattenti e reduci un ramo d'azienda dotandola di partita Iva e trasformandola in soggetto privato. Ciò comporta che i lavoratori non siano più considerati pubblici dipendenti ma lavoratori di un'azienda privata con condizioni salariali e tutele inferiori. Per questo 300 dei 943 dipendenti rifiutano di licenziarsi dall'ente morale perchè non vogliono modificare il loro status: «Se il commissario Francario dice che nella nuova azienda c'è posto per tutti perchè non ci licenzia lui?»
NUOVI TERMINI... L'Istituto di Vigilanza dell'Urbe, di cui fanno parte le sette guardie giurate che stanno protestando da ieri sul Colosseo, ha reso noto «al fine di evitare tensioni tra i lavoratori», e a «comprova della piena correttezza del proprio comportamento, di prorogare il termine per l' accettazione della proposta d'assunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto i lavoro». Lo si legge in una nota dell'Istituto. La nota precisa che si manterrà «la prosecuzione dell' attività aziendale con l'integrale mantenimento occupazionale di tutti i lavoratori in forza e l'avvio di un piano di investimenti per circa sei milioni di euro nell'arco temporale 2009-2011, in aggiunta all'importo erogato per l'acquisto». Secondo l'Ivu spa, «solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 già dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta d'assunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Società, peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico Accordo sindacale siglato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il nove luglio scorso».
ARRIVA IL MEDICO E' stato necessario l'intervento di un medico, così come era accaduto ieri sera, per prestare soccorso ad uno dei sette vigilantes che occupano per protesta uno spazio del terzo anello del Colosseo. Giorgio, uno dei sette 'gladiatori', 52 anni, tra i più anziani, ha accusato un malore probabilmente dovuto ad un attacco di asma. Un medico e un infermiere sono stati fatti salire e hanno praticato le cure all'uomo che tuttavia ha spiegato di non voler scendere e di voler proseguire la protesta.
NOTTE SUL COLOSSEO Hanno passato la notte in cima al Colosseo le 7 guardie giurate che da ieri pomeriggio si sono arrampicate sull'ultimo anello del monumento per protestare, spiegano, contro i 300 licenziamenti previsti. «Non ci muoviamo da qui» ha spiegato un loro rappresentante sindacale nel corso di una 'conferenza stampa' su via dei Fori Imperiali nella quale ha ripercorso le tappe della vicenda, compresa la impossibilità per i dipendenti dell'Ancr di passare ad un altro ente pubblico, e i motivi della loro protesta. È stata respinta la proposta di un pre-tavolo di trattativa già stanotte in prefettura perchè tale iniziativa era subordinata al termine dell'occupazione. Uno dei manifestanti ha accusato un malore ed è stato visitato da operatori del 118, ma non sembra intenzionato a scendere dal Colosseo. Nel corso della protesta i colleghi, circa una settantina ancora in strada, hanno più volte bloccato le auto lungo via dei Fori Imperiali per protestare contro la decisione che ha portato i vigili del fuoco a rimuovere il materasso gonfiabile di sicurezza. Sul posto, presidiato ora da alcune volanti della polizia, è intervenuto il portavoce del presidente della commissione lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani. La commissione, ha spiegato, nella prima seduta ascolterà in audizione i rappresentanti delle guardie giurate.
LA PROTESTA Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono 'no' alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata un'assemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori c'è l'intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall'azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro.
IL LAVORO C'E' PER TUTTI... Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli chiede l'intervento del Viminale.


17 agosto 2009 - Il Cittadino

Colosseo, "I gladiatori" non si arrendono: lotta per il contratto delle guardie giurate

Roma - Quella prossima sarà la quarta notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche oggi il loro sit-in sul Colosseo.Da tre giorni, e da domani anche da tre notti, i lavoratori dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello "Innse", che domani potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell’ente dal quale dipendevano. L’assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato domani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l’Istituto. L’invito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla».La vicenda dell’Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D’Ovidio è l’Associazione nazionale combattenti di cui l’Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da venerdì la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D’Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell’Ente che percepisce, tra l’altro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati, dopo le denunce di alcuni sindacalisti fatte proprio sulla vendita dell’Istituto, l’ex presidente Gustavo De Meo.L’inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è sciolta ieri grazie ad un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dall’alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette "gladiatori".


17 agosto 2009 - La Nuova Sardegna

Gladiatori, parte un’inchiesta La protesta dei lavoratori romani sul Colosseo

ROMA - Quella prossima sarà la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, proseguono il loro sit-in sul Colosseo. La protesta dei lavoratori dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe potrebbe riservare oggi un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione. La Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo.
La vicenda dell’Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D’Ovidio è l’Associazione nazionale combattenti di cui l’Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da ieri la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D’Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell’Ente.


17 agosto 2009 - La Provincia di Cremona

La protesta al Colosseo. Si indaga su un buco da 80 milioni
Terza notte per i 7 ‘gladiatori’

ROMA — Quella appena trascorsa è stata la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, proseguono il loro sit-in sul Colosseo. La protesta dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe potrebbe riservare un primo momento di sblocco già oggi: l'assessore capitolino alle Attività produttive ha convocato sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. La vicenda dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti da Ministero della Difesa e presidenza del Consiglio. L'inchiesta punta a chiarire anche il progressivo svuotamento delle casse, un «buco» di 80 milioni.


17 agosto 2009 - Corriere del Veneto

Vigilantes sul Colosseo per protesta

ROMA - La terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri il loro sit-in sul Colosseo. I lavoratori dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello "Innse", che potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell’ente dal quale dipendevano.


17 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo

Non si ferma la protesta dei «sette gladiatori»

Roma -Continua la protesta dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza «Roma-Urbe» sul terzo anello del Colosseo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri - come nei due giorni precedenti - il loro sit in sul Colosseo. Da tre giorni sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta che oggi potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa, attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano.


17 agosto 2009 - Il Tirreno

Va avanti il sit-in delle guardie giurate che contestano il cambio di gestione dell’azienda
Terza notte dei "gladiatori" al Colosseo

ROMA - Terza notte di protesta, a 50 metri di altezza, sul terzo anello del Colosseo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri il sit-in.
I lavoratori dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe sono sotto i riflettori per una protesta, modello Innse, che oggi potrebbe riservare una prima occasione di sblocco. Il Campidoglio è intervenuto per cercare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell’ente dal quale dipendevano: l’assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l’Istituto.
L’invito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla».
La vicenda dell’Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di un’inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D’Ovidio è l’Associazione nazionale combattenti di cui l’Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm ha aperto un fascicolo - una persona è stata iscritta nel registro degli indagati - per appropriazione indebita. L’inchiesta punta a chiarire la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline: sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro.


17 agosto 2009 - Il Cittadino

Colosseo, "I gladiatori" non si arrendono: lotta per il contratto delle guardie giurate

Roma - Quella prossima sarà la quarta notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche oggi il loro sit-in sul Colosseo.Da tre giorni, e da domani anche da tre notti, i lavoratori dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello "Innse", che domani potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell’ente dal quale dipendevano. L’assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato domani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l’Istituto. L’invito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla».La vicenda dell’Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D’Ovidio è l’Associazione nazionale combattenti di cui l’Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da venerdì la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D’Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell’Ente che percepisce, tra l’altro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati, dopo le denunce di alcuni sindacalisti fatte proprio sulla vendita dell’Istituto, l’ex presidente Gustavo De Meo.L’inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è sciolta ieri grazie ad un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dall’alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette "gladiatori".


17 agosto 2009 - Gazzetta del Sud

Sul Colosseo Da tre giorni, in attesa di rassicurazioni sul loro futuro lavorativo
I "7 gladiatori" continuano la protesta
di Pasquale Faiella

ROMA - Terza notte di protesta, quella appena trascorsa, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I "sette gladiatori", come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, proseguono da tre giorni e tre notti il loro sit-in sul Colosseo. I lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, "modello Innse", che oggi potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato stamani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. L'invito è stato accolto perché – ha spiegato Marco Lucarelli delle rappresentanze di base – «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla». La vicenda dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di un'inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D'Ovidio è l'Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da ieri la protesta al Colosseo, è una "costola". Il pm ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline; sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un "buco" di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è stemperata ieri grazie a un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette "gladiatori". Non hanno rinunciato a festeggiare i 30 anni del loro amore Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Una festa celebrata con un bacio a distanza e con quella rosa che Giorgio ha calato da cinquanta metri di altezza, raccolta dalla moglie.


17 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza

COMUNE. Nel mirino le scelte della Giunta
Rdb Cub spara contro i "blitz" sul personale
«Le posizioni organizzative non sono indispensabili»

Vicenza - «In tempi in cui vengono lasciate a casa migliaia di persone, l'attuale Amministrazione invece di cercare di limitare le sperequazioni tra i lavoratori o, meglio ancora, di assumere personale, fa dietrofront su una decisione equa presa con i sindacati e lo fa con una decisione unilaterale». Rdb Cub Enti locali di Vicenza , con una nota firmata da Germano Raniero, boccia le ultime scelte operate dall’amministrazione comunale in tema di gestione del personale e dei capi ufficio.
«Il 17 luglio - argomenta Raniero - è stata approvata dalla giunta municipale la delibera di "spartizione" del Fondo per le alte professionalità e le posizioni organizzative di 403 mila euro tra i vari settori. Questa delibera ufficialmente è stata illustrata ai sindacati nel corso di un incontro di fine luglio, a decisioni già prese. La giunta, quindi, ripristina il vecchio fondo per le posizioni organizzative tornando indietro rispetto alla scelta fatta a gennaio scorso, quando con i sindacati si era deciso di destinare una parte di quel Fondo (esageratamente alto) anche ad altre indennità minori».
«La nostra posizione è sempre stata molto chiara: negli enti dove non è prevista la dirigenza, il contratto nazionale aveva a suo tempo previsto le posizioni organizzative. Già, ma al Comune di Vicenza la dirigenza c’è ed è anche ben pagata, pertanto a nostro avviso non erano necessarie posizioni organizzative, proprio perché portano via risorse dal fondo produttività di tutti i lavoratori. Se lo scippo di 403 mila euro al fondo del salario accessorio a suo tempo non fosse avvenuto, ogni anno i 900 lavoratori del Comune avrebbero almeno 500 euro in più di produttività; sommata a quella attuale, avrebbe costituito a luglio una vera e propria quattordicesima mensilità, così come avviene nel privato».
«In più - prosegue Rdb Cub - c’è da considerare il clima poco piacevole che queste posizioni organizzative hanno creato all’interno degli uffici: malumori e odi, ma anche tanta demotivazione di chi opera in silenzio e assiste a questo teatrino. Già, perché di teatrino si tratta, visto che la spartizione di questa torta parte da cifre incomprensibili ed arriva a risultati ancora più incomprensibili, frutto non tanto di dati oggettivi, trasparenti e facilmente riscontrabili, ma di feroci scontri in giunta. Non può che essere così, visto che in delibera si parla addirittura di "compensazione" per quel che riguarda lo sport e il decentramento o la Biblioteca Bertoliana. Insomma si distribuiscono posizioni organizzative per i sensi di colpa non perché siano necessarie o utili all’organizzazione».
«In un settore come la Cultura c’è una dirigente e in più sono stati assegnati più di 30 mila euro di posizioni organizzative. Un vero record per un settore con meno di 15 lavoratori. Queste posizioni organizzative - conclude Raniero - sono così "indispensabili" che il nuovo regolamento sul part time prevede la possibilità di concedere il part time alle posizioni organizzative e alle alte professionalità».


16 agosto 2009 - Ansa

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;TERZA NOTTE PER I 7 GLADIATORI
PROCURA ROMA INDAGA SU BUCO 80 MLN E CESSIONE ISTITUTO VIGILANZA
di Pasquale Faiella

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Quella prossima sarà la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche oggi il loro sit-in sul Colosseo. Da tre giorni, e da domani anche da tre notti, i lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello 'Innsè, che domani potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato domani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. L'invito è stato accolto perchè, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla». La vicenda dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D'Ovidio è l'Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da ieri la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati, dopo le denunce di alcuni sindacalisti fatte proprio sulla vendita dell'Istituto, l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è sciolta oggi grazie ad un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette «gladiatori». Non hanno rinunciato a festeggiare i 30 anni del loro amore Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Una festa celebrata con un bacio a distanza e con quella rosa che Giorgio ha calato da cinquanta metri di altezza, raccolta dalla moglie che da tre giorni è giù in via dei Fori Imperiali con i due figli, in attesa che il marito torni a casa, magari con la prospettiva di un lavoro. «La situazione è molto complessa e grave: ci sono almeno due persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità - ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani che questo pomeriggio ha visitato, in cima al Colosseo, le sette guardie giurate - Bisognerebbe pensare a una forma di supporto per loro, perchè ho paura che possano commettere gesti gravi».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CAMPIDOGLIO CONVOCA DELEGAZIONE

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Il Campidoglio interviene per cercare di trovare una soluzione che fermi la protesta delle 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da venerdì pomeriggio, sono sopra il terzo anello del Colosseo per protestare contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni, che si è recato sotto al Colosseo e, informa presidente del Libero Comitato Rdb Marco Lucarelli «ci ha convocati domani alle 11 in Campidoglio». Un invito accolto perchè «non rinunciamo al dialogo - spiega Lucarelli tra i portavoce della protesta - ma non fermiamo la protesta e se la Prefettura è disposta ad aprire un Tavolo ma solo se scendono dal Colosseo, niente da fare». Lucarelli spiega che il Tavolo «è già stato aperto a Palazzo Chigi nel marzo scorso ma il ministero della Difesa continua a defilarsi». Soddisfatti si dicono invece le guardie giurate «per la convocazione del Campidoglio», perchè «speriamo sia un inizio di interesse istituzionale» anche se «la questione si risolve solo a Palazzo Chigi, perchè si tratta di un ente nazionale. Non credo che sia possibile risolvere la questione a livello locale, ma se le istituzioni pensano di poter trovare sbocchi per i lavoratori, sono i benvenuti».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; LUCARELLI,PREOCCUPATI PER GIORGIO

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Siamo «preoccupati per le condizioni di salute di Giorgio, non sta bene, ma non c'è verso di farlo desistere. Ha detto 'se scendo sono un disoccupato, se succede qualcosa almeno mia moglie avrà una pensionè». Ha la voce rotta dalla stanchezza e dall'emozione il presidente del Libero Comitato Rdb Marco Lucarelli che sotto il Colosseo da tre giorni assiste le guardie giurate che stanno protestando. «Ho tentato si salire, ma non me lo permettono. Gli abbiamo fatto tirare su con la corda dei medicinali, ma il caldo è troppo per le sue condizioni e per i farmaci che prende». Sotto il monumento la situazione è di «grande preoccupazione» perchè «non smetteranno», spiegano i colleghi che garantiscono in circa un centinaio a turno la loro solidarietà. «Perchè sanno - spiega quasi a giustificare la decisione delle circa 600 guardie giurate che hanno accettato il cambio di società - che chi ha accettato di passare alla nuova società l'ha fatto con un cappio al collo, perchè non avevano scelta». Da sotto il Colosseo si alzano anche le voci dei bambini, presenti con le loro mamme, mogli dei 'sette gladiatorì come sono stati ribattezzati, che megafono alla mano gridano: «papà scendi».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; ROSA CALATA DALL'ALTO A MOGLIE ANNIVERSARIO PER I 30 ANNI DI MATRIMONIO PER UNO DEI GLADIATORI

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette «gladiatori», le sette guardie giurate che protestano da tre giorni sul Colosseo contro il cambio di gestione dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Non hanno rinunciato a festeggiare l'anniversario dei loro 30 anni di matrimonio Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Un bacio a «distanza» e quella rosa che Giorgio ha calato da cinque metri di altezza, raccolta dalla moglie che da tre giorni è giù in via dei Fori Imperiali con i due figli. La signora Antonella, visibilmente commossa, ha baciato la rosa, e poi ha mimato un altro bacio verso il marito. Ieri Giorgio ha dovuto ricorrere alla cure del medico per un malore, ma, ha spiegato, che non sarebbe sceso per nessun motivo dal terzo anello dell'Anfiteatro Flavio. «È stato un momento molto commovente e bello che ha sciolto la tensione e lenito lo stress e la stanchezza di tutti noi - ha detto Claudio Biggioni, uno dei portavoce della protesta e sindacalista dei lavoratori - Giorgio ci aveva chiesto di comprargli una rosa per fare una sorpresa alla moglie e lo abbiamo accontentato».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CONSIGLIERE,EVITARE GESTI ESTREMI
PRESIDENTE COMMISSIONE LAVORO LAZIO SALE SUL MONUMENTO

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - «La situazione è molto complessa e grave: ci sono almeno due persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità. Bisognerebbe pensare a una forma di supporto per loro, perchè ho paura che possano commettere gesti gravi». Lo ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani che questo pomeriggio ha visitato, in cima al Colosseo, le sette guardie giurate che da due giorni stanno occupando il monumento per protesta. Riguardo alla vicenda della quale sono protagonisti, che coinvolge il mutato assetto societario dell'Istituto di vigilanza per cui lavoravano, Mariani ha ricordato: «Due anni fa li ricevemmo in Consiglio regionale, e già allora sia maggioranza che opposizione riconobbero che la vicenda di cui si lamentano era quanto meno anomala, anzi degna di un programma comico. Ora queste persone meritano una risposta dalle istituzioni e un maggior controllo; il primo settembre, o forse prima, li riconvocherò in commissione Lavoro». Secondo Mariani, «in questo momento non si vedono soluzioni a breve termine, ma sul metodo una strada può esserci: sono dotati di una grande professionalità nel campo della sicurezza, e in questo momento dagli Enti locali c'è grande domanda di posti simili: per esempio hanno già lavorato nei campi nomadi. La cosa più importante però - ha concluso - è evitare che arrivino a un gesto estremo».

LAVORO: DE LUCA(PD) A CAZZOLA, NO A CRITICHE MA SOLIDARIETÀ

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - «Ci saremmo aspettati che l'on. Cazzola, sindacalista di lungo corso, ora assurto al rango di parlamentare avesse dato la propria solidarietà ai lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe di Roma, arrampicati sul Colosseo, anzichè preoccuparsi di criticare». Così il consigliere comunale del Pd Athos De Luca ha preso le distanze dalle frasi del deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione lavoro della Camera, Giuliano Cazzola che ha parlato di «spettacolarizzazione delle lotte» in riferimento alla protesta delle guardie giurate da tre giorni sul Colosseo. De Luca parla di «una scandalosa vicenda dell'istituto di vigilanza facente parte dell'Ente Morale dei Reduci e Combattenti. Un patrimonio dilapidato con spregiudicate operazioni speculative di alienazione ai danni dei lavoratori, raggirati e ricattati». Il consigliere del Pd ha presentato una interrogazione urgente al Sindaco di Roma perchè intervenga a difesa dei lavoratori dell'Urbe per convocare in Prefettura un vertice tra le parti.

LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;SMERIGLIO,SPERO INTERVENGA PREFETTO

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - «Desidero esprimere solidarietà ai lavoratori dell'Istituto Vigilanza dell'Urbe e, allo stesso tempo preoccupazione per una protesta che mette a serio rischio la loro salute». Lo ha dichiarato l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio in merito alla protesta dei lavoratori della Ivu-Roma sette dei quali, da due giorni, si sono barricati sull'anello più alto del Colosseo per dire 'nò al cambiamento dello status giuridico della società di cui sono dipendenti. «Mi sembra - ha aggiunto - un'iniziativa condivisibile il tavolo promosso per domani dal Comune di Roma, però auspico a questo punto che sia la Prefettura, in rappresentanza del Governo, a convocare i lavoratori ed i loro rappresentanti. Ben venga infatti l'apporto degli enti locali, e in tal senso confermo la piena disponibilità e collaborazione della Provincia di Roma, ma appare evidente che la questione è di livello nazionale, e che solo un intervento delle rappresentanze governative possa tentare di aprire percorsi concreti e fattivi». «Regione, Comune e Provincia - ha concluso - potranno senz'altro collaborare, ma diviene fondamentale che il loro intervento sia coordinato dal Prefetto di Roma e che al tavolo intervengano i rappresentanti del Ministero della Difesa e della Presidenza del Consiglio».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SECONDA NOTTE DI PROTESTA

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Seconda notte sul Colosseo per le 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da sabato pomeriggio, sono accampate sopra il terzo anello del monumento per protestare contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «Nel corso della notte - racconta uno dei colleghi che da sotto il Colosseo assiste i sette, Walter Pignatelli - Giorgio, 52 anni, ha avuto di nuovo problemi di respirazione. La dottoressa si è rifiutata di raggiungerlo 'in quotà, circa 50 metri d'altezza, per prestargli soccorso. Così l'autista dell' autoambulanza del 118 è salito a portare un respiratore con l'ossigeno, ma arrivato sul posto non ha funzionato». A quel punto non è restato che far avere a Giorgio un ansiolitico che, secondo quanto viene riferito, è stato sufficiente a calmarlo e farlo dormire fino alle 5. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate. Di scendere non ne vogliono sapere e di una eventuale staffetta non se ne parla: «le forze dell'ordine ce lo impedirebbero e non possiamo permettercelo», spiega.

Lavoro: 2/a notte protesta Colosseo
Problemi respiratori per una guardia giurata, poi risolti

Roma - (Ansa) Seconda notte sul Colosseo per le 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che protestano contro il cambio di gestione dell'ente. Da sabato pomeriggio sono accampate sopra il terzo anello del monumento. Nella notte una di loro ha avuto di nuovo problemi di respirazione risolti poi con un ansiolitico. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate.


16 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: TOMASELLI (SDL), PER LAVORATORI SU COLOSSEO INTERVENGA PRESIDENZA CONSIGLIO

Roma, 16 ago. (Adnkronos)- In sette sul Colosseo per la seconda notte consecutiva. «Così i lavoratori dell'Ancr - Istituto di vigilanza Urbe, stanno protestando per difendere il proprio posto di lavoro. Una drammatica vertenza che oltre a coinvolgere centinaia e centinaia di lavoratori, sta facendo emergere responsabilità sulle quali sta da tempo indagando anche la magistratura e che presenta non pochi lati oscuri» afferma in una nota Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL intercategoriale. «Di ciò è già a conoscenza anche il Governo che, attraverso suoi esponenti, -continua Tomaselli- era già entrato nel merito di questa assurda storia. Crediamo quindi che, oltre alla già annunciata convocazione da parte del Prefetto di Roma, sia assolutamente indispensabile che la Presidenza del Consiglio intervenga in modo autorevole. In tal senso rivolgiamo un pressante invito al Sottosegretario Gianni Letta che già conosce i termini della vertenza». «I lavoratori -dice ancora Tomaselli- non intendono desistere dalla loro forte e motivata protesta sino a quando non si otterranno risultati concreti. SdL Intercategoriale sta da tempo sostenendo questa vertenza e fornirà tutto il suo appoggio ai lavoratori in lotta».

ROMA: CONTINUA PROTESTA LAVORATORI IVU, SECONDA NOTTE SU COLOSSEO

Roma, 16 ago. - (Adnkronos) - Continua la protesta dei lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe. I sette vigilantes hanno trascorso la loro seconda notte accampati sul terzo anello del Colosseo. Da venerdi' pomeriggio si trovano sul monumento per protestare contro il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono.


16 agosto 2009 - Apcom

Guardie giurate sul Colosseo, domani l'incontro in Campidoglio
In arrivo oggi il presidente della commissione Lavoro del Lazio

Roma - (APCOM) Un incontro in Campidoglio. E' la prima conquista dei lavoratori dell'istituto di vigilanza Roma Urbe, da due giorni in presidio sotto il Campidoglio. Sette di loro hanno passato sul terzo anello del monumento la loro seconda notte. Uno soffre d'asma, e ha già avuto bisogno due volte dell'intervento degli operatori del 118, che hanno un'ambulanza fissa accanto al presidio. Stamattina l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, ha parlato al telefono con i rappresentanti dei lavoratori, spiega Marco Lucarelli, dell'Rdb-Cub, e ha fissato un incontro per domattina alle 11. Ancora nulla invece sul fronte della prefettura. "Avevano chiesto - racconta Lucarelli - che i nostri sette colleghi scendessero, come condizione per concedere l'incontro. Ma ora sembra che si siano ammorbiditi, forse l'incontro si farà". Intanto, secondo le informazioni del sindacato, sarebbe in arrivo nel pomeriggio Peppe Mariani, il presidente della commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio.

Lavoro/ Cazzola(Pdl): Dopo Innse media non alimentino protagonismi
"Non può vincere lavoratore arrampicato su monumento più alto"

Roma - (APCOM) "Se si vuole responsabilmente evitare un autunno costellato di colpi di scena ed una situazione in cui finisca per avere ragione il gruppo di lavoratori che si arrampica sul monumento più elevato, mentre i protagonisti delle vertenza diventano, non più i sindacalisti, ma i vigili del fuoco, anche l'informazione - che ha visibilmento debordato nel caso Innse - deve fare la sua parte, senza enfatizzare gesti inconsulti e fornendo tutte le notizie opportune e tutte le motivazioni delle parti in causa, in modo che l'opinione pubblica possa farsi un'idea obbiettiva, non drogata dalla spettacolarizzazione delle lotte". Lo afferma il deputato del Pdl Giuliano Cazzola in merito alle proteste delle guardie giurate sul Colosseo.


16 agosto 2009 - Omniroma

PROTESTA COLOSSEO, MANIFESTANTE: «NON INTERROMPIAMO OCCUPAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 16 ago - «Siamo ancora sul Colosseo tutti e sette e proseguiremo con la nostra protesta: non la interromperemo neanche domani quando è stato convocato un tavolo. Sono state nottate fredde quelle trascorse qui, tira vento, abbiamo tutti mal di gola. Ieri uno di noi si è sentito male, fortunatamente poi tutto è passato». È quanto dichiara Angelo, uno dei sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che hanno occupato il terzo anello del Colosseo.

PROTESTA COLOSSEO, SMERIGLIO: «PREFETTURA CONVOCHI LAVORATORI»

(OMNIROMA) Roma, 16 ago - «Desidero esprimere solidarietà ai lavoratori dell'Istituto Vigilanza dell'Urbe, ed allo stesso tempo preoccupazione per una protesta che mette a serio rischio la loro salute. Mi sembra un'iniziativa condivisibile il tavolo promosso per domani dal Comune di Roma, però auspico a questo punto che sia la Prefettura, in rappresentanza del Governo, a convocare i lavoratori ed i loro rappresentanti». È quanto dichiara in una nota Massimiliano Smeriglio, assessore al Lavoro della Provincia di Roma. «Ben venga infatti l'apporto degli enti locali - sottolinea Smeriglio - e in tal senso confermo la piena disponibilità e collaborazione della Provincia di Roma, ma appare evidente che la questione è di livello nazionale, e che solo un intervento delle rappresentanze governative possa tentare di aprire percorsi concreti e fattivi. Regione, Comune e Provincia potranno senz'altro collaborare, ma diviene fondamentale che il loro intervento sia coordinato dal prefetto di Roma e che al tavolo intervengano i rappresentanti del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio».


16 agosto 2009 - Roma Notizie

Guardie giurate sul Colosseo, prosegue la protesta

Roma - Prosegue la protesta della guardie giurate arrampicate sul Colosseo per protestare contro la chiusura della ANCR. La storica azienda di vigilanza romana e’ passata ad una nuova società, che però ha azzerato i diritti acquisiti, l’anzianità e la progressione economica maturata nell’Istituto e ciò ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. Sotto, circa 300 guardie giurate dell’istituto vigilanza urbe di roma . La maggior parte di loro aderisce alla RdB, uno striscione e le bandiere del sindacato di base sventolano da ore sul Colosseo. La manifestazione di protesta, l’ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta. Forte e senza tentnnamenti la solidarietà e il supporto della Federazione delle RdB che da anni sostiene la giusta lotta dei vigili.


16 agosto 2009 - Roma Notizie

Guardie giurate sul Colosseo, prosegue la protesta

Roma - Prosegue la protesta della guardie giurate arrampicate sul Colosseo per protestare contro la chiusura della ANCR. La storica azienda di vigilanza romana e’ passata ad una nuova società, che però ha azzerato i diritti acquisiti, l’anzianità e la progressione economica maturata nell’Istituto e ciò ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. Sotto, circa 300 guardie giurate dell’istituto vigilanza urbe di roma . La maggior parte di loro aderisce alla RdB, uno striscione e le bandiere del sindacato di base sventolano da ore sul Colosseo. La manifestazione di protesta, l’ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta. Forte e senza tentnnamenti la solidarietà e il supporto della Federazione delle RdB che da anni sostiene la giusta lotta dei vigili.


16 agosto 2009 - Repubblica.it

Seconda notte e terza giornata sul terzo anello del monumento per le sette guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Una di loro ha avuto problemi di respirazione, poi passati
Colosseo, la protesta continua. I lavoratori rifiutano la "staffetta"

ROMA - Seconda notte sul Colosseo per le sette guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da venerdì pomeriggio sono accampate sopra il terzo anello del monumento. Una protesta clamorosa contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. "Nel corso della notte - racconta uno dei colleghi che da sotto il Colosseo assiste i sette, Walter Pignatelli - Giorgio, 52 anni, ha avuto di nuovo problemi di respirazione. La dottoressa si è rifiutata di raggiungerlo 'in quota', circa 50 metri d'altezza, per prestargli soccorso. Così l'autista dell' autoambulanza del 118 è salito a portare un respiratore con l'ossigeno, ma arrivato sul posto non ha funzionato". A quel punto non è restato che far avere a Giorgio un ansiolitico che, secondo quanto viene riferito, è stato sufficiente a calmarlo e farlo dormire fino alle 5. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate. Di scendere non ne vogliono sapere e di una eventuale staffetta non se ne parla: "le forze dell'ordine ce lo impedirebbero e non possiamo permettercelo", spiega.


16 agosto 2009 - Sky Tg 24

Protesta vigilantes, indagini su un buco di 80 milioni
Seconda notte sul Colosseo per le sette guardie che venerdì scorso sono salite in cima al monumento per protestare contro la prospettiva di restare senza lavoro. La Procura di Roma indaga sul maxi-rosso nei bilanci dell'azienda

Roma - Le sette guardie giurate dell'Istituto di Vigilanza Urbe Roma, salite venerdì scorso sull'ultimo anello del Colosseo, non demordono: contestano il cambio di gestione dell'ente, preludio, sostengono, alla perdita del posto di lavoro. Intanto, grazie alla denuncia di alcuni sindacalisti, la magistratura romana ha aperto un fascicolo sull'Associazione nazionale combattenti e reduci, l'Ente che gestiva con i finanziamenti pubblici l'Istituto di vigilanza prima del commissariamento. L'inchiesta avrebbe accertato un buco di 80 milioni di euro nelle casse dell'Associazione.


16 agosto 2009 - La Stampa web

Seconda notte di proteste sul Colosseo

ROMA - Le 7 guardie giurate che sono salite sul Colosseo per protesta, dopo due notti passata nei due metri quadri di un’arcata del monumento, nonostante la tensione a qualche malore non mollano: «Se scendo sono un disoccupato e non posso mantenere la mia famiglia, tanto vale allora che mi butto così potranno vivere con la pensione di reversibilità», così ha detto uno dei 7 al rappresentante dell’Rdb cub Marco Lucarelli che da sotto sostiene e assite i sette lavoratori e che è salito su, a 50 metri di altezza, con alcuni medici per controllare il loro stato di salute. «Dopo due giorni - spiega il sindacalista - ci sono problemi di salute, siamo intervenuti con i sanitari e abbiamo portato una sedia». Non è facile infatti resistere in due metri quadrati su uno dei balconcini dell’Anfiteatro, dove da ieri sono arroccati in sette, e uno di loro, Giorgio, invalido al 45% si è sentito male, crisi asmatiche e tachicardia ma non molla «non scende - sottolinea Lucarelli - ogni tanto vanno su i medici». Da giovedì in 300 non hanno più stipendio, sperando nell’effetto Innse, resistono: con una fune che arriva dall’ultimo cerchio del colosseo fino a terra, gli mandano su viveri e acqua fresca. La notte hanno dormito a turno, lo spazio non basta e inoltre hanno paura di un blitz, che vengano costretti a scendere ma anche paura di qualche gesto disperato. All’ombra del Colosseo, un Ferragosto anomalo anche per le moglie e i figli che stanno lì sotto a sostenere i sette e resistono alla calura insieme a un centinaio di persone, che intonano cori inneggiando ai "nuovi gladiatori". Polizia e vigili del fuoco presiedono e l’ambulanza staziona. «Non scenderanno fino a che non ci sarà un incontro serio con le istituzioni, con il sottosegretario Gianni Letta, un rappresentante del ministero della difesa, uno del ministero delle finanze e il presidente dell’Ancr, un incontro senza pregiudizi nel rispetto dei diritti», spiega Lucarelli. C’è un buco da 80 milioni che pesa sui bilanci dell’ente, e un indagine penale da un anno e mezzo, ma il nuovo assetto societario, l’operazione che vede l’entrata della nuova società l’Istituto vigilanza dell’urbe Spa non viene accettata da circa 300 lavoratori dell’Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci-Urbe Roma, storica azienda di vigilanza romana. Erano circa 960 lavoratori tra Roma e provincia, 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla nuova società, nata nel 2008. In 300 hanno detto no e da giovedì non hanno più lavoro. L’istituto ha fatto sapere che ha prorogato il temine per l’accettazione della proposta di assunzione, ma Lucarelli spiega: «I sette così come gli altri colleghi, circa 300, non accettano la proposta di riassunzione con questa società, non vogliono aderire. Sono dipendenti di un ente morale, l’Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci e vogliono mantenerne i diritti». Ovvero in prima di tuto la stabilità del posto di lavoro. Inoltre, spiega il rappresentante dell’Rdb cub, «abbiamo impugnato la sentenza di fallimento: l’Ancr è un ente morale, non può fallire così è stata dichiarata l’insolvenza della sola federazione che è un soggetto che giuridicamente non esiste». Il sindacalista denuncia anche il mancato controllo da parte delle istituzioni, previsto per legge dallo statuto dell’ente, sull’andamento dei conti dell’Ancr. Ora quel buco «lo vogliono far pagare a noi, liberando l’associazione dai dipendenti». «Non siamo in cerca di un posto pubblico - spiega Lucarelli - ma vogliamo mantenere i diritti che avevamo, come l’iscrizione all’Inpdap, la possibilità di trasferimento da ente a ente, e prima fra tutti la stabilità del posto di lavoro, coi tempi che corrono...».


15 agosto 2009 - Apcom

Guardie giurate sul Colosseo, "Non scendo piuttosto mi butto"
Tensione e malori ma continua protesta,chiesto incontro con Letta

Roma - (Apcom) Le 7 guardie giurate che sono salite sul Colosseo per protesta, dopo la prima notte passata nei due metri quadri di un'arcata del monumento non demordono, nonostante la tensione a qualche malore i 'nuovi gladiatori' non mollano: "Se scendo sono un disoccupato e non posso mantenere la mia famiglia, tanto vale allora che mi butto così potranno vivere con la pensione di reversibilità", così ha detto uno dei 7 al rappresentante dell'Rdb cub Marco Lucarelli che da sotto sostiene e assite i sette lavoratori e che oggi è salito su, a 50 metri di altezza, con alcuni medici per controllare il loro stato di salute. "Dopo due giorni - spiega il sindacalista - ci sono problemi di salute, siamo intervenuti con i sanitari e abbiamo portato una sedia". Non è facile infatti resistere in due metri quadrati su uno dei balconcini dell'Anfiteatro, dove da ieri sono arroccati in sette, e uno di loro, Giorgio, invalido al 45% si è sentito male, crisi asmatiche e tachicardia ma non molla "non scende - sottolinea Lucarelli - ogni tanto vanno su i medici". Da giovedì in 300 non hanno più stipendio, sperando nell' 'effetto Innse', resistono: con una fune che arriva dall'ultimo cerchio del colosseo fino a terra, gli mandano su viveri e acqua fresca. La notte hanno dormito a turno, lo spazio non basta e inoltre hanno paura di un blitz, che vengano costretti a scendere ma anche paura di qualche gesto disperato: "In sette lassù in quello spazio angusto - continua il sindacalista Rdb Cub che li sostiene - non è facile, ci sono state situazioni tese e crisi di nervosismo. 'Se scendo mi ritrovo disoccupato e non posso mantenere la mia famiglia, tanto vale che mi butto, così mia moglie e i miei figli potranno campare con la mia pensione', mi ha detto uno di loro". All'ombra del Colosseo, un Ferragosto anomalo anche per le moglie e i figli che stanno lì sotto a sostenere i sette e resistono alla calura insieme a un centinaio di persone, che intonano cori inneggiando ai 'nuovi gladiatori'. Polizia e vigili del fuoco presiedono e l'ambulanza staziona. Si preparano a un altra notte: "Non scenderanno fino a che non ci sarà un incontro serio con le istituzioni, con il sottosegretario Gianni Letta, un rappresentante del ministero della difesa, uno del ministero delle finanze e il presidente dell'Ancr, un incontro senza pregiudizi nel rispetto dei diritti", spiega Lucarelli. C'è un buco da 80 milioni che pesa sui bilanci dell'ente, e un indagine penale da un anno e mezzo, ma il nuovo assetto societario, l'operazione che vede l'entrata della nuova società l'Istituto vigilanza dell'urbe Spa non viene accettata da circa 300 lavoratori dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci-Urbe Roma, storica azienda di vigilanza romana. Erano circa 960 lavoratori tra Roma e provincia, 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla nuova società, nata nel 2008. In 300 hanno detto no e da giovedì non hanno più lavoro. L'istituto ha fatto sapere che ha prorogato il temine per l'accettazione della proposta di assunzione, ma Lucarelli spiega: "I sette così come gli altri colleghi, circa 300, non accettano la proposta di riassunzione con questa società, non vogliono aderire. Sono dipendenti di un ente morale, l'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci e vogliono mantenerne i diritti". Ovvero in prima di tuto la stabilità del posto di lavoro. Inoltre, spiega il rappresentante dell'Rdb cub, "abbiamo impugnato la sentenza di fallimento: l'Ancr è un ente morale, non può fallire così è stata dichiarata l'insolvenza della sola federazione che è un soggetto che giuridicamente non esiste". Il sindacalista denuncia anche il mancato controllo da parte delle istituzioni, previsto per legge dallo statuto dell'ente, sull'andamento dei conti dell'Ancr. Ora quel buco "lo vogliono far pagare a noi, liberando l'associazione dai dipendenti". "Non siamo in cerca di un posto pubblico - spiega Lucarelli - ma vogliamo mantenere i diritti che avevamo, come l'iscrizione all'Inpdap, la possibilità di trasferimento da ente a ente, e prima fra tutti la stabilità del posto di lavoro, coi tempi che corrono...".

Roma, Istituto vigilanza: prorogato termine per assunzione
7 guardie giurate hanno passato notte sul Colosseo per protesta

Roma - (APCOM) Mentre le sette guardie giurate sono reduci dalla prima notte passata sulle arcate del Colosseo, l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe S.p.A. con un comunicato a firma del presidente, fa sapere che sono stati prorogati fino al 20 agosto i termini per l'accettazione della proposta di assunzione. "A rettifica di alcune notizie di stampa diffuse nei giorni scorsi in relazione a forme di protesta avviate da alcuni lavoratori - premette la nota - l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe S.p.A tiene a precisare di essersi aggiudicato il complesso aziendale già facente capo alla Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria a seguito di regolare procedura ad evidenza pubblica, in cui si è obbligata a garantire i seguenti punti essenziali: la prosecuzione dell'attività aziendale; l'integrale mantenimento occupazionale di tutti i lavoratori in forza; ilpiano di investimenti per circa sei milioni di euro nell'arco temporale 2009 - 2011, in aggiunta all'importo erogato per l'acquisto". L'Istituto di Vigilanza evidenzia "che solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 già dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell' Urbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta d'assunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Società, peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico accordo sindacale siglato presso il ministero dello sviluppo economico, il 9 luglio scorso con tutte le organizzazioni sindacali, confederali ed autonome". Un accordo sottolinea la nota in cui l'Istituto di vigilanza dell'Urbe S.p.A. "ha sostanzialmente garantito, in aggiunta all'integrale mantenimento deilivelli occupazionali, anche il mantenimento del livello d'inquadramento acquisito e gli scatti d' anzianità previsti dal Ccnl vigente". Per questo, l'istituto definisce "incomprensibile" il "carattere delle azioni di lotta inscenate negli ultimi giorni da alcuni lavoratori, da un lato, e la totale infondatezza di alcune notizie giornalistiche apparse su giornali o trasmesse da alcune emittenti televisive, dall'altro, essendo stati integralmente rispettati gli accordi ed i patti assunti sia con l' amministrazione straordinaria, che con tutte - nessuna esclusa - le organizzazioni sindacali". In ogni caso, conclude l'Istituto, "anche al fine di evitare tensioni tra i lavoratori, e ad ulteriore comprova della piena incensurabilità e correttezza del proprio comportamento", "la Società ha deciso di prorogare il termine per l'accettazione della proposta d'assunzione presentata", scaduta il 13 agosto, fino al 20 dello stesso mese, per "consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto di lavoro".

Prima notte sul Colosseo per i vigilantes che emulano l'Innse
Decine di colleghi proseguono il presidio sulla strada

Roma, 15 ago. (Apcom) - Hanno passato la notte sul terzo anello del Colosseo le guardie giurate dell'istituto di vigilanza Urbe di Roma che ieri si sono arrampicate sul monumento per difendere il posto di lavoro. Decine di colleghi, proseguono il presidio sulla strada, nei pressi della fermata della fermata "Colosseo" della Linea B della Metropolitana. A scatenare la protesta, spiega il sindacato Rdb-Cub, a cui diversi dei manifestanti sono iscritti, è la chiusura dell'attività dell'istituto Urbe, storica azienda di vigilanza romana, e il passaggio ad una nuova società, "che però ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata nell'istituto. Ciò - sottolinea il sindacato - ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. La manifestazione di protesta, l'ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il Governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta".

Roma, guardie giurate passano la notte sul Colosseo per protesta
Dovrebbero passare da istituto Urbe a una nuova società

Roma - (Apcom) Hanno passato la notte sul terzo anello del Colosseo le guardie giurate dell'istituto di vigilanza Urbe di Roma che ieri si sono arrampicate sul monumento per difendere il posto di lavoro. Decine di colleghi, sulla strada adiacente, proseguono il presidio. A scatenare la protesta, spiega il sindacato Rdb-Cub, a cui diversi dei manifestanti sono iscritti, è la chiusura dell'attività dell'istituto Urbe, storica azienda di vigilanza romana, e il passaggio ad una nuova società, "che però ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata nell'istituto. Ciò - sottolinea il sindacato - ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. La manifestazione di protesta, l'ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il Governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta".


15 agosto 2009 - Ansa

LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO, PROSEGUE PROTESTA

(ANSA) - ROMA, 15 AGO - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo «fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro». I «sette gladiatori» - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. «Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappià». Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. «Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso».

Colosseo: proroga data assunzioni
Per evitare tensioni tra lavoratori e a comprova correttezza

Roma - (Ansa) L'Istituto di Vigilanza dell'Urbe, di cui fanno parte i 7 vigilanti che protestano sul Colosseo, ha prorogato la data delle assunzioni. Per 'evitare tensioni tra i lavoratori', e a 'comprova della correttezza del proprio comportamento'. L'Istituto ha prorogato il 'termine per l' accettazione della proposta d'assunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori gia' dipendenti' dell'Ancr, 'di mantenere il posto di lavoro'.


15 agosto 2009 - Julie news

Dietro la protesta stile Innse, un buco da 80ml di euro
Istituto Ancr-Urbe:dipendenti su colosseso per protesta
di Germano Milite

Roma - Qualcuno potrebbe definirla una "pericolosa moda eversiva" (e anche un po' comunista) quella che pare si stia scatenando tra i dipendenti italiani che subiscono, ingiustamente, la perdita del posto di lavoro o, come nel caso che andreamo ad analizzare, la vendita poco "pulita" di un azienda che, una volta ceduta ai nuovi acquirenti, "ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata" dai suoi lavoratori. Quelli della Innse erano operai e, come luogo di resistenza, avevano scelto una gru. Questa volta, invece, a causare la protesta è la cessione dello storico istituto romano di vigilanza privata Ancr-Urbe. I "dipendenti resistenti" questa volta non sono dunque operai ma guardie giurate e, il luogo dell'occupazione, non è una gru ma ciò che ci si poteva aspettare dallo scenario capitolino: un arco situato a cinquanta metri d'altezza sul Colosseo.
Ma andiamo a valutare nel dettaglio ciò ce ha provocato tale esasperata protesta: come anticipato prima nell'articolo, la Ancr-Urbe, è stata chiusa da poco per il passaggio ad una nuova società e, tutti i suoi dipendenti, si sono ritrovati in un attimo senza lavoro, diritti acquisiti, anzianità e progressione economica maturata. L'associazione, tra l'altro,è già da tempo sotto la lente d'ingrandimento dell'autorità giudiziaria a causa di un presunto buco nel bilancio da 80 milioni di euro. Il Pm Paolo D'Ovidio ha celermente aperto un fascicolo per "appropriazione indebita sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'ente, che percepisce finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio" .
Contemporaneamente, date le denunce del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma e di alcuni sindacalisti, ha iscritto nel registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo.
L'intera inchiesta, si legge su Repubblica, "punta a far luce sulla "svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline". E' infatti possibile che, determinate operazioni finanziarie, siano servite per celare diversi guadagni illeciti. La procura, in ultimo, indaga anche sulla gestione dell'istituto Urbe per la cui insolvenza si era espresso con un sentenza il tribunale fallimentare.
Intanto, sempre su Repubblica si legge che:"Le guardie giurate durante la notte hanno ricevuto il supporto dei loro colleghi, che grazie a una corda utilizzata come una sorta di portavivande hanno portato coperte, tè, caffè caldo e qualche panino".
Claudio Biggioni, sindacalista della Rdb-Cub, smetnisce che ci sia un ripensamento a recedere dalla protesta e precisa: "Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità".


15 agosto 2009 - Rainews 24

Abbarbicati al Colosseo. E al lavoro
La protesta dei lavoratori sul Colosseo

http://www2.rdbcub.it/rassegna_video_home.htm

Roma - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo "fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". I "sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e té e caffé caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori, ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui e' scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporodella stessa societa' dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso".
L'azienda proroga la scadenza per l'assunzione
Mentre le sette guardie giurate sono reduci dalla prima notte passata sulle arcate del Colosseo, l'Istituto di Vigilanza dell`Urbe S.p.A. con un comunicato a firma del presidente, fa sapere che sono stati prorogati fino al 20 agosto i termini per l'accettazione della proposta di assunzione. L`Istituto di Vigilanza evidenzia, tra l'altro, "che solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 gia' dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell` Urbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta d'assunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Societa', peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico accordo sindacale siglato presso il ministero dello sviluppo economico, il 9 luglio scorso con tutte le organizzazioni sindacali, confederali ed autonome".

Guardie giurate protestano sul Colosseo

Roma - Protestano per il lavoro le cinque guardie giurate dipendenti dell'IVU, Istituto Vigilanza Urbe, che si sono 'barricati' in una loggetta dell'ultimo anello del Colosseo. Inizialmente erano saliti in sette, ma due di loro hanno accusato un malore e si sono quindi ritirati da quella postazione a rischio. Al piedi dell'Anfiteatro i vigili del fuoco, sul posto con due mezzi, hanno steso un telo gonfiabile. "Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto e' vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovra' prendersi la responsabilita"' aveva detto al cellulare Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate, sul Colosseo per protestare contro la cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto di lavoro. "Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si decidera' a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione e' invariata da marzo", afferma Marco Lucarelli, presidente del libero comitato Rdb, in merito alla protesta dei lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe. I manifestanti sono lavoratori dell'azienda, commissariata, di proprieta' della federazione provinciale di Roma e legata all'associazione nazionale combattenti e reduci, che e' un ente morale sotto il controllo del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio dei ministri. "Eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia - hanno spiegato - di questi, 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla società Vigilanza dell'Urbe spa, nata apposta nel 2008. Noi 300 che non abbiamo aderito, da ieri a mezzanotte non abbiamo più incarichi". In sette sono saliti sull'Anfiteatro Flavio. "Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro e' stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui - prosegue - finche' non ci sara' data una risposta, perche' ci hanno tolto la dignita'. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finche' non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo". Intanto, il centinaio di manifestanti che sostenevano i loro colleghi a via dei Fori Imperiali hanno tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. I manifestanti in cima al monumento hanno steso uno striscione con su scritto: "Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarieta"'.
Il commissario: il lavoro c'è per tutti
"Il lavoro c'e' per tutti: basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perche' non e' mia competenza': io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro". La rassicurazione arriva da Lucio Francario, commissario straordinario per la Ancr-Urbe Roma. Francario ha gestito la fase commissariale dell'azienda istituto di vigilanza dell'Urbe, con 943 dipendenti, di proprieta' della federazione provinciale di Roma e legata all'associazione nazionale combattenti e reduci, che e' un ente morale. L'azienda aveva 60 milioni di debiti e, dopo 18 mesi di commissariamento, ha spiegato Francario, e' stata acquisita a una cordata che ha preso lo stesso nome di quella originaria proprio come richiesto da sindacati e lavoratori. Secondo quanto riferito dal commissario Francario, "600-700 dipendenti sono gia' stati riassunti dall'azienda. Gli altri non riconoscono la fase commissariale perche' sostengono che un ente morale non possa fallire e vogliono mantenere la loro posizione di dipendente pubblico. Io ho fatto tutto in regola, in maniere ineccepibile. Ora dipende da loro scegliere di tornare a lavorare oppure no".


15 agosto 2009 - Corriere.it

PROTESTE
Notte sul Colosseo per salvare il lavoro. La Procura indaga su buco da 80 milioni
Sette guardie giurate asserragliate sul livello più alto: «Restiamo qui, niente blitz o ci buttiamo»

Roma - Hanno trascorso la notte sul Colosseo le 7 guardie giurate salite venerdì fino al livello più alto dell'Anfiteatro Flavio per contestare i licenziamenti in corso nella Ancr-Urbe Roma, in seguito alla cessione a privati del loro ente. Due di loro hanno accusato malori e, al buio, un paramedico ha dovuto raggiungere gli spalti per prestare i primi soccorsi. E adesso si viene a sapere che la Procura di Roma indaga sulla società che vorrebbe liberarsi di 300 di loro: per un buco da 80 milioni di euro. I vigilantes hanno scelto la forma più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo. I «sette gladiatori» - come li hanno ribattezzati i loro compagni - sono determinati a proseguire nella protesta: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande.
PORTARE IN ALTO LE VOCI - La loro manifestazione si ispira a quella dell'Innse di Milano, che ormai fa scuola. Anche in questo caso, i lavoratori sono determinati a restare barricati fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. I sette si erano arrampicati venerdì pomeriggio, intorno alle 17.30, sull'ultimo ordine di arcate del Colosseo (a circa 40 metri d'altezza) e avevano esposto uno striscione con su scritto «Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarietà».
PRONTI A RESISTERE - «Da qui ce ne andiamo a dicembre» urlano dall'alto con un megafono. E, in effetti, i manifestanti sembrano intenzionati ad occupare il Colosseo per un lungo periodo e hanno persino organizzato un sistema di approvvigionamento: i colleghi ai piedi del Colosseo (circa un centinaio dipersone) li riforniscono con cibo e acqua attraverso una carrucola. La protesta ricorda quella messa in atto dagli operai della Innse di Milano, che ha ispirato anche i lavoratori della Cim di Marcellina, vicino a Roma: una protesta che si è risolta positivamente giovedì scorso. «Siamo stati costretti a comportarci come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno» dicono.
INCHIESTA IN CORSO - «Restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia - ribadisce Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori -. Negli scorsi anni abbiamo denunciato le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del nostro ente al Tribunale fallimentare di Roma». Sotto accusa «lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci e la scelta della nuova società di azzerare i contratti». E avvisa: «Ci sono inchieste della magistratura tuttora in corso».
CONTRO I LICENZIAMENTI - Alla base della protesta, il mutato assetto societario dell'Ancr-Urbe Roma, che prelude a licenziamenti e condizioni contrattuali meno vantaggiose delle attuali. «Siamo tutti dipendenti dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (ente morale) sotto il controllo del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio dei ministri - spiega un altro manifestante -. Eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia. Di questi 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla società Vigilanza dell'Urbe spa, nata appositamente nel 2008. In 300 non abbiamo aderito, e da giovedì a mezzanotte non abbiamo più incarichi». Su via dei Fori Imperiali sono ora almeno cento i colleghi delle guardie giurate in cima al Colosseo che sostengono con cori e slogan («siamo tutti con voi») i loro compagni per evitare i 300 licenziamenti.
LA PROCURA E IL BUCO IN BILANCIO - In effetti la magistratura romana indaga da tempo sull'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate sul Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. Il pm ha iscritto sul registro degli indagati - dopo le denunce di alcuni sindacalisti e una attività del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma che ha acquisito documentazione e fatto sequestri presso l'Ancr - l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire una presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline. Sarebbe stato accertato un «buco» di 80 milioni di euro. L'indagine vuole accertare se alcune operazioni finanziarie siano servite a nascondere guadagni illeciti. Sotto la lente della procura è anche la gestione dell'Istituto Urbe per cui il tribunale fallimentare ha dichiarato l'insolvenza. Il pm aveva disposto una consulenza tecnica per valutare le operazioni decise dalla passata gestione e le stime degli immobili, tra cui un palazzo vicino a viale Trastevere che sarebbe stato svenduto per 1,8 milioni euro.
LA RISPOSTA DELL'AZIENDA -«Il lavoro c'è per tutti: basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenza: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro», sostiene Lucio Francario, commissario straordinario per la Ancr-Urbe Roma. Secondo Francario, i cambiamenti subiti dall'istituto di vigilanza dell'Urbe sono stati provocati dalla situazione debitoria: l'azienda aveva 60 milioni di debiti e, dopo 18 mesi di commissariamento, è stata acquisita da una cordata che ha preso lo stesso nome di quella originaria come richiesto dai sindacati. «Più di 600 dipendenti sono già stati riassunti dall'azienda - dice il commissario -. Gli altri non riconoscono la fase commissariale perchè sostengono che un ente morale non possa fallire e vogliono mantenere la loro posizione di dipendente pubblico. Io ho fatto tutto in regola, in maniere ineccepibile. Ora dipende da loro scegliere di tornare a lavorare oppure no».
MINACCE ANTI-BLITZ - Il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, ha invitato le guardie giurate «a scendere dal monumento e a rinunciare all'azione dimostrativa dal momento che i vertici della prefettura si sono attivati per aprire un tavolo tra le parti per trovare una soluzione». «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità» replica via telefonino Giorgio, 52 anni, uno dei vigilantes arrampicati sul Colosseo . «Due di noi - ha raccontato sabato mattina - si sono sentiti male e un infermiere è salito per prestare le necessarie cure». E con il buio ci sono stati alcuni problemi: «Ci hanno spento la luce e servivano le fotocellule perchè avevamo paura per la nostra incolumità - aggiunge Giorgio -. Siamo in sette in pochi metri quadrati». Ai piedi del monumento, sul lato che guarda Colle Oppio, i vigili del fuoco hanno gonfiato un grande materasso per scongiurare eventuali cadute. Venerdì, per circa un'ora, via dei Fori Imperiali è stata interrotta al transito delle auto dall'incrocio con via Labicana all'incrocio con via Cavour. A Ferragosto, di prima mattina, sono tornati i turisti in visita al Colosseo: sguardi curiosi verso l'alto e tante domande.
POSSIBILE INCONTRO IN PREFETTURA - «La prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo» sottolinea Giorgio Ciardi, il delegato del sindaco di Roma alla sicurezza accorso ai piedi del Colosseo. Ma la proposta non soddisfa i manifestanti: «Siamo ancora qui, non abbiamo avuto alcuna rassicurazione- dice Mauro, uno dei lavoratori in cima all'Anfiteatro Flavio -. Fino ad ora abbiamo avuto tante promesse. Vogliamo che qualcuno venga qui e ci venga a dire fatti concreti».


15 agosto 2009 - Repubblica.it

Guardie giurate, prima notte sul Colosseo
Indagine su un buco di 80 milioni di euro

http://www2.rdbcub.it/rassegna_video_home.htm

ROMA- Hanno trascorso la notte in cima al terzo anello del Colosseo, a circa cinquanta metri d'altezza. E promettono di non muoversi fino a quando "non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". Sono sette dipendenti - o "gladiatori", come li hanno ribattezzati i loro compagni - dell'Istituto di vigilanza Ancr-Urbe di Roma. L'azienda, commissariata dopo una sentenza di insolvenza del tribunale fallimentare, è stata venduta a una nuova società. Circa 650 dipendenti su 943 sono stati riassunti. In circa 300 hanno invece rifiutato di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda e rischiano di restare senza lavoro. Per chi resta le condizioni contrattuali potrebbero essere peggiori rispetto al passato: secondo i manifestanti, infatti, "sono stati azzerati i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata". Per cercare di allentare la tensione, l'Istituto di vigilanza dell'Urbe ha prorogato fino al 20 agosto i termini per l'accettazione della proposta di assunzione. L'associazione è da tempo sotto inchiesta giudiziaria: ci sarebbe un buco di 80 milioni di euro. L'Istituto di Vigilanza Urbe è legata all'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr). Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'ente, che percepisce finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. Il pm ha iscritto nel registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo, dopo le denunce di alcuni sindacalisti e le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma. L'inchiesta punta a chiarire una presunta svendita di alcuni immobili di pregio a Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline. L'indagine vuole accertare se alcune operazioni finanziarie siano servite a nascondere guadagni illeciti. Sotto la lente della procura è anche la gestione dell'Istituto Urbe per cui il tribunale fallimentare ha dichiarato l'insolvenza.
La protesta. Il modello Innse continua a fare scuola. Le guardie giurate durante la notte hanno ricevuto il supporto dei colleghi, che grazie a una corda utilizzata come una sorta di portavivande hanno fatto arrivare loro coperte, tè, caffè caldo e qualche panino. "Smentisco - dice Claudio Biggioni, sindacalista della Rdb-Cub e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità". In mattinata è intervenuto un medico per un malore di uno dei manifestanti.


15 agosto 2009 - Quotidiano.net

LA PROTESTA
Notte sul Colosseo per i sette vigilantes. Il vicesindaco: "Scendete, via al dialogo"
In mattinata, così com'era accaduto in precedenza, è stato necessario l’intervento di un medico, per prestare soccorso ad una delle sette guardie giurate. Ma l'uomo è rimasto sul monumento

Roma, 15 agosto 2009 - Hanno passato la notte sul terzo anello del Colosseo le guardie giurate dell’istituto di vigilanza Urbe di Roma che ieri si sono arrampicate sul monumento per difendere il posto di lavoro. Decine di colleghi, sulla strada adiacente, proseguono il presidio. A scatenare la protesta, afferma il sindacato Rdb-Cub, a cui diversi dei manifestanti sono iscritti, è la chiusura dell’attività dell’istituto Urbe, storica azienda di vigilanza romana, e il passaggio ad una nuova società, "che però ha azzerato i diritti acquisiti, l’anzianità e la progressione economica maturata nell’istituto. Ciò - sottolinea il sindacato - ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. La manifestazione di protesta, l’ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il Governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta". In mattinata, così com'era accaduto già ieri sera, è stato necessario l’intervento di un medico, per prestare soccorso ad uno dei sette vigilantes. L'uomo, tra i più anziani, ha accusato un malore probabilmente dovuto ad un attacco di asma. Un medico e un infermiere sono stati fatti salire e hanno praticato le cure all’uomo che tuttavia ha spiegato di non voler scendere e di voler proseguire la protesta. Intanto il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, ha invitato le guardie giurate "a scendere dal monumento e a rinunciare all’azione dimostrativa dal momento che immediatamente ieri i vertici della prefettura si sono attivati per aprire un tavolo tra le parti per trovare una soluzione". Cutrufo, parlando a margine della tradizionale visita del Ferragosto al Comando generale dei vigili urbani della Capitale, ha sottolineato che "la soluzione della protesta può essere trovata solo con il dialogo tra gli enti preposti, e il Campidoglio, presente con il delegato del sindaco alla sicurezza Giorgio Ciardi che già ieri ha tentato di convincere i lavoratori a desistere, non può che attendere le loro decisioni". E si fa sentire anche l’Istituto di Vigilanza dell’Urbe, di cui fanno parte le sette guardie giurate. La società ha reso noto "al fine di evitare tensioni tra i lavoratori", e a "comprova della piena correttezza del proprio comportamento, di prorogare il termine per l’accettazione della proposta d’assunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell’Urbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto i lavoro". La nota precisa che si manterrà "la prosecuzione dell’attività aziendale con l’integrale mantenimento occupazionale di tutti i lavoratori in forza e l’avvio di un piano di investimenti per circa sei milioni di euro nell’arco temporale 2009-2011, in aggiunta all’importo erogato per l’acquisto". Secondo l’Ivu spa, "solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 già dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell’Urbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta d’assunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Società, peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico Accordo sindacale siglato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il nove luglio scorso".


15 agosto 2009 - Liberazione

L'Innse fa scuola: guardie giurate salgono sul Colosseo
«La privatizzazione mette in pericolo 300 posti di lavoro»

Roma - Stavano manifestando davanti al Colosseo per dire no al licenziamento di 300 guardie giurate, quando sette di loro sono saliti su una delle arcate del monumento per chiedere l'intervento delle istituzioni. L'esempio della vittoriosa lotta degli operai della Innse di Milano continua a fare scuola. Dopo i lavoratori della Cim di Marcellina, ieri è toccato ai dipendenti dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe adottare la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, ottenendo un primo risultato: la prefettura si è detta pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate già per lunedì prossimo. «A causa di una sentenza del tribunale fallimentare - spiega un sindacalista - la federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente». Il ministero ha quindi nominato un commissario «il quale, a causa di quella sentenza, ha preso come denominazione dell'ente "Federazione provinciale Roma dell'Ancr", e come tale l'ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall'ente morale nazionale». Dopo non essere riuscito a risanarla, il commissario l'ha venduta ad una cordata di privati. «Noi dipendenti - prosegue il sindacalista - siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente».


15 agosto 2009 - Leggo

LA PROTESTA AL COLOSSEO: FERRAGOSTO COL PANINO...

Roma - È stato frugale, a base di panini, il pasto ferragostano delle sette guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, ribattezzate dai loro colleghi i «sette gladiatori» che, da ieri pomeriggio, si sono accampate sopra il terzo anello del Colosseo per protestare contro il cambio di gestione dell'ente, preludio, alla perdita del lavoro. Insieme a panini e bibite fresche le guardie giurate hanno ricevuto dei sacchi a pelo in previsione del freddo della notte, segno che non hanno intenzione di scendere dal monumento. «La scorsa notte non è stato facile, sentivamo freddo», ha raccontato uno dei sette. Ai piedi dell'Anfiteatro Flavio. i colleghi continuano a dare supporto con telefonate e fischi. Anche la proroga al 20 agosto del termine dell'accettazione dell'assunzione decisa dall' Istituto di vigilanza dell'urbe, non li soddisfa. La sola condizione posta per far cessare la protesta è il mantenimento delle condizioni lavorative precedenti la fase commissariale che ha scorporato dall'Associazione nazionale combattenti e reduci un ramo d'azienda dotandola di partita Iva e trasformandola in soggetto privato. Ciò comporta che i lavoratori non siano più considerati pubblici dipendenti ma lavoratori di un'azienda privata con condizioni salariali e tutele inferiori. Per questo 300 dei 943 dipendenti rifiutano di licenziarsi dall'ente morale perchè non vogliono modificare il loro status: «Se il commissario Francario dice che nella nuova azienda c'è posto per tutti perchè non ci licenzia lui?»
NUOVI TERMINI... L'Istituto di Vigilanza dell'Urbe, di cui fanno parte le sette guardie giurate che stanno protestando da ieri sul Colosseo, ha reso noto «al fine di evitare tensioni tra i lavoratori», e a «comprova della piena correttezza del proprio comportamento, di prorogare il termine per l' accettazione della proposta d'assunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto i lavoro». Lo si legge in una nota dell'Istituto. La nota precisa che si manterrà «la prosecuzione dell' attività aziendale con l'integrale mantenimento occupazionale di tutti i lavoratori in forza e l'avvio di un piano di investimenti per circa sei milioni di euro nell'arco temporale 2009-2011, in aggiunta all'importo erogato per l'acquisto». Secondo l'Ivu spa, «solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 già dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta d'assunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Società, peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico Accordo sindacale siglato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il nove luglio scorso».
ARRIVA IL MEDICO E' stato necessario l'intervento di un medico, così come era accaduto ieri sera, per prestare soccorso ad uno dei sette vigilantes che occupano per protesta uno spazio del terzo anello del Colosseo. Giorgio, uno dei sette 'gladiatori', 52 anni, tra i più anziani, ha accusato un malore probabilmente dovuto ad un attacco di asma. Un medico e un infermiere sono stati fatti salire e hanno praticato le cure all'uomo che tuttavia ha spiegato di non voler scendere e di voler proseguire la protesta.
NOTTE SUL COLOSSEO Hanno passato la notte in cima al Colosseo le 7 guardie giurate che da ieri pomeriggio si sono arrampicate sull'ultimo anello del monumento per protestare, spiegano, contro i 300 licenziamenti previsti. «Non ci muoviamo da qui» ha spiegato un loro rappresentante sindacale nel corso di una 'conferenza stampa' su via dei Fori Imperiali nella quale ha ripercorso le tappe della vicenda, compresa la impossibilità per i dipendenti dell'Ancr di passare ad un altro ente pubblico, e i motivi della loro protesta. È stata respinta la proposta di un pre-tavolo di trattativa già stanotte in prefettura perchè tale iniziativa era subordinata al termine dell'occupazione. Uno dei manifestanti ha accusato un malore ed è stato visitato da operatori del 118, ma non sembra intenzionato a scendere dal Colosseo. Nel corso della protesta i colleghi, circa una settantina ancora in strada, hanno più volte bloccato le auto lungo via dei Fori Imperiali per protestare contro la decisione che ha portato i vigili del fuoco a rimuovere il materasso gonfiabile di sicurezza. Sul posto, presidiato ora da alcune volanti della polizia, è intervenuto il portavoce del presidente della commissione lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani. La commissione, ha spiegato, nella prima seduta ascolterà in audizione i rappresentanti delle guardie giurate.
LA PROTESTA Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono 'no' alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata un'assemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori c'è l'intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall'azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro.
IL LAVORO C'E' PER TUTTI... Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli chiede l'intervento del Viminale.


15 agosto 2009 - TG Com

Colosseo, prima notte di protesta
Guardie giurate difendono posto lavoro

Roma - Prima, e forse non ultima, notte a 50 metri di altezza, per i sette dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da venerdì sul Colosseo per difendere il proprio posto di lavoro. Come promesso, hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, "fino a che non ci saranno garanzie". I "sette gladiatori", come li hanno ribattezzati i loro compagni, sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse a Milano. Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e the e caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso".
Istituto proroga data assunzione
L'Istituto di Vigilanza dell'Urbe ha reso noto "al fine di evitare tensioni tra i lavoratori", e a "comprova della piena correttezza del proprio comportamento, di prorogare il termine per l'accettazione della proposta d'assunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto di lavoro". Lo si legge in una nota dell'Istituto.


15 agosto 2009 - L'Unione Sarda.it

Roma: continua la protesta delle guardie giurate al Colosseo
Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e continuano la protesta da un finestrone del Colosseo "fino a quando non ci saranno garanzie per il posto di lavoro"

Roma - I "sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie a una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia". Biggioni ha detto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma, poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso".
ARRIVA IL MEDICO E' stato necessario l'intervento di un medico, così come era accaduto ieri sera, per prestare soccorso a uno dei sette vigilantes che occupano per protesta uno spazio del terzo anello del Colosseo. Giorgio, uno dei sette 'gladiatori', 52 anni, tra i più anziani, ha accusato un malore probabilmente dovuto a un attacco di asma. Un medico e un infermiere sono stati fatti salire e hanno praticato le cure all'uomo che tuttavia ha spiegato di non voler scendere e di voler proseguire la protesta.
DAL COMUNE Il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, ha invitato le guardie giurate dell'istituto di vigilanza dell'Urbe, "a scendere dal monumento e a rinunciare all'azione dimostrativa dal momento che i vertici della prefettura si sono attivati per aprire un tavolo tra le parti per trovare una soluzione".


15 agosto 2009 - La Voce

"Scenderemo solo se sara' ripristinata la legalità"
Guardie giurate al Colosseo: i gladiatori non mollano
Voglione "garanzie per il posto di lavoro"

Roma - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo "fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". I "sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e té e caffé caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappià". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso".


15 agosto 2009 - Pupia

Guardie giurate contro licenziamenti: occupato il Colosseo

ROMA - Sette guardie giurate sono salite venerdì sul Colosseo, fino al livello più alto dell'Anfiteatro Flavio per contestare i licenziamenti in corso nella Ancr-Urbe Roma, in seguito alla cessione a privati del loro ente. Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo hanno trascorso lì la notte e si sono rifocillati in serata grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e caffè caldo e qualche panino. Ai piedi del monumento, sul lato che guarda Colle Oppio, i vigili del fuoco hanno gonfiato un grande materasso per scongiurare eventuali cadute. Venerdì, per circa un'ora, via dei Fori Imperiali è stata interrotta al transito delle auto dall'incrocio con via Labicana all'incrocio con via Cavour. A Ferragosto, di prima mattina, sono tornati i turisti in visita al Colosseo: sguardi curiosi verso l'alto e tante domande. La loro manifestazione si ispira a quella dell'Innse di Milano, che ormai fa scuola. Anche in questo caso, i lavoratori sono determinati a restare barricati fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. "Da qui ce ne andiamo a dicembre" urlano con un megafono. "Non tentate blitz per farci scendere, - avvertono - oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità". "Siamo stati costretti a comportarci come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno" dicono. Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori, conferma che i manifestanti non molleranno: "Smentisco nel modo più categorico che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso". Alla base della protesta il mutato assetto societario dell'Ancr-Urbe Roma, che prelude a licenziamenti e condizioni contrattuali meno vantaggiose delle attuali. "Siamo tutti dipendenti dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (ente morale) sotto il controllo del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio dei ministri. - spiega un altro manifestante - Eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia. Di questi 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla società Vigilanza dell'Urbe spa, nata appositamente nel 2008. In 300 non abbiamo aderito, e da giovedì a mezzanotte non abbiamo più incarichi".Lucio Francario, commissario straordinario per la Ancr-Urbe Roma, spiega: "Il lavoro c'è per tutti: basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenza: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro". L'azienda aveva 60 milioni di debiti e, dopo 18 mesi di commissariamento, ha spiegato Francario, è stata acquisita a una cordata che ha preso lo stesso nome di quella originaria proprio come richiesto dai sindacati. "Più di 600 dipendenti sono già stati riassunti dall'azienda. Gli altri non riconoscono la fase commissariale perchè sostengono che un ente morale non possa fallire e vogliono mantenere la loro posizione di dipendente pubblico. Io ho fatto tutto in regola, in maniere ineccepibile. Ora dipende da loro scegliere di tornare a lavorare oppure no". Intanto, la Prefettura si dichiara pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo. Ma i lavoratori non ci stanno: "Fino ad ora abbiamo avuto tante promesse. Vogliamo che qualcuno venga qui e ci venga a dire fatti concreti".


15 agosto 2009 - Il Secolo XIX.it

Colosseo occupato: i 7 gladiatori: «Non scendiamo»

Roma - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo "fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". I "sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell’Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e té e caffé caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall’Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso".


15 agosto 2009 - Il Mattino

Roma. Gli operai dell’Innse di Milano sono saliti sulla gru per difendere il posto di lavoro, le guardie giurate a Roma hanno dato la scalata al Colosseo...

Roma - Gli operai dell’Innse di Milano sono saliti sulla gru per difendere il posto di lavoro, le guardie giurate a Roma hanno dato la scalata al Colosseo. Una sessantina di guardie giurate, appartenenti all'istituto di vigilanza dell'Urbe, hanno scelto questa via per manifestare contro gli annunciati licenziamenti. Tre di loro sono saliti su una delle arcate del monumento per esporre uno striscione e là sono rimaste. «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità». È il messaggio lanciato verso il basso con il telefonino da Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate. Mentre lui parlava altri quattro colleghi li raggiungevano per protestare contro la cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto di lavoro. «Due di noi - racconta ancora Giorgio - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui - prosegue - finchè non ci sarà data una risposta, perchè ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare alla dfamiglia. Non ci muoviamo da qui senza una risposta concreta». Cibo e acqua vengono portati ai sette manifestanti con una carrucola. Sulle rovine di Colle Oppio è stato issato uno striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci. Un centinaio di colleghi, rimasti a terra, aveva anche bloccato il traffico ma, alla fine, sono stati convinti a rimuovere il blocco su via dei Fori Imperiali. I manifestanti in cima al monumento hanno steso uno striscione con su scritto: «Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarietà». L’ente per cui lavorano è stato ceduto ad una cordata di privati. «E noi dipendenti - spiega un lavoratore - siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: dobbiamo dimetterci per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio».


15 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale

Protesta contro i licenziamenti «Occupato» il Colosseo
Vigilantes in cima al monumento: «Niente blitz o ci buttiamo»
di BRUNO RUGGIERO

ROMA - IL TAM-TAM che ormai viaggia a velocità vertiginosa su blog e telefonini ha creato un altro caso: 7 guardie giurate dell'Istituto di vigilanza Ancr-Urbe Roma si sono arrampicate dai costoni interni fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, per esporre poi con vista panoramica mozzafiato uno striscione contro il rischio di licenziamenti e la certezza di «condizioni contrattuali meno vantaggiose», cioè contro le prevedibili conseguenze della cessione ai privati di quello che fino a ieri aveva lo statuto di un «Ente morale», collegato all'Associazione nazionale combattenti e reduci. Il salto di qualità, è proprio il caso di dirlo, poco dopo le 17, al termine della manifestazione di protesta giù in strada. «Siamo tutti con voi», gridavano in un centinaio su via dei Fori Imperiali i colleghi degli scalatori', mentre i pompieri appena arrivati gonfiavano un grande materasso per scongiurare il peggio. Traffico bloccato da polizia e vigili urbani nel tratto compreso fra via Labicana e via Cavour, con le memorie imperiali a fare da sfondo. E tutti, protagonisti e spettatori, pensavano ai precedenti di questa estate segnata dagli estremi rimedi ai mali estremi della crisi, alla lotta dura «in alta quota» degli operai dell'Innse a Milano e della Cim a Marcellina, proprio vicino a Roma. «Siamo stati costretti a comportarci così, come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno» si sfoga una delle guardie giurate che da via dei Fori imperiali sostiene la protesta dei sette colleghi. Il Colosseo come ultima spiaggia. «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilita». E' quanto giurava, raggiunto al telefonino, Giorgio, 52 anni, uno dei vigilantes saliti sul Colosseo per difendere 300 posti di lavoro. «DUE DI NOI ha raccontato si sono sentiti male. Un infermiere che è arrivato ha fatto una puntura di cortisone ad un asmatico, mentre all'altro collega è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri 6: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui finchè non ci sarà data una risposta. Perché ci hanno tolto la dignità: io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finchè non otteniamo una risposta concreta, non ci muoviamo». La prima risposta è venuta dal Comune e riguarda la disponibilità a mediare della Prefettura. «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il quale è pronto a convocare per lunedì un tavolo con tutte le parti interessate, a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», ha detto il delegato del sindaco Alemanno per la Sicurezza, Giorgio Ciardi. E Lucio Francario, il Commissario straordinario per l'Istituto di vigilanza in dismissione, ha aggiunto: «Il lavoro c'è per tutti: basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico, io non posso darglielo, perché non è mia competenza. Non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». CIBO E ACQUA per rifocillare la pattuglia dei manifestanti sono stati portati con una carrucola. Dal lato di Colle Oppio i colleghi di chi è andato volontario in prima linea hanno issato un altro striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Associazione nazionale combattenti e reduci. Alle 19, su via dei Fori Imperiali è stato tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. In cima al Colosseo lo striscione della prima ora inveiva sempre «contro la precarietà». Ore 21, l'ultimo flash di giornata dagli «irriducibili». Ancora Giorgio al cellulare: «Hanno spento le luci e qui fa freddo».


15 agosto 2009 - La Repubblica

Vigilantes dell´Urbe salgono sul Colosseo
"Siamo senza lavoro, no a blitz o ci buttiamo"
di ANNA RITA CILLIS

Roma - Non vogliono andar via: da ieri non hanno più diritto al "titolo di polizia" per via di un assetto societario intrigato e soprattutto non hanno più un lavoro. Anche se due di loro, si sono sentiti male, non hanno nessuna intenzione di tornare indietro. Né i sette che si sono arrampicati in alto, sino all´ultimo anello di quel grande teatro delle proteste che è il Colosseo, né i colleghi che affollano il piazzale di fronte. «Da qui ce ne andremo a dicembre», urlano dal megafono, e ripetono il loro no, tutti insieme, anche a Giorgio Ciardi, il delegato per la sicurezza del sindaco Alemanno, arrivato con una proposta: «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro - dice - la prefettura è pronta a convocare un tavolo a patto che i manifestanti scenderanno dal Colosseo».
Ma nulla di fatto: «Basta agli incontri - spiega Mauro Frezza, rappresentante sindacale di Libero Comitato Gpg, costola dell´Rdb - siamo stati ovunque nell´ultimo anno, senza ottenere niente. Ora vogliamo i fatti. Non abbiamo avuto alcuna rassicurazione. Continuiamo ad oltranza. In sette, sono sempre lì sopra ad occupare il Colosseo, e noi qui sotto». Un altro si avvicina a un gruppo e dice: «Fino ad ora abbiamo avuto tante promesse, incontri in prefettura, in commissione Lavoro della Camera, ma queste sono solo promesse», a lui fa eco nuovamente Frezza: «Vogliamo che qualcuno venga qui e ci venga a dire fatti concreti, non promesse». Dal megafono riprendono i cori: «Non vogliamo nessuna elemosina - urlano - ma solo quello che ci spetta». Per lo più sono padri di famiglia questi cento vigilantes che hanno bloccato per alcune ore viale dei Fori Imperiali, solo nel tardo pomeriggio si dividono e lasciano libera la strada, un gruppo sul marciapiede di fronte, un altro sotto il Colosseo. Hanno tra i 40 e 50 anni, alcuni anche qualche in più: «da oggi non avrò più uno stipendio e a 54 anni come faccio?», chiede un signore. «Dalla mezzanotte del 13 agosto - aggiunge Frezza - non siamo più alle dipendenze della Ancr Urbe, ma non siamo stati neppure licenziati. È una vicenda complicata, ma qualcuno deve risolverla».

Vigilantes perdono il lavoro e si barricano nel Colosseo "Niente blitz o ci buttiamo"
Braccio di ferro nella notte, interviene il prefetto Si sono arrampicati a 50 metri d´altezza "Oggi se non sali su qualcosa non ti ascolta nessuno"
di ANNA RITA CILLIS

ROMA - Fa freddo di sera sull´ultimo anello del Colosseo, anche se è piena estate. Lì, a circa cinquanta metri d´altezza, si sono arrampicati nel primo pomeriggio di ieri sette vigilantes dell´Ancr Urbe Roma, un ente morale che si occupa anche di sicurezza. Per loro e altri 300 colleghi è un Ferragosto disperato: da alcune ore non hanno più diritto allo stipendio. Un gruppo di lavoratori tra i 40 e i 50 anni, con famiglia da mantenere, e senza futuro. È un gesto disperato, dicono di averlo dovuto fare «per difendere» l´impiego e di essersi ispirati anche alla protesta dell´Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù ad oltranza. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli dell´Innse - spiega uno dei manifestanti - se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno».
La loro è una vicenda intricata: «L´associazione Ancr è un ente morale - spiega Mauro Frezza, un sindacalista di Libero Comitato Rdb - ma una parte è stata commissariata da un tribunale fallimentare. Il commissario responsabile della procedura - prosegue Frezza - ha dovuto "vendere" la licenza di polizia a una nuova società e i lavoratori che non hanno aderito alla riassunzione, circa trecento, non possono operare poiché i titoli di polizia sono scaduti, ma nello stesso tempo non hanno ricevuto alcuna lettera di licenziamento e, quindi, non godono dei diritti di chi è disoccupato». I dipendenti sono stati messi di fronte a un bivio. «Dobbiamo dimetterci dall´attuale posizione - aggiunge il sindacalista - per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest´ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Tutta la vicenda va avanti da cinque anni. Ora siamo stufi delle tante promesse da parte delle istituzioni: vogliamo risposte concrete». E il commissario ministeriale Lucio Francario precisa: «Il lavoro c´è per tutti. Ma se vogliono lo stipendio pubblico, non posso darglierlo».
Una possibile apertura arriva dal delegato del sindaco alla Sicurezza, Giorgio Ciardi, che si presenta al Colosseo nel tardo pomeriggio. «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - dice ai manifestanti - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate, anche con il Comune, a patto che i sette scendano dal Colosseo». Non li convince. Il presidente nazionale dell´Rdb Marco Lucarelli invoca l´intervento del Viminale, tutti gli altri chiedono a gran voce di essere «ascoltati, almeno questa volta». E i manifestanti proseguono la loro protesta. «Da cinque anni non rispettano i nostri diritti - dice Angelo, uno dei sette vigilantes che ha deciso di salire sul punto accessibile più alto del Colosseo - se non vedo qualcosa di scritto non scendo giù».
Angelo è in cima, con lui altre sei colleghi, due, asmatici, si sono sentiti male ma non demordono. «Non abbiamo fatto salire il medico - spiega Angelo - solo un infermiere». Giù, per strada, ci sono un centinaio di colleghi. Hanno invaso prima viale dei Fori Imperiali, poi hanno deciso di spostarsi e far riprendere il passaggio delle automobili. Il sole va via, arriva quel venticello che tanto piace ai romani ma non a chi ha deciso di scalare quel monumento tanto famoso, teatro da sempre di proteste eclatanti. «Ci hanno spento la luce e ci servono le fotocellule perché hanno paura per la nostra incolumità: siamo in sette in pochi metri quadrati. Qui fa freddo e inizia a tirare vento, io non mi sento bene», dice Giorgio «ma da qui non ci muoviamo, non abbiamo nulla da perdere». E decidono di passare la notte lì tutti insieme.


15 agosto 2009 - La Voce di Vicenza

Protesta al Colosseo, guardie giurate occupano ultimo anello
"Niente blitz o ci buttiamo", la minaccia
di mario nascimbeni

Roma - Sono saliti ieri sera all'ultimo anello del Colosseo, sono a 50 metri di altezza. Hanno "preso possesso" di una loggetta e si sono affacciati mostrando lo striscione e gridando che se sarà tentato di farli scendere "a forza" qualcuno si butterà di sotto. Sul posto sono arrivati subito i Vigili del Fuoco che hanno steso i teli gonfiabili. Erano inizialmente sette poi due sono stati fatti scendere per motivi di salute. Sono guardie giurate dipendenti dell' IVU, Istituto di Vigilanza Urbe e protestano contro la precarietà che si sta profilando nel loro ambiente. La loro azienda, ora commissariata, apparteneva ad un ente morale sotto il controllo del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio dei ministri. Ora è stata privatizzata, quindi i dipendenti si devono licenziare con la promessa di essere riassunti con contratto privatistico. "Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si decidera' a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione e' invariata da marzo" afferma il presidente del comitato Rdb "Staremo qua fino a dicembre se sarà il caso".


15 agosto 2009 - Il Tempo

Anche se stavolta a manifestare non sono gli operai
Ma le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe
di Dario Martini

Roma - E ad essere stata occupata non è un'azienda, ma l'anfiteatro più famoso del mondo. Sette vigilantes, «i più coraggiosi», in rappresentanza degli altri trecento colleghi che li incitano dalla strada, si sono rinchiusi in una loggia nell'ultimo anello del Colosseo. Massimo, Daniele, Giorgio, Ambrogio, Orfeo, Angelo e Sergio, «i sette gladiatori dell'Urbe», hanno deciso un gesto eclatante per chiedere alle istituzioni di venire loro in soccorso e creare un'alternativa alla nuova società privata che ha riassorbito i 943 vigilantes dell'istituto. La maggior parte ha accettato il passaggio alla nuova società. Ma trecento di loro si sono opposti e adesso chiedono di mantere gli stessi diritti che avevano quando erano dipendenti pubblici. L'Istituto di vigilanza dell'Urbe, infatti, è legato all'associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) che è un ente morale di cui fanno parte le guardie giurate. La federazione romana dell'Ancr aveva 60 milioni di debiti. Con una sentenza del Tribunale fallimentare è stata scorporata e commissariata. Dopo 18 mesi è stata acquistata da una cordata privata che ha creato una nuova società, l'Istituto di vigilanza spa. I trecento «rivoltosi» non hanno accettato il passaggio proprio a questa nuova società. Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo». Ieri mattina i trecento «dissidenti» hanno deciso di passare all'azione. Si sono presentati alla sede della nuova azienda, ma sono stati rimandati a casa. Allora sette di loro si sono «arrampicati» sul Colosseo. Alle tre del pomeriggio i sette vigilantes si sono messi in fila assieme ai turisti. Hanno pagato il biglietto e sono entrati. Alla prima occasione sono riusciti a raggiungere «il piano più alto» dell'Anfiteatro Flavio, sono entrati in una stanza con vista Colle Oppio e si sono barricati dentro. Più di duecento colleghi sono accorsi in aiuto e hanno occupato via dei Fori Imperiali. I sette hanno calato uno striscione dal Colosseo che riassume tutta la loro protesta: «Contro la precarietà». «Resteremo qui fino a che non ci sarà data una risposta - ha avvertito Giorgio, 52 anni - ci hanno tolto la dignità». Due di loro hanno avuto un attacco d'asma e un infermiere è salito a prestare soccorso. I compagni hanno mandato cibo e acqua agli occupanti con una carrucola legata ad una corda. Un grande materasso gonfiabile è stato disteso dai vigili del fuoco ai piedi del Colosseo per scongiurare qualsiasi tragedia. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. Dopo un'ora i manifestanti hanno tolto il blocco stradale spostandosi sui marciapiedi e il traffico è ripreso. Le guardie giurate promettono che sono pronte a «restare fino a dicembre». «Ci hanno offerto un incontro in Prefettura lunedì - dice Claudio Bigioni delle Rdb - ma non ce ne andremo fino a che non sarà invalidata questa truffa. Come possiamo accettare di perdere tutti i diritti acquisiti negli anni?». La battaglia è appena iniziata. Come la prima notte asserraggliati sulla sommità del Colosseo.


14 agosto 2009 - Ansa

LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO: RDB, VIMINALE RISPONDA

(ANSA) - ROMA, 14 AGO - «Da qui non ci muoviamo finchè il ministero dell'Interno non verifica la gestione della Ancr. Da molti anni il ministero della Difesa si è dimenticato di fare i controlli: è stato creato ad arte un buco di bilancio di 80 milioni per giustificare commissariamento e vendita ai privati». È quanto ha detto il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli, giunto ai piedi del Colosseo sul quale ormai da quasi tre ore sette guardie giurate si sono arrampicate per difendere, sostengono, il loro posto di lavoro. «A marzo ci siamo seduti a un tavolo con il sottosegretario Gianni Letta - spiega - ma non abbiamo ottenuto nulla. Ora ci propongono un incontro in Prefettura lunedì come prima data utile, ma noi non siamo disposti a scendere. Piuttosto, si sbrigassero loro». Lucarelli ha ricordato come sulla sentenza del Tribunale fallimentare di Roma che ha di fatto permesso lo scorporo come Ente privato della Federazione romana dell'Ancr, prima ente morale, sia in corso un'inchiesta penale della Procura di Perugia: «Ecco perchè il Viminale - ha aggiunto - deve verificare se tutto è stato lecito. Questi lavoratori, dipendenti di un Ente morale, hanno ricevuto una raccomandata di cessazione di rapporto di lavoro da una Spa privata che non gli permette neanche di accedere agli ammortizzatori sociali - ha concluso - e questo dà la misura di quanto la situazione sia inaccettabile».

LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO; NO BLITZ O CI BUTTIAMO

(ANSA) - ROMA, 14 AGO - «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità». È quanto afferma, raggiunto al telefonino, Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate, salite a sette, che si sono arrampicate sul Colosseo per protestare contro la cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto di lavoro. «Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui - prosegue - finchè non ci sarà data una risposta, perchè ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finchè non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo». Cibo e acqua vengono portati ai sette manifestanti con una carrucola. Sulle rovine di Colle Oppio è stato issato uno striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci. Intanto, il centinaio di manifestanti che sostenevano i loro colleghi a via dei Fori Imperiali hanno tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. I manifestanti in cima al monumento hanno steso uno striscione con su scritto: «Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarietà».

LAVORO: INNSE FA SCUOLA, GUARDIE GIURATE SUL COLOSSEO
IN 7 SUL MONUMENTO; NO A LICENZIAMENTI, INTERVENGANO ISTITUZIONI

(ANSA) - ROMA, 14 AGO - Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono 'nò alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata un'assemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori c'è l'intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall'azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini ha preso come denominazione dell'ente 'Federazione provinciale Roma dell'Ancr', e come tale l'ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall'ente morale nazionale. Dopo non essere riuscito a risanarla - prosegue - l'ha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dell'art. 47 dobbiamo dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli chiede l'intervento del Viminale.

LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO
PREFETTURA PRONTA TAVOLO LO AFFERMA IL DELEGATO DEL SINDACO ALLA SICUREZZA

(ANSA) - ROMA, 14 AGO - «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: la prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo». È quanto ha affermato il delegato del sindaco di Roma alla sicurezza Giorgio Ciardi accorso ai piedi del Colosseo dove da più di due ore sette guardie giurate si sono arrampicate sul terzo anello del monumento, quello più alto, per protestare contro i mutato assetto societario della Ancr che peggiorerebbe le loro condizioni di lavoro. Sul posto è arrivato anche il segretario dell'Rdb Marco Lucarelli che sta parlando con i manifestanti.


14 agosto 2009 - Adnkronos

Il caso ricorda quello degli operai della Innse e del Cim di Marcellina
Guardie giurate sul Colosseo contro i licenziamenti: ''Se intervenite ci buttiamo''
I dipendenti dell'Istituto Vigilanza Urbe hanno raggiunto il terzo anello del monumento. Contestano il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono. Una riforma che a loro avviso metterebbe a rischio 300 posti di lavoro

Roma, 14 ago. (Adnkronos/Ign) - Uno striscione 'Istituto vigilanza urbe: contro la precarietà e sette guardie giurate affacciate dall'ultimo anello del Colosseo, che minacciano di buttarsi in caso di intervento delle forze dell'ordine. Questa la clamorosa protesta di una sessantina di dipendenti dell'Ivu che contestano il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono. Una riforma che a loro avviso metterebbe a rischio 300 dipendenti. Le guardie giurate si dicono determinate a non scendere anche se, a quanto riferiscono i manifestanti, due fra coloro che sono saliti sul terzo anello dell'Anfiteatro Flavio avrebbero accusato un malore e sarebbero stati soccorsi da un infermiere fatto entrare nella loggetta occupata. I vigilantes sotto l'Anfiteatro Flavio incoraggiano con cori e slogan i colleghi saliti in cima al monumento e li riforniscono di acqua con una carrucola, mentre via dei Fori imperiali è stata interdetta al traffico dall'incrocio con via Labicana a quello con via Cavour. Il caso ricorda quello degli operai della Innse di Milano e del Cim di Marcellina. ''Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si deciderà a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione è invariata da marzo'', afferma all'ADNKRONOS Marco Lucarelli, presidente del libero comitato Rdb, in merito alla protesta dei lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe. ''A marzo - spiega Lucarelli - abbiamo avuto un incontro con la presidenza del Consiglio. Ora siamo ad agosto e come ogni volta ad agosto fanno gli atti e le carognate, e questa è una carognata fatta ai lavoratori, che sono stati cacciati non essendo stati licenziati''. Polizia, Carabinieri e Vigili urbani stanno presidiando la zona, che è stata transennata, mentre i Vigili del fuoco, presenti con diversi mezzi, per maggior sicurezza hanno aperto il telone gonfiabile sul lato del Colosseo che dà su Colle Oppio. Sul posto è giunto il delegato del sindaco alla sicurezza Gianni Ciardi, che fa sapere: "Ho parlato con la Prefettura che è pronta a convocare un tavolo se i lavoratori sono pronti a scendere".

ROMA: RDB, DA COLOSSEO NON SCENDIAMO
FINCHE' PRESIDENZA CONSIGLIO NON MANDA QUALCUNO

Roma, 14 ago. (Adnkronos) - «Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si deciderà a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione è invariata da marzo». Lo afferma all'ADNKRONOS Marco Lucarelli, presidente del libero comitato Rdb, in merito alla protesta dei lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe che da circa tre ore sono saliti sull'ultimo anello del Colosseo. «A marzo - spiega Lucarelli - abbiamo avuto un incontro con la presidenza del Consiglio. Ora siamo ad agosto e come ogni volta ad agosto fanno gli atti e le carognate, e questa è una carognata fatta ai lavoratori, che sono stati cacciati non essendo stati licenziati».


14 agosto 2009 - Il Secolo XIX.it

Guardie giurate sul Colosseo «Se salite ci buttiamo giù»

Roma- Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono `no´ alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all’ultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata un’assemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori c’è l’intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall’azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dell’Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini ha preso come denominazione dell’ente `Federazione provinciale Roma dell’Ancr, e come tale l’ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall’ente morale nazionale. Dopo non essere riuscito a risanarla - prosegue - l’ha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dell’art. 47 dobbiamo dimetterci dall’attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest’ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c’è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perché non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell’Rdb Marco Lucarelli chiede l’intervento del Viminale.


14 agosto 2009 - Leggo.it

ROMA COME MILANO: GUARDIE GIURATE SUL COLOSSEO
DIFENDONO POSTO DI LAVORO

Roma - Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono 'no' alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno».
LA PROTESTA DALLE 17.30 Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata un'assemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori c'è l'intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall'azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini ha preso come denominazione dell'ente 'Federazione provinciale Roma dell'Ancr', e come tale l'ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall'ente morale nazionale. Dopo non essere riuscito a risanarla - prosegue - l'ha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dell'art. 47 dobbiamo dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente».
IL LAVORO C'E' PER TUTTI... Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli chiede l'intervento del Viminale.


14 agosto 2009 - Il Sole 24 Ore.com

"Scalano" il Colosseo per dire no ai licenziamenti

Roma - Il caso Innse fa scuola. La vicenda della storica azienda milanese di via Rubattino sta innescando una sorta di reazione a catena. Dopo il caso della Cim di Marcellina, vernerdì sette guardia giurate della Ancr-Urbe Roma hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, per dire no alla cessione a privati del loro ente. E sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così, come quelli di Milano», ha detto uno dei manifestanti, «oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». La protesta è cominciata nel pomeriggio, alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Poco dopo, sette guardie giurate hanno "scalato" il Colosseo, arrampicandosi fino all'ultimo ordine di arcate, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione. Dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Una sorta di assemblea spontanea si è formata su via dei Fori Imperiali: la strada è rimasta chiusa per qualche ora. I lavoratori non sono intenzionati ad accettare i cambiamenti subiti dall'azienda, passata da soggetto pubblico a privato. Dei 943 dipendenti, circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale, a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini, ha preso come denominazione dell'ente "Federazione provinciale Roma dell'Ancr", e come tale, l'ha dotata di una partita Iva, separandola di fatto dall'ente morale nazionale». Non essendo riuscito a risanarla, ha dichiarato il sindacalista, «l'ha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dell'art. 47 dobbiamo dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato, ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenza: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti», hanno spiegato i dimostranti. Intanto i lavoratori si sono organizzati anche per i pasti: cibo e acqua sono stati fatti salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro abbiano accusato un malore, hanno urlato con un megafono: «Noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli ha chiesto l'intervento del Viminale.


14 agosto 2009 - L'Unione Sarda.it

Guardie giurate sul Colosseo: ''Fate il blitz e ci buttiamo giù''
Circa 60 guardie giurate sono salite sul Colosseo per difendere il posto di lavoro. ''Non tentate un blitz, altrimenti ci buttiamo'', hanno detto i lavoratori

Roma - Una sessantina di guardie giurate, appartenenti all'istituto di vigilanza dell'Urbe, sono salite sul Colosseo per dire 'no' agli annunciati licenziamenti. Tre di loro sono saliti su una delle arcate del monumento per esporre uno striscione. Sul posto, oltre alle forze dell'ordine, sono giunti anche i vigili del fuoco. La protesta ricorda, nelle modalità, quella messa in atto dagli operai della Innse di Milano, che ha cominciato a fare scuola in situazioni di crisi occupazionali, ultima quella risolta ieri per l'azienda Cim di Marcellina, vicino a Roma.
LA PROTESTA "Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità". E' quanto afferma, raggiunto al telefonino, Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate, salite a sette, che si sono arrampicate sul Colosseo per protestare contro la cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto di lavoro. "Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone a un asmatico, mentre a un altro è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui - prosegue - finché non ci sarà data una risposta, perché ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finché non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo".
LA SOLIDARIETA' Cibo e acqua vengono portati ai sette manifestanti con una carrucola. Sulle rovine di Colle Oppio è stato issato uno striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci. Intanto, il centinaio di manifestanti che sostenevano i loro colleghi a via dei Fori Imperiali hanno tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. I manifestanti in cima al monumento hanno steso uno striscione con su scritto: "Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarietà".


14 agosto 2009 - Quotidiano.net

NUOVA LOTTA CONTRO I LICENZIAMENTI
Guardie giurate protestano sul Colosseo
"Niente blitz, altrimenti ci buttiamo"
Si tratta di una manifestazione che ricorda, nelle modalità, quella attuata per diversi giorni dagli operai della Innse di Milano e della Cim di Marcellina. Zona presidiata dalle forze dell'ordine

Roma, 14 agosto 2009 - Un cinquantina di guardie giurate, appartenenti all’istituto di vigilanza Ancr-Urbe Roma, stanno manifestando dal pomeriggio davanti al Colosseo per dire no al licenziamento di circa 300 lavoratori a Roma. Sette manifestanti sono riusciti a salire sul terzo anello del Colosseo e chiedono l’intervento del Prefetto sulla loro vicenda. ‘’Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità’’. E’ quanto afferma, raggiunto al telefonino una delle guardie giurate. ‘’Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un’iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro è stato dato l’ossigeno. Resteremo qui - prosegue - finché non ci sarà data una risposta, perché ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finché non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo’’. ‘’Siamo stati costretti a comportarci così, come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno’’. E’ lo sfogo di un'altra guardia giurata che da via dei Fori imperiali sta sostenendo la protesta di sette colleghi. La zona è presidiata dalle foze dell’ordine e sono intervenuti i vigili del fuoco subito dopo la scalata all’arcata del Colosseo. Si tratta di una protesta che ricorda, almeno nelle modalità di lotta, quella attuata per diversi giorni dagli operai della Innse di Milano e della Cim di Marcellina. "Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: la prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo". E' quanto fa sapere il delegato del sindaco di Roma alla sicurezza Giorgio Ciardi. Sul posto è arrivato anche il segretario dell'Rdb Marco Lucarelli che ha parlato con i manifestanti.


14 agosto 2009 - Roma Uno

Colosseo, guardie giurate arrampicate: "Non ce ne andiamo!"

Roma - Dopo un'assemblea spontanea, proprio sotto il Colosseo, le guardie giurate hanno deciso di liberare via dei Fori Imperiali dall'occupazione. La via è stata liberata da alcuni minuti: resta il presidio ai lati, sul marciapiede e l'occupazione dell'ultimo piano del Colosseo. Sul posto intanto anche il delegato del sindaco alla sicurezza Gianni Ciardi. I 6 lavoratori che si sono arrampicati hanno ribadito: "Da qui scendiamo a dicembre!". Sono accompagnati da oltre un centinaio di loro compagni che, in strada, intonano slogan. "Siamo lavoratori dell'associazione nazionale combattenti e reduci (ente pubblico) sotto il controllo del ministero della difesa e della presidenza del consiglio dei ministri - spiegano i manifestanti - eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia. Di questi - continuano - 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla società Vigilanza dell'Urbe spa, nata apposta nel 2008. Noi 300 - continuano i lavoratori - che non abbiamo aderito, da ieri a mezzanotte non abbiamo più incarichi".


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